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Moda PE 2026 trend e prezzi secondo Retviews

Denim +47%, arancione +150%, paillettes in crescita: Retviews di Lectra svela le tendenze e le strategie di prezzo della PE 2026.

La Primavera/Estate 2026 si preannuncia come una stagione di contrasti: da un lato il ritorno del minimalismo anni ’90, dall’altro la rivincita del massimalismo più sfavillante. A fotografare le tendenze fashion del momento è Lectra, che attraverso i dati della sua soluzione di competitive intelligence Retviews analizza l’evoluzione degli assortimenti, dei prezzi e delle strategie dei brand in Europa e negli Stati Uniti.

Basic premium e denim: i pilastri della stagione

Secondo i dati Retviews, i capi basic premium dominano gli assortimenti della PE 2026. Le T-shirt registrano un incremento del +41% (+22% negli Stati Uniti), mentre il denim segna un aumento del +47%. Camicie (+13%) e capispalla (+17%) si confermano come must have, in linea con una crescente attenzione alla versatilità e alla durata nel tempo.

Il denim in particolare si evolve nelle silhouette: crescono i modelli a vita bassa (+22%) e bootcut (+15%), mentre flare (+94%) e cargo denim (+108%) registrano un vero e proprio boom. Al contrario, i jeans baggy risultano in calo (-5%), segnando un cambio di rotta rispetto alle stagioni precedenti.

Il ritorno degli anni ’90: capri, infradito e righe

Il minimalismo anni ’90 torna protagonista, trainato dal rinnovato interesse culturale per un guardaroba essenziale e sofisticato. Complice anche il ritorno alla popolarità dell’icona di stile Carolyn Bessette-Kennedy con la serie Love Story, alcuni capi simbolo stanno vivendo una vera rinascita: pantaloni capri (+62%), infradito (+73%) e righe (+8%) guidano questa tendenza.

Parallelamente, emerge una forte componente funzionale. Lo utility style, dalle giacche tecniche ai pantaloni cargo (+8%), guadagna spazio nelle collezioni, riflettendo una crescente fusione tra moda, comodità e lifestyle. Una tendenza riconducibile alla diffusione della cultura del benessere e delle community sportive.

Il massimalismo non cede: paillettes e frange in crescita

Se il minimalismo avanza, il massimalismo non si arrende. Le paillettes crescono del +40% e le frange del +34%, segno di un’estetica che risponde al bisogno di evasione e individualità. A favorire questo trend contribuisce anche il boom del resale e della moda vintage, che alimenta il desiderio di capi espressivi e dal carattere marcato.

La stagione si configura dunque come un terreno di convivenza tra opposti: la sobrietà del guardaroba essenziale da un lato e il gusto per il glamour quotidiano dall’altro.

I colori della PE 2026: tra espressività e versatilità

Sul fronte cromatico, i dati Retviews evidenziano un forte orientamento verso palette espressive ma al tempo stesso portabili. L’arancione si distingue come una delle tonalità in più rapida crescita (+150% su base annua), trainato dall’influenza sulle passerelle di brand come Chanel, Valentino, Dior, Prada e Loewe. Il rosso ciliegia consolida la propria presenza (+50%), affermandosi come evoluzione più vivace del bordeaux della stagione precedente.

Tra le tonalità più versatili, il blu registra un incremento del 23%, sostenuto dalla centralità del denim e dei capi basic di qualità. Il marrone (+75%) si conferma tra i colori dominanti, e la combinazione blu-marrone emerge come uno degli abbinamenti distintivi della stagione, riflettendo un orientamento verso palette sobrie e sofisticate.

Prezzi in crescita: la premiumizzazione del mass market

La stagione conferma una trasformazione strutturale ormai consolidata: il mercato mass e mid segment si comporta sempre più come quello del lusso. I dati Retviews evidenziano aumenti di prezzo a doppia cifra per player come Zara e Gap, riflesso di una progressiva premiumizzazione dell’offerta.

A rafforzare questa tendenza contribuisce l’intensificarsi delle collaborazioni con stilisti di alto profilo: da John Galliano per Zara a Zac Posen per Gap, fino al ritorno di Stella McCartney con H&M. Queste partnership accrescono la credibilità creativa dei marchi di massa e legittimano ulteriori rialzi di prezzo, dando vita a un modello “high-low” in cui l’approccio aspirazionale convive con l’accessibilità.

I dati parlano da soli: i capispalla segnano +9% in UE e +17% negli USA, le camicie +4% in UE e +9% negli USA, mentre il denim vede gli assortimenti crescere del +50% su base annua in Europa con prezzi in aumento del +7%. Secondo recenti dati PwC, il 74% dei consumatori è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili e tracciabili, un segnale che il concetto di valore percepito è ormai centrale nelle decisioni d’acquisto.

Il commento di Lectra: dal volume al valore

Antonella Capelli, President EMEA di Lectra, inquadra il cambiamento in corso con chiarezza: “In un mercato caratterizzato da consumatori più selettivi e da una crescente pressione competitiva, il vero cambiamento è il passaggio dal volume al valore. Oggi la moda si ritrova a competere anche con le spese dedicate ad altre esperienze, dai viaggi alla ristorazione, e questo impone ai brand di rafforzare il proprio valore culturale e percepito.”

Capelli sottolinea anche la complessità del contesto internazionale: “Le persistenti pressioni sui costi e le divergenze tra mercati, come tra Stati Uniti ed Europa, richiedono strategie di pricing e approvvigionamento sempre più mirate. Grazie agli insight di Retviews, è possibile interpretare queste dinamiche e prendere decisioni orientate alla crescita.”

Nel complesso, emerge un cambiamento definitivo: le collezioni mass e mid market sono oggi strutturalmente più costose rispetto a due anni fa, non per effetto di fluttuazioni temporanee, ma per un preciso riposizionamento strategico. In questo scenario, il successo dei brand dipenderà dalla capacità di tradurre il concetto di valore in prodotti desiderabili, duraturi e coerenti con le aspettative di un consumatore sempre più esigente.

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