Navigazione Mobile in Italia: i Problemi degli Utenti
Pop-up, cookie e pubblicità invasive frenano la navigazione mobile in Italia: il 79% degli utenti incontra difficoltà, con il 90% degli under 35 tra i più colpiti.
La navigazione mobile in Italia è ancora un percorso a ostacoli. Una ricerca condotta da Accessiway, leader europeo in accessibilità digitale e parte del gruppo europeo team.blue, con il supporto di YouGov su oltre 1.000 rispondenti italiani, fotografa una realtà in cui pop-up, pubblicità invasive e richieste di consenso ai cookie continuano a compromettere l’esperienza degli utenti su smartphone. Il tutto a un anno dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA), avvenuta il 28 giugno 2025.
Pop-up e pubblicità invasive: il nemico numero uno della navigazione mobile
Secondo l’indagine, il 50% degli italiani intervistati indica come principale ostacolo alla navigazione da smartphone proprio la presenza di pubblicità invasive, richieste di consenso ai cookie e pop-up difficili da chiudere. Un dato che colpisce in un contesto in cui le attività quotidiane, dall’home banking agli acquisti online, dalla prenotazione di visite mediche ai servizi della Pubblica Amministrazione, si svolgono sempre più spesso dal cellulare.
Al secondo posto tra le difficoltà segnalate si trovano i contenuti che si caricano troppo lentamente (27%), seguiti dalle procedure di inserimento dati ritenute eccessivamente complesse, come la compilazione di moduli, la gestione delle password e l’inserimento di informazioni personali (23%).
A confermare il peso crescente del mobile nella vita digitale degli italiani, i dati sugli utenti: nel corso del periodo analizzato, 44,1 milioni di persone hanno navigato mediamente da mobile e computer, con 40,5 milioni che lo hanno fatto da smartphone, pari al 95% della popolazione tra i 18 e i 74 anni, in crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente.
Il commento di Edoardo Arnello, Executive Vice President di Accessiway
Edoardo Arnello, Executive Vice President di Accessiway, commenta così i risultati: “La ricerca condotta insieme a YouGov evidenzia chiaramente la necessità di continuare a investire nella progettazione di servizi digitali realmente semplici, intuitivi e inclusivi. Quando un sito web o un’app risultano complessi da utilizzare, il rischio è quello di generare forme di esclusione digitale che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili, come gli anziani, le persone con disabilità e chi possiede competenze digitali limitate. Tuttavia, l’accessibilità non riguarda solo queste categorie ma rappresenta un elemento determinante per la qualità dell’esperienza digitale di tutti gli utenti.”
Arnello aggiunge: “L’accessibilità digitale non si esaurisce nel rispetto degli obblighi normativi, ma costituisce uno strumento concreto per garantire pari opportunità di accesso a informazioni, servizi e risorse essenziali. In un mondo in cui sempre più attività si svolgono online e tramite dispositivi mobili, progettare esperienze digitali accessibili nell’intero processo significa favorire una partecipazione piena ed equa alla vita economica e sociale.”
Un problema europeo: la Generazione Z è la più colpita
I dati italiani si inseriscono in un quadro più ampio emerso da cinque indagini realizzate da Accessiway in Francia, Italia, Austria, Germania e Regno Unito. Le difficoltà di navigazione da smartphone risultano diffuse in tutti i Paesi analizzati, con percentuali che raggiungono l’82% in Francia, seguita da Austria (80%), Italia (79%), Germania (64%) e Regno Unito (64%).
Un elemento particolarmente rilevante riguarda la distribuzione per fasce d’età. Contrariamente alle aspettative, sono gli utenti della Generazione Z a dichiarare più frequentemente problemi di accessibilità digitale, segno di aspettative sempre più elevate rispetto alla qualità dell’esperienza online. In Italia, il 90% degli under 35 afferma di incontrare difficoltà nella navigazione da mobile, contro il 75% degli over 56. Percentuali simili si registrano in Francia (88%), Austria (87%) e Regno Unito (81%).
La Germania rappresenta un’eccezione: solo il 60% della Generazione Z tedesca dichiara difficoltà online, contro il 68% degli over 56, invertendo il trend osservato negli altri Paesi.
Accessibilità digitale: una priorità per aziende e organizzazioni
A livello europeo, pubblicità invasive, pop-up e richieste di consenso ai cookie si confermano essere le barriere più segnalate anche negli altri Paesi analizzati. I risultati dell’indagine ribadiscono l’urgenza, per aziende e organizzazioni, di adottare un approccio progettuale orientato all’inclusione digitale, non solo per rispettare gli obblighi normativi introdotti dall’EAA, ma per garantire un’esperienza realmente fruibile a tutti gli utenti.