Il Torino Fringe Festival 2026 torna con la XIV edizione ispirata a *Metropolis* di Lang: 27 spettacoli tra lavoro, disuguaglianze e trasformazione urbana.
Il Torino Fringe Festival 2026 torna con la sua XIV edizione sotto il segno di Metropolis, il capolavoro visionario di Fritz Lang. A cento anni esatti dall’ambientazione del film, il festival assume quella visione come lente critica per leggere il presente: una città divisa, attraversata da sistemi produttivi, tensioni sociali, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di disuguaglianza. Non una distopia, ma una condizione reale e già in atto.
Una città come palcoscenico delle contraddizioni contemporanee
Il programma 2026 lavora sulle fratture del contemporaneo, articolando temi come il lavoro, la precarietà, il rapporto tra individuo e sistema, l’informazione e la trasformazione urbana. Il festival si conferma una piattaforma multidisciplinare diffusa, accessibile e capace di portare le arti performative fuori dai luoghi convenzionali, dentro la vita quotidiana della città.
Tra gli spettacoli che affrontano il tema del lavoro e dello sfruttamento spiccano Pomodoro, racconto satirico firmato da Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci sul caporalato, e Blasé. Si può vendere una rivoluzione?, produzione di Officine Gorilla e Teatro della Juta già premiata al Milano Off Fringe Festival 2023, al Prague Fringe Festival 2025 e al Catania Off Fringe Festival 2023. Tutte le cose più grandi di me di Sofia Longhini restituisce invece lo sguardo di una generazione cresciuta nell’instabilità, mentre SOTTObanco. Sei solo un altro mattone nel muro di Teatro delle Temperie — al suo debutto assoluto — entra nel sistema scolastico come luogo di crisi e formazione.
Il tema del rapporto tra informazione e potere è al centro di Ho rapito Paolo Mieli di Diego Frisina, vincitore del festival Inventaria e del Premio “Creta” a Sottovenere. La riscrittura dei classici percorre invece MONO. Una relazione per un’accademia, prima nazionale dalla Spagna che trasforma Kafka in un dispositivo scenico sulla libertà, Pluto. O il dono della fine del mondo del Gruppo della Creta su Aristofane, e Giusti? di Dietro La Maschera, con testo e regia di Gianluca Ariemma, che lavora su Camus intrecciando riflessione politica e memoria.
Le voci del festival: istituzioni e direzione artistica
Cecilia Bozzolini, presidente e direttrice del Torino Fringe Festival, ha illustrato la visione alla base dell’edizione: «Con la XIV edizione del Torino Fringe Festival scegliamo di attraversare il presente con uno sguardo lucido e necessario, assumendo Metropolis come lente per leggere il nostro tempo. Il futuro che verrà non è più un orizzonte lontano, ma una condizione già in atto, che attraversa le nostre città, il lavoro, le relazioni, i linguaggi».
Bozzolini ha sottolineato anche l’impegno verso le nuove generazioni: «Continuiamo a investire sul sostegno alle nuove generazioni e sulla creazione di opportunità concrete di crescita e circuitazione, rafforzando il nostro ruolo di piattaforma per la scena indipendente contemporanea. In un momento storico segnato da profonde trasformazioni, crediamo che il teatro e le arti possano essere strumenti fondamentali per comprendere, immaginare e abitare il cambiamento».
Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, ha evidenziato il valore culturale e civile del festival: «La scelta di confrontarsi con il tema di Metropolis restituisce con forza il ruolo della cultura come spazio di interpretazione del nostro tempo: un luogo in cui leggere le trasformazioni sociali, interrogare le disuguaglianze, riflettere sul rapporto tra innovazione e umanità».
Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città di Torino, ha definito il Fringe «un laboratorio aperto, attento alla sperimentazione e alla crescita del sistema culturale», aggiungendo: «Con il tema Metropolis, scelto per l’edizione di quest’anno, il Festival propone una preziosa riflessione sulle trasformazioni urbane e sociali del presente, interrogando il rapporto tra sviluppo, lavoro e comunità».
Il Grand Opening: HyperGaia – Metropolis
L’anteprima del festival è in programma venerdì 8 maggio alle 21.30 al Q35 Warehouse Club. La compagnia Cubo Teatro presenta HyperGaia – Metropolis, performance multidisciplinare che combina drammaturgia, musica elettronica dal vivo, video mapping e visual art ispirandosi all’immaginario del film di Lang. Un viaggio tra rovine e memoria in cui una figura attraversa i resti di una civiltà interrogandone le tracce, affrontando le conseguenze dei conflitti climatici, del riscaldamento globale e della complessità storica contemporanea.
Il programma completo: due settimane di Fringe Core
Il cuore del festival è la sezione Fringe Core, articolata in due settimane di repliche: 14 spettacoli dal 19 al 24 maggio e 13 dal 26 al 31 maggio, distribuiti in diverse location della città. Una struttura che permette al pubblico di costruire il proprio percorso attraverso linguaggi e generazioni, con una presenza significativa di artisti under 35.
Tra gli altri titoli in programma: Senza motivo apparente di Christian La Rosa — Premio UBU 2016 e ANCT 2017 — che da un episodio locale allarga la riflessione al contesto collettivo; Un bravo ragazzo di Santibriganti Teatro, che affronta il punto di vista della madre di un femminicida; Fabbrico, storia di un paese antifascista di Massimiliano Loizzi, racconto civile tra satira e teatro; Caivano Dreamin’, storia ironica su sogno e mito con due emigranti napoletani che portano in America un immaginario che richiama paradossalmente la nascita di Mickey Mouse.
Sul versante della commedia e della performance: Ridi, piangi, ti ecciti con Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli; Fricassea di Alessandro Ciacci, vincitore del Premio Alberto Sordi 2022 e nel cast di LOL 5; A Beautiful Sh*t, debutto di Lara Gallo; FLOP. Tutto ciò che non funziona degli Utopici; e Street Beatles. Love love love di Cikale Comic Vocal Trio, ispirato a Lo scarafaggio di Ian McEwan.
Completano il programma: Re Pipuzzu fattu a manu di Scena Verticale, fiaba calabrese con una donna come vera protagonista; Quella volta che mia zia fece scappare Matteotti con Walter Leonardi; Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera — vincitore del Premio Over Emergenze Teatrali 2025 — sull’emergenza abitativa nelle grandi città; A volo d’angelo con Michelangelo Canzi e la regia di Federica Cottini, vincitore del FringeMi Festival 2025 e Teatri Riflessi 10; Radio Tortura del Gruppo Uror tra teatro di figura e radiodramma; UMANƏ di Camilla Violante Scheller, vincitrice del Premio della Critica FringeMi Festival 2025; Hotel Borges della Piccola Compagnia della Magnolia, ispirato alle atmosfere di Borges; e BELLY BUTTON di Crack24, performance partecipativa che trasforma la fruizione in esperienza condivisa.
Un festival con radici internazionali
Nato nel 2013, il Torino Fringe Festival è riconosciuto dal Ministero della Cultura e aderisce ufficialmente al network internazionale World Fringe. Nel corso delle sue edizioni ha ospitato oltre 380 compagnie, realizzato più di 3.000 repliche in oltre 120 location e coinvolto più di 160.000 spettatori. Il progetto Fringe in Rete rafforza il lavoro sulla distribuzione, creando connessioni tra artisti, operatori e circuiti teatrali per offrire opportunità concrete di crescita e circuitazione alla scena indipendente contemporanea.