FIFA World Cup 2026 e cybercrime i rischi per i tifosi
Mondiali 2026 nel mirino dei cybercriminali: phishing, QR falsi e app malevole minacciano tifosi e spettatori. Ecco come difendersi online e allo stadio.
La FIFA World Cup 2026 si avvicina e, con essa, cresce anche l’attenzione dei criminali informatici verso milioni di tifosi in tutto il mondo. A lanciare l’allarme è Santiago Pontiroli, Team Lead dell’Acronis Threat Research Unit (TRU), che ha analizzato le principali minacce fisiche e informatiche legate al torneo nordamericano. Grandi eventi sportivi come i Mondiali di calcio rappresentano, secondo l’esperto, un’occasione ghiotta per gli autori delle minacce, pronti a sfruttare l’aumento di attività online legato all’acquisto di biglietti, alla prenotazione di viaggi e alloggi e alla ricerca di contenuti in streaming.
Perché i grandi eventi sportivi attraggono i cybercriminali
Quando milioni di persone si muovono contemporaneamente, la superficie di attacco si allarga in modo considerevole. Più fan significa più opportunità per i malintenzionati di intercettare dati personali e informazioni sensibili. Pontiroli sottolinea come l’evoluzione dell’intelligenza artificiale abbia reso i siti di phishing sempre più credibili, capaci di ingannare anche utenti attenti.
Un esempio concreto: un tifoso potrebbe acquistare un biglietto su un sito contraffatto, inserire i dati della propria carta di credito e ricevere in cambio un codice QR falso, inutilizzabile agli ingressi dello stadio. Il danno economico si somma così a quello relativo alla privacy.
Le minacce per chi assiste di persona alle partite
Chi si recherà fisicamente negli stadi nordamericani dovrà prestare attenzione a una serie di rischi specifici. Le reti Wi-Fi pubbliche presenti in aeroporti, hotel, stadi e fan zone sono spesso hotspot non autorizzati, progettati per intercettare credenziali o reindirizzare gli utenti verso siti dannosi.
In crescita anche le truffe basate sui codici QR, note come “quishing”: questi attacchi inducono gli utenti a visitare siti falsi che promettono biglietti o omaggi, richiedendo in cambio dati personali o di pagamento. Anche le organizzazioni che supportano gli eventi devono fare i conti con attacchi DDoS, brand impersonation e campagne di furto delle credenziali.
I rischi per chi guarda le partite in streaming
Nemmeno i tifosi che seguono il torneo da casa sono al sicuro. Con l’aumento della domanda di streaming in diretta, i cybercriminali moltiplicano le piattaforme fasulle e le truffe legate agli eventi. Pontiroli elenca le minacce più comuni per gli spettatori online.
Tra queste figurano i siti di streaming fraudolenti, che promettono accesso gratuito o scontato alle partite ma puntano a rubare credenziali e dati di pagamento. Altrettanto pericolose sono le app non ufficiali che, pur sembrando offrire copertura delle partite, installano malware o spyware sui dispositivi. Non mancano poi pubblicità e pop-up ingannevoli, tentativi di credential stuffing sui servizi di streaming più popolari e promozioni fasulle progettate per raccogliere informazioni personali.
Come proteggersi: i consigli di Acronis
La difesa più efficace, secondo Pontiroli, passa dalla consapevolezza digitale e dall’adozione di buone pratiche di sicurezza informatica. L’esperto raccomanda di utilizzare esclusivamente piattaforme ufficiali, verificare sempre gli URL prima di inserire credenziali o dati di pagamento ed evitare le reti Wi-Fi pubbliche durante le transazioni sensibili.
Fondamentale anche attivare l’autenticazione a più fattori e mantenere un atteggiamento critico verso messaggi non richiesti relativi a biglietti, viaggi, accesso a servizi di streaming o presunte problematiche legate al proprio account. Come ricorda Pontiroli, lo sport unisce le persone, ma può anche offrire ai criminali informatici l’opportunità di sfruttare la confusione attraverso phishing, furto d’identità e frodi rivolte a tifosi, viaggiatori e spettatori online.