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Mostra su Shakespeare al Castello Carlo V di Lecce

Nei sotterranei del Castello Carlo V di Lecce la mostra su Shakespeare con sette installazioni, video e suoni: un viaggio nei sogni del Bardo fino al 10 gennaio 2027.

Una mostra su Shakespeare al Castello Carlo V di Lecce porta il pubblico dentro l’immaginario del Bardo, tra installazioni, video, suoni e ricerca storica. La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare resterà aperta fino al 10 gennaio 2027 nei sotterranei della più grande opera fortificata di Puglia.

Se è vero che «siamo fatti della stessa sostanza dei sogni», il castello leccese è la cornice quasi onirica di un’esperienza dedicata all’universo di William Shakespeare. Il percorso attraversa teatro, immaginazione e patrimonio letterario universale con tecnologie e linguaggi contemporanei.

Un progetto interdisciplinare e internazionale

La mostra è promossa dal Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia. Sono curatori Peter Bottazzi e Silvia Rigon, con la consulenza scientifica di Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute. Teatro, arti visive, installazioni e ricerca storica si intrecciano per “mettere in scena” l’opera del drammaturgo inglese in modo accessibile, inclusivo e innovativo.

Bottazzi e Rigon hanno ideato e realizzato l’intero progetto artistico: installazioni, sculture, opere video, musiche originali, paesaggi sonori e dispositivi multimediali. Il lavoro creativo dialoga con l’impianto scientifico elaborato dallo Shakespeare Institute.

Perché il Castello Carlo V

La scelta della sede non è casuale. Lecce ha una forte tradizione teatrale, dall’anfiteatro romano al teatro romano, fino ai teatri più moderni sorti nei secoli accanto alle mura del castello. I sotterranei, ancora poco conosciuti, diventano così il contesto ideale: le installazioni trasformano gli spazi monumentali in ambienti sensoriali e culturali che mettono in relazione passato e presente.

C’è anche un legame simbolico. Shakespeare visse negli anni in cui fu costruita l’attuale configurazione del castello, nell’ambito del piano di ristrutturazione difensiva del territorio voluto dall’imperatore Carlo V.

Sette installazioni, sette porte sull’opera shakespeariana

L’esposizione si sviluppa attraverso sette grandi installazioni, ciascuna pensata come un diverso accesso alla ricchezza dell’opera del Bardo. Poesia, dialogo, monologo e canto restituiscono la complessità della sua produzione, in un ambiente dove le parole tornano a risuonare in forme contemporanee.

La Barca di Prospero e Tra le Crepe del Potere

Ad accogliere i visitatori è La Barca di Prospero, grande installazione ispirata al protagonista de La Tempesta e composta simbolicamente da tutte le opere di Shakespeare. Chi la attraversa è immerso in un paesaggio sonoro di versi letti in numerose lingue, a testimonianza della dimensione universale della sua eredità.

Con Tra le Crepe del Potere il percorso affronta uno dei temi centrali del teatro shakespeariano: il potere e le sue fratture. Sculture luminose, installazioni sonore e proiezioni creano un ambiente sospeso, dove i dialoghi tratti dalle opere rendono la tensione di congiure, conflitti e tradimenti.

Laboratorio Shakespeare e Soliloquio

Il Laboratorio Shakespeare offre un viaggio tra documenti, immagini e contenuti digitali dedicati alla biografia del drammaturgo, al contesto storico e all’analisi delle opere. L’impianto scientifico è sviluppato sotto la direzione dello Shakespeare Institute di Stratford-upon-Avon.

Con Soliloquio la mostra esplora la dimensione più intima del teatro shakespeariano. Il celebre monologo di Amleto, To be or not to be, diventa un ambiente multisensoriale che invita il pubblico a confrontarsi con i grandi interrogativi dell’esistenza.

Il Fantastico, Radio Shakespeare e Attraverso le Parole

Il Fantastico è uno spazio attraversabile in cui videomapping e canzoni tratte da La Tempesta, Macbeth, Sogno di una notte di mezza estate e Amleto fanno incontrare il visibile e l’invisibile. La parola si trasforma in esperienza visiva e musicale.

