AI conquista le PR, ma la stampa resta priorità assoluta
L’AI entra nelle PR ma la stampa resta centrale: media relations al top, influencer in calo secondo il report Muck Rack.
L’intelligenza artificiale conquista le PR, ma la stampa resta la priorità assoluta
L’intelligenza artificiale si è ormai imposta come strumento quotidiano nel lavoro dei professionisti delle pubbliche relazioni. Secondo il report “The State of PR” a cura di Muck Rack, oltre l’80% degli addetti ai lavori, in Italia come nel resto del mondo, utilizza già l’AI in modo consistente e abituale, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Solo un 10% di professionisti dichiara di non utilizzarla ancora in maniera organica, mentre un ulteriore 8% è prossimo ad adottarla più diffusamente.
Lo studio, che ha coinvolto un panel di circa 1000 professionisti delle pubbliche relazioni a livello globale, esplora i nuovi strumenti, l’organizzazione del lavoro e l’approccio delle agenzie di PR e comunicazione in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il settore.
Media relations ancora protagoniste, in calo l’interesse per gli influencer
Se i dati confermano l’entusiasmo dei professionisti delle PR per l’automatizzazione dei processi e dei flussi lavorativi (61%), il dato più significativo riguarda la centralità della stampa. La media relations rimane infatti l’attività prevalente per le agenzie e la principale richiesta dei clienti (64%), a fronte di un interesse ormai marginale per influencer e figure simili, fermo al 12%.
Stella Romagnoli, docente di comunicazione d’impresa presso l’Università La Sapienza e la Luiss, spiega questo cambiamento di prospettiva: “Attualmente si guarda di più ai creator, ovvero persone che pensano e costruiscono i contenuti, perché al momento gli algoritmi premiano il contenuto piuttosto che il numero di follower”. Secondo la docente, si sta passando dalla precedente influencer economy a un modello di creator economy, “meno numerico-quantitativo e più contenutistico-qualitativo”.
Stampa online in testa, ma il cartaceo resta rilevante
Le aziende chiedono ai professionisti delle PR una presenza solida sui media nella loro accezione tradizionale, stampa e online. I dati mostrano una netta inclinazione verso la stampa online, indicata dal 91% dei professionisti, mentre quella cartacea mantiene comunque un ruolo rilevante con il 69% delle preferenze.
Crescono podcast e newsletter, le aziende diventano editori di se stesse
La televisione viene utilizzata da poco più della metà dei professionisti PR (60%), mentre spazio crescente stanno guadagnando i podcast, indicati dal 57% del panel, e le newsletter, al 42%. Le aziende stanno comprendendo i benefici di diventare loro stesse editori, costruendo un’audience propria e ben profilata come attività complementare rispetto all’ufficio stampa tradizionale.
“Un buon ufficio stampa è oggi il miglior alleato dell’AI generativa”
Secondo Stella Romagnoli, la stampa, nelle sue versioni online e offline, resta imbattibile perché l’intelligenza artificiale e Google premiano le fonti più autorevoli. “Essere pubblicati su un giornale, oltre all’audience pregiata del lettore, è fondamentale per l’AI”, sottolinea la docente. “Un buon ‘vecchio’ ufficio stampa è quello che ti permette oggi la migliore AI gen”.