AI in azienda, investimenti in crescita con Hubique
AI in azienda: investimenti in crescita, ma il 39% delle imprese italiane fatica per mancanza di competenze. Hubique spiega come partire.
## AI in azienda: investimenti in crescita, ma resta la sfida di capire dove crea valore
L’intelligenza artificiale sta diventando una priorità negli investimenti delle aziende italiane, ma individuare dove e come utilizzarla resta un ostacolo concreto per molte imprese. Il 39% delle aziende italiane indica la carenza di competenze come principale freno alla sua adozione, mentre il 27% fatica a individuare i casi d’uso più adatti al proprio business. Hubique, digital company con esperienza nel settore real estate, ha scelto di affrontare questo nodo dialogando direttamente con le PMI per aiutarle a capire quanto siano pronte per l’AI e come sfruttarla al meglio.
Cresce la disponibilità di software, assistenti virtuali e soluzioni tecnologiche dedicate all’intelligenza artificiale, ma per molte imprese resta difficile comprendere quali strumenti possano generare un vantaggio concreto. Non è solo una questione di scelta tecnologica: bisogna capire quali processi trasformare e come accompagnare le persone nel cambiamento organizzativo.
Secondo il report State of AI in the Enterprise 2026 di Deloitte, l’82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti in AI nel prossimo anno e il 92% si aspetta un incremento della produttività grazie alla sua adozione. Allo stesso tempo, il 39% indica la carenza di talenti e competenze adeguate come principale barriera, mentre il 27% segnala difficoltà nell’identificazione dei casi d’uso.
### Non partire dall’AI, ma dall’azienda
Hubique è partecipata da Apside, joint venture di Intesa Sanpaolo e Zest S.p.A., dalla Holding FG Invest di Alessandro Gatti e da numerosi business angel. L’azienda ha sviluppato un approccio che parte dalle esigenze concrete delle imprese, piuttosto che dalla tecnologia in sé.
“Molte aziende sanno che l’AI potrebbe cambiare il loro modo di lavorare, ma non sanno da dove cominciare. La domanda di partenza non è ‘quale AI possiamo utilizzare?’, ma ‘quale problema aziendale vogliamo risolvere?'”, spiega Michele Campagnoni, AD di Hubique.
“L’introduzione dell’AI può ridurre attività ripetitive, abbassare i costi, aumentare la produttività, migliorare il servizio al cliente, velocizzare determinati processi o creare nuove opportunità di ricavo. Il compito di Hubique è aiutare le aziende a capire le loro esigenze, con quali strumenti soddisfarle e trasmetterli allo staff”, aggiunge Campagnoni.
### La tecnologia da sola non cambia un’azienda: l’importanza della formazione
I dati Deloitte confermano quanto il fattore umano resti centrale: il 39% delle aziende italiane indica la carenza di talenti e competenze come principale barriera all’adozione dell’AI, percentuale che sale al 49% nel caso dell’AI agentica.
“Formazione e implementazione tecnologica devono viaggiare insieme. Non basta spiegare alle persone come funziona un software. Bisogna mostrare perché viene introdotto, come cambierà il loro modo di lavorare, quali attività possono essere affidate alla tecnologia, quali devono rimanere sotto il controllo umano e come verificare la qualità degli output prodotti dall’AI”, sottolinea Campagnoni.
### Quanto è pronta la tua azienda per l’AI?
Per rispondere concretamente a questa domanda, Hubique ha sviluppato un assessment gratuito sul grado di adozione dell’intelligenza artificiale. Attraverso il questionario, ogni azienda può effettuare una prima valutazione del proprio livello di maturità rispetto all’AI e individuare le possibili azioni da introdurre.
A questo strumento si affianca un secondo assessment dedicato all’AI Act, pensato per consentire alle PMI di effettuare una prima valutazione della propria situazione rispetto ai requisiti introdotti dalla normativa europea.
### Il real estate come laboratorio dell’AI applicata
Hubique ha già applicato questo modello al settore real estate, sviluppando un ecosistema che combina strumenti disponibili sul mercato, personalizzazioni e tecnologie proprietarie. Il settore immobiliare rappresenta un banco di prova concreto per l’applicazione pratica dell’intelligenza artificiale.
L’App Hub Agency permette alle agenzie immobiliari di effettuare il rilievo di un’abitazione e ottenere misure, planimetrie e rappresentazioni 3D, generando ipotesi di arredamento, immagini e video. Real Hub riunisce invece in un unico ambiente clienti, trattative, immobili, cantieri e attività commerciali, superando la frammentazione tra fogli di calcolo, documenti, e-mail e applicativi differenti.
Hubagent, infine, permette di creare assistenti AI configurati sulle esigenze della singola azienda, per la gestione delle richieste dei clienti, il supporto commerciale, il ricontatto dei lead e la ricerca di informazioni all’interno di documenti, procedure e archivi aziendali.
“L’AI può ridurre costi, aumentare l’efficienza e liberare risorse da destinare allo sviluppo del business, ma soltanto quando smette di essere uno strumento aggiunto all’azienda e diventa parte del suo modo di lavorare”, conclude Michele Campagnoni, AD di Hubique.