Campagne
iliad vince al Giurì IAP la causa con Fastweb Vodafone

Il Giurì IAP ha respinto il ricorso di Fastweb+Vodafone contro iliad: la campagna con Megan Gale è legittima e può continuare a essere diffusa.

La campagna pubblicitaria di iliad con protagonista Megan Gale esce indenne dal procedimento avviato davanti al Giurì dello IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria). Con la pronuncia n. 11/2026 del 26 maggio 2026, l’organismo ha respinto le contestazioni sollevate da Fastweb+Vodafone, dichiarando che le comunicazioni oggetto della controversia “non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina”.

Lo spot “Poche cose sono per sempre” e la scelta di Megan Gale

Al centro della disputa c’è la campagna iliad intitolata “Poche cose sono per sempre”, costruita attorno al messaggio “Ho deciso di cambiare” e interpretata da Megan Gale. L’attrice e modella australiana è nota al pubblico italiano soprattutto per essere stata il volto storico degli spot di Omnitel prima e di Vodafone poi, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.

Una scelta di casting tutt’altro che casuale, che ha immediatamente attirato le attenzioni del competitor. Fastweb+Vodafone ha ritenuto che iliad stesse sfruttando la notorietà di Gale e la sua associazione con il marchio Vodafone per suggerire implicitamente un passaggio di clienti verso il proprio operatore.

La lettera a Benedetto Levi e le accuse di concorrenza sleale

La reazione di Fastweb+Vodafone è stata formale e diretta: una lettera ufficiale indirizzata all’amministratore delegato di iliad, Benedetto Levi, con cui è stata chiesta l’immediata sospensione della campagna su tutti i mezzi.

Le contestazioni mosse riguardavano presunti casi di concorrenza sleale, agganciamento indebito al brand e violazioni del Codice di Autodisciplina pubblicitaria. Accuse gravi, che hanno trasformato uno spot in uno dei casi pubblicitari più dibattuti delle ultime settimane.

Il Giurì IAP dà ragione a iliad

Il Giurì dello IAP, dopo aver esaminato gli atti e sentito entrambe le parti, ha concluso che la campagna di iliad non viola le norme dell’autodisciplina pubblicitaria. La pronuncia n. 11/2026 chiude formalmente la controversia, confermando la piena legittimità dello spot.

La decisione rappresenta un punto fermo in una vicenda che ha messo in luce quanto la scelta dei testimonial possa diventare terreno di scontro competitivo, specialmente quando un volto è storicamente legato a un brand concorrente. La campagna con Megan Gale può quindi continuare la sua diffusione senza vincoli.

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