Scientific Fundraising unisce neuroscienze e psicologia cognitiva al fundraising nonprofit. Andrea Rivoli, ex AIRC, spiega come donare di più con la scienza.
Si chiama Scientific Fundraising ed è il nuovo approccio alla raccolta fondi che integra neuroscienze, economia comportamentale e psicologia cognitiva nella progettazione delle campagne per il terzo settore. A lanciarlo è Andrea Rivoli, uno dei principali esperti italiani di comunicazione e fundraising nonprofit, già responsabile marketing di Fondazione AIRC per 28 anni.
Dalle neuroscienze alla raccolta fondi: il modello Scientific Fundraising
Il punto di partenza è una domanda apparentemente semplice: perché alcune campagne di raccolta fondi funzionano e altre no? La risposta, secondo Rivoli, va cercata nella ricerca scientifica sul comportamento umano. Le neuroscienze e le scienze comportamentali hanno dimostrato che le decisioni economiche delle persone sono guidate principalmente da meccanismi cognitivi ed emotivi automatici, più che da valutazioni razionali.
Da queste evidenze nasce Scientific Fundraising, sviluppato con il supporto delle aziende della Behavioral Impact Alliance. Il modello integra tre ambiti di ricerca: l’economia comportamentale, che studia i bias cognitivi e le decisioni non razionali; le neuroscienze, che analizzano il ruolo delle emozioni e dell’attenzione; la psicologia cognitiva, che aiuta a progettare messaggi e narrazioni più efficaci.
«Oggi sappiamo molto di più su come funzionano le decisioni umane», spiega Rivoli. «Le scienze comportamentali ci aiutano a capire cosa attiva davvero la decisione di donare: attenzione, empatia, senso di appartenenza, urgenza. Applicare queste conoscenze al fundraising significa passare da un approccio basato soprattutto su intuizione ed esperienza a un metodo più scientifico, testabile e misurabile».
Masterclass gratuite per gli operatori del terzo settore
Per diffondere questo approccio nel mondo nonprofit, Rivoli ha avviato una serie di masterclass gratuite rivolte agli operatori del terzo settore, ai professionisti della comunicazione sociale e a chi si occupa di raccolta fondi. Gli incontri vengono organizzati su misura per le singole organizzazioni che ne fanno richiesta.
L’obiettivo è condividere esempi concreti di comunicazioni efficaci — nel messaggio e nei risultati ottenuti — per far comprendere i meccanismi che guidano la generosità e fornire strumenti pratici per progettare campagne a sostegno di cause sociali, ricerca scientifica e iniziative di interesse pubblico.
Un salto di qualità per il fundraising italiano
Rivoli porta con sé un bagaglio professionale di tutto rispetto: quasi tre decenni alla guida del marketing di Fondazione AIRC, contribuendo allo sviluppo di alcune delle campagne di raccolta fondi più conosciute in Italia e alla crescita della principale organizzazione nonprofit impegnata nel finanziamento della ricerca oncologica.
«In Italia il fundraising è cresciuto molto negli ultimi decenni», conclude Rivoli. «Ma oggi abbiamo l’opportunità di fare un salto di qualità: utilizzare la scienza per capire meglio il comportamento delle persone e migliorare la comunicazione delle cause sociali».
Scientific Fundraising si propone dunque come un cambio di paradigma metodologico per il settore: non più solo esperienza e creatività, ma un approccio strutturato, fondato su dati e ricerca, capace di rendere le campagne nonprofit più efficaci e misurabili.