Radio Shakespeare propone alcuni dei più celebri monologhi e dialoghi del teatro shakespeariano. Voci, traduzioni e immagini scenografiche in continua trasformazione costruiscono un paesaggio sonoro che restituisce il teatro come luogo dell’ascolto, della memoria e dell’immaginazione.

Chiude il percorso Attraverso le Parole: pagine, lettere e versi si dissolvono nella luce e attraversano le pareti del castello. Il libro diventa un’esperienza che racconta come l’opera di Shakespeare continui a vivere attraverso la lettura, la voce e la trasmissione della memoria.

Le parole dei curatori e dello Shakespeare Institute

«Più che raccontare Shakespeare, abbiamo cercato – spiegano i curatori Bottazzi e Rigon – di restituirne la straordinaria capacità di generare, ancora oggi, nuove domande, nuove interpretazioni e nuove forme di immaginazione. Le installazioni mettono in dialogo teatro, arti visive, ricerca e sound design, trasformando i sotterranei del Castello Carlo V in un luogo dove parole, immagini e voci continuano a risuonare».

«È stato entusiasmante contribuire a ideare – sottolinea Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute – un’installazione che traduce il ricco, metaforico e polifonico universo del teatro di Shakespeare non sulla scena, ma in un luogo: per permettere a Shakespeare di “infestare/abitare” un castello con tutta la forza visionaria dei sogni della sua immaginazione».

Un’esperienza emozionale e formativa

L’obiettivo è fare della visita un’esperienza emozionante ma anche didattica e formativa, in cui rigore scientifico e creatività artistica si incontrano. Tutte le opere sono creazioni originali di Bottazzi e Rigon, che ne hanno curato ideazione, progettazione e realizzazione: dall’architettura installativa alle sculture, dalle opere video ai paesaggi sonori, fino ai contenuti multimediali.

Durante l’apertura la mostra potrà ospitare workshop, incontri con artisti e studiosi, attività per le scuole, performance e una mostra sul making of del progetto. Il Castello Carlo V diventa così un laboratorio permanente di ricerca e creazione culturale.

Le istituzioni: Guarnieri, Copani e Poli Bortone

«Con La materia dei sogni – dichiara la direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia Anita Guarnieri – prosegue il nostro impegno nella promozione di progetti capaci di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e linguaggi contemporanei, costruendo occasioni di dialogo tra istituzioni culturali, mondo della ricerca e comunità. La collaborazione con lo Shakespeare Institute e il carattere interdisciplinare dell’iniziativa testimoniano la volontà di sviluppare proposte di respiro internazionale, in grado di far dialogare luoghi di straordinario valore storico con nuove forme di narrazione e partecipazione. È particolarmente significativo che il progetto venga presentato il prossimo 21 luglio al congresso internazionale shakespeariano di Verona, un importante riconoscimento del valore scientifico e culturale della mostra e un’occasione per promuovere, in un contesto internazionale, il patrimonio culturale della Puglia e il lavoro di valorizzazione portato avanti dai Musei nazionali».

«Con questa mostra – aggiunge il direttore del Castello Pietro Copani – rilanciamo il Carlo V di Lecce come luogo che, oltre alle attività previste nel progetto Open Castle, si propone di ospitare grandi appuntamenti di richiamo nazionale e internazionale. In questo caso coniugando il nome più celebre del teatro mondiale riletto attraverso l’arte contemporanea e le declinazioni rese possibili dalle nuove tecnologie. Il tutto in un racconto articolato in cui la storia e le opere di Shakespeare dialogano in modo armonioso con i sotterranei dell’opera fortificata più grande di Puglia».

«Siamo particolarmente felici che Lecce accolga “La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare” – dichiara il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone. Non è semplicemente una mostra dedicata a un grande autore. È un invito a entrare in un universo che continua a generare domande, emozioni, curiosità. Ospitare Shakespeare significa offrire ai giovani un’occasione di scoperta, agli studiosi nuovi spunti di riflessione, ai visitatori un’esperienza culturale di respiro internazionale. Significa dire che Lecce vuole essere una città che non smette di interrogarsi e di confrontarsi con le grandi voci della civiltà europea. E poi c’è un legame che sentiamo particolarmente nostro. È anche grazie a figure come Carmelo Bene se comprendiamo quanto Shakespeare non sia un monumento da contemplare, ma un aut

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