Largo Consumo a 117,1 miliardi, e-commerce a +13,6% e famiglie che frequentano 6,3 insegne: ecco cosa emerge dall’analisi NIQ a Linkontro.
La Grande Distribuzione italiana si trova di fronte a un consumatore più consapevole, selettivo e infedele. È questo il quadro emerso da Linkontro, l’evento di riferimento per il mondo del Largo Consumo, dove NielsenIQ (NIQ) ha presentato un’analisi approfondita dei consumi in Italia, fotografando un mercato solo apparentemente stabile.
Il Largo Consumo Confezionato vale 117,1 miliardi di euro
Nel corso del 2025, il Totale Largo Consumo Confezionato ha raggiunto i 117,1 miliardi di euro, così distribuiti: 88,7 miliardi al Food & Beverage, 15,6 miliardi al Personal Care, 8 miliardi all’Home Care e 4,8 miliardi al Pet. Un risultato che conferma la solidità del settore, ma che nasconde dinamiche sempre più complesse.
Nei primi quattro mesi del 2026, il Totale Negozio in ottica omnicanale cresce a valore del +2,6%, con il Largo Consumo Confezionato (LCC) a +1,9%. Spicca la performance dell’e-commerce, che accelera del +13,6%, mentre i Tech & Durables segnano un calo del -1,2%, segnale di una maggiore selettività negli acquisti.
Un consumatore che frammenta il carrello e frequenta più insegne
L’edizione di Linkontro ha accolto quasi 700 manager e 245 aziende tra industria e grande distribuzione nella storica location del Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, in Sardegna. Il palcoscenico ideale per analizzare le trasformazioni in atto.
Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ Italia, ha commentato: “Il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente: anche se i consumi restano costanti diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza. Siamo anche di fronte a una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne brick & mortar all’anno.”
Frasio ha sottolineato come l’online stia guadagnando quote di mercato significative, raggiungendo nel 2025 una share del 19,4% nel pet e del 16,3% nel beauty. A questo si aggiunge la trasformazione demografica e sociale: nuclei familiari che cambiano, crescente attenzione verso salute e benessere, riduzione degli acquisti impulsivi.
Prezzi sotto controllo, ma nuove tensioni all’orizzonte
In Europa Occidentale, il valore dei prodotti FMCG è cresciuto del +3,0% rispetto all’anno precedente, con volumi quasi stabili (+0,4%) e prezzi in aumento del +2,5%. L’Italia si distingue per una dinamica dei prezzi più contenuta, ma anche per la più alta elasticità al prezzo tra i principali mercati europei: ogni incremento genera un impatto diretto sui volumi acquistati.
Nuove pressioni emergono sul fronte dei costi energetici: un aumento del +10% delle utilities può tradursi, con alcuni mesi di ritardo, in un rincaro compreso tra +0,8% e +1,5% dei prezzi a scaffale. Il quadro è articolato: l’Olio EVO registra un calo del -7,4% ad aprile rispetto all’anno precedente, mentre le tavolette di cioccolato mostrano un rincaro del +13% nello stesso periodo.
Il carrello degli italiani: più frequente, più selettivo e orientato al fresco
Nell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media a valore per famiglia cresce del +2,6%, mentre la frequenza di acquisto aumenta del +7,6%, con un picco del +12,8% nelle famiglie giovani con figli minori di 24 anni. Il consumatore entra più spesso nel punto vendita, ma acquista in modo più mirato.
Il Fresco traina la crescita con un +4,0%: Frutta e Verdura segnano +5,5%, Macelleria & Polleria +6,8%, Prodotti Freschi Confezionati +3,7%. Di contro, rallentano i salumi (-2,6%) e gli alimentari confezionati (+1,3%). Il 70% della crescita dei volumi è spiegata da sole 20 categorie, tra cui kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (+22%).
Canali e formati: vince chi genera valore per metro quadro
La riorganizzazione delle reti di vendita sta portando il retail verso una nuova fase in cui la produttività dei negozi diventa il principale criterio di selezione. Gli ipermercati tra 2.500 e 4.499 mq mostrano una crescita sostenuta (+6,5% a valore e +6,3% a volume), mentre i formati più grandi e le superette risentono di un progressivo ridimensionamento della rete. I supermercati si distinguono come il canale con il miglior rendimento strutturale, con una crescita di +1,7% a volume e +0,8% a valore poco influenzata dalle variazioni di rete.
Nel breve termine si osserva inoltre un riallineamento tra Industria di Marca (IDM) e Marca del Distributore (MDD): entrambe contribuiscono in misura equivalente (+1,8%) alla crescita complessiva del LCC.
Romolo de Camillis, Retailer Director di NielsenIQ, ha concluso: “La crescita registrata dal settore dimostra la capacità di industria e distribuzione di adattarsi progressivamente a un consumatore che cambia. Tuttavia, ulteriori opportunità non mancano, ma per coglierle sarà fondamentale accelerare su assortimenti leggibili, promozioni più efficienti e strategie mirate sui diversi target di clientela. In un mercato omnicanale, il valore non si crea da soli, ma insieme.”
Omnicanalità e fine della fedeltà tradizionale: la sfida per industria e distribuzione
In un mercato così frammentato, costruire valore richiede la collaborazione lungo tutta la filiera. Non esiste un modello unico vincente: ogni canale risponde a bisogni differenti e ogni categoria segue dinamiche proprie. Industria e distribuzione sono chiamate a intercettare consumatori sempre più volatili, con proposte coerenti e sostenibili nel tempo, capaci di rispondere a scelte guidate non solo dal prezzo, ma dal valore complessivo percepito.