Be.X Retail Solution: Be Closer trasforma il negozio in platform
Be Closer presenta a Intersections 2026 Be.X, l’infrastruttura agentica, e la Retail Solution che trasforma il negozio in digital platform. Il caso Motorola.
Alla sua prima partecipazione a Intersections 2026, l’evento dedicato a creatività, marketing e tecnologia, Be Closer, la più grande communication company italiana integrata e indipendente, ha presentato Be.X, l’infrastruttura agentica che sostiene tutte le competenze del gruppo. Insieme a Be.X è stata mostrata la sua prima applicazione al punto vendita, la Be.X Retail Solution, pensata per trasformare il negozio fisico in una digital platform.
Con Next Retail e Unieuro, Be Closer ha illustrato come gli agenti di Be.X colleghino comunicazione e vendita nello store. A dare concretezza al modello è il caso Motorola nei negozi Unieuro.
Be.X: l’infrastruttura agentica delle sette boutique di Be Closer
Be.X non è un prodotto né una piattaforma da acquistare. È l’infrastruttura agentica su cui lavorano le sette boutique di Be Closer. Il gruppo l’ha costruita prima di tutto per sé, per far collaborare competenze che vanno dalla ricerca alla creatività, dai media al retail, e oggi la mette a disposizione dei clienti.
Il sistema operativo agentico di Be.X mette in relazione quattro elementi:
- i dati proprietari;
- una memoria persistente, che conserva ciò che il sistema impara progetto dopo progetto;
- le skill, che traducono i metodi dei team in procedure che gli agenti possono applicare;
- i connettori, che collegano Be.X a fonti terze e agli strumenti dei clienti.
Dati e connettori: ciò che differenzia Be.X
Secondo Be Closer, i fattori distintivi di Be.X sono proprio i dati e i connettori. Il patrimonio proprietario del gruppo comprende oltre 21 milioni di contenuti social, 450M di profili social, più di 15 milioni di device ID in Italia, oltre 500 installazioni fisiche, più di 3.000 rispondenti ai panel e più di 1.000 personas sintetiche. Tutto questo è integrato con oltre 15 fonti terze.
Su questa base Be.X conta oggi più di 30 casi d’uso in produzione, tra cui:
- analisi di scenario su un brand e i suoi competitor;
- scelta dei creator sull’audience reale;
- test di concept e claim sui panel sintetici;
- analisi di share of voice e investimenti media dei competitor;
- misura della visibilità di un brand nelle risposte degli assistenti AI;
- analisi georeferenziate e flussi di mobilità;
- gestione dei palinsesti in store per negozio e fascia oraria.
“L’intelligenza artificiale non ci chiede solo di andare più veloci: ci obbliga ad alzare l’asticella”, commenta Giancarlo Sampietro, Chief Strategy & Innovation Officer di Be Closer. “Con Be.X facciamo meglio le cose di sempre: analisi che richiedevano settimane oggi arrivano in pochi giorni. Ma il vero salto è fare cose nuove, finora impensabili. Agenti che leggono i dati in continuo, propongono e misurano, e un dato che smette di essere il report di fine campagna per diventare l’input della decisione successiva. Il retail è il terreno in cui questo cambiamento si vede di più: il negozio fisico comincia a funzionare come un marketplace digitale.”
Agentic Retail Media: il negozio come digital platform
Nell’intervento «Agentic Retail Media: trasformare il retail in una digital platform», Giancarlo Sampietro e Marco Brandstetter, Managing Director di Next Retail Part of Be Closer, hanno affrontato una delle sfide più complesse per chi fa marketing: l’intersezione tra fisico e digitale.
Il cliente la vive già: vede un prodotto sui social, lo prova in negozio e lo compra dove costa meno. I dati, invece, restano separati, con l’online misurato al clic e il negozio alla cassa.
Come funziona la Be.X Retail Solution
La soluzione unisce tre fonti: la sensoristica in store (telecamere, sensori di prossimità, smart shelf, WiFi), i dati di mobilità anonimi e aggregati della CDP del gruppo e i dati first-party del retailer, cioè loyalty, scontrino, CRM, app ed e-commerce, che restano nel perimetro del retailer.
Su questa base Be.X fa girare un loop agentico:
- il team del retailer e del brand fissa obiettivi e regole;
- i sensori rilevano chi passa, chi si ferma e quanta attenzione dedica a vetrine e scaffali;
- Be.X incrocia le fonti e costruisce un profilo, anonimo o con consenso;
- l’agente genera contenuti e promozioni su schermi, ledwall e app;
- la cassa misura l’effetto, che rientra come nuovo dato.
Lo stesso dato alimenta anche, fuori dal negozio, il retargeting drive-to-store su social, CTV e notifiche push.
Retail media: da spazi venduti a media platform
In questo modello il retail media cambia natura. Si passa da spazi venduti a impression, con il dato disponibile solo a fine campagna, a una media platform basata su dati di prima parte in tempo reale e su un negozio che impara da ogni interazione.
Per il retailer significa avere una lettura unica di OTS, attention rate, footfall e sell-out, e la possibilità di vendere gli spazi sui risultati. Per il brand vuol dire sapere chi ha visto la campagna e che cosa ha fatto dopo, fino alla cassa, e usare il dato raccolto in store come input per la strategia: quale prodotto spingere, in quale negozio, con quale messaggio e per quale pubblico.
Il caso Motorola nei negozi Unieuro
Marco Titi, Marketing, Corporate and Internal Communication Director di Unieuro, ha raccontato il percorso avviato con Be Closer a partire dalla sensorizzazione delle vetrine e dal data enrichment.
Nel caso Motorola, 121 schermi dotati di sensori in 79 negozi Unieuro, in onda per 111 giorni, hanno registrato 1,8 milioni di passaggi, con un attention rate del 18% e 7 secondi di attenzione media. Il risultato mostra come, oltre ai passaggi, sia possibile misurare l’attenzione reale verso la comunicazione in store.