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Made in Italy e birra, Carlsberg Italia punta sull’innovazione

Carlsberg Italia celebra il Made in Italy al Birrificio Angelo Poretti: filiera birraria da 10 miliardi, ricerca e innovazione al centro del dibattito.

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Carlsberg Italia ha organizzato un talk istituzionale presso il Birrificio Angelo Poretti di Induno Olona (VA), portando al centro del dibattito un tema cruciale per il settore brassicolo: l’innovazione e la ricerca sulle materie prime. Un confronto che ha riunito istituzioni, accademia e industria attorno a una filiera birraria italiana che genera un valore condiviso di oltre 10 miliardi di euro e occupa più di 100 mila operatori.

Una filiera da oltre 10 miliardi al centro del dibattito

L’evento si inserisce nella cornice della Giornata promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze produttive italiane. La scelta del Birrificio Angelo Poretti come location non è casuale: con quasi 150 anni di storia, rappresenta un esempio tangibile di come tradizione e innovazione possano coesistere e alimentarsi a vicenda.

Alius Antulis, Managing Director di Carlsberg Italia, ha inquadrato il senso dell’iniziativa: “Per noi il Made in Italy non è solo tradizione, ma rappresenta un impegno quotidiano verso la qualità, l’innovazione e una filiera sempre più sostenibile. Il nostro Birrificio Angelo Poretti è un esempio di come una storia e una tradizione di quasi 150 anni possano oggi continuare a evolversi grazie alla capacità di innovare, fare ricerca e guardare al futuro.” Antulis ha poi sottolineato la necessità di una collaborazione strutturata tra industria, istituzioni e università per costruire un comparto più competitivo e sostenibile.

Carlsberg Italia hub di innovazione per il Gruppo

Nel panorama globale di Carlsberg, l’Italia occupa un ruolo di primo piano sul fronte dell’innovazione tecnologica. Il Paese è stato scelto come banco di prova per il lancio di DraughtMaster, l’innovativo sistema di spillatura proprietario che punta a migliorare qualità del prodotto, efficienza operativa e sostenibilità ambientale. Un primato che conferma la centralità del mercato italiano nella strategia del Gruppo.

A livello globale, l’impegno in ricerca e sviluppo si traduce in numeri concreti: nel 2025 Carlsberg Group ha investito più di 20,3 milioni di euro in R&D. Una tradizione scientifica che affonda le radici nei Laboratori Carlsberg di Copenaghen, dove nacquero scoperte fondamentali per l’intera industria birraria mondiale, come l’isolamento del primo ceppo puro di lievito a bassa fermentazione e l’invenzione della scala del pH.

Le voci delle istituzioni: accise, DOP Economy e territorio

Gisella Naturale, Senatrice della Repubblica Italiana, ha portato al tavolo la prospettiva politica, rivendicando l’impegno personale sulla riduzione delle accise per il settore: “L’emendamento in legge di bilancio, relativo alla riduzione delle accise, è il risultato di un impegno lungo e costante, che ho portato avanti in prima persona insieme al mio gruppo politico per dare un primo segnale di supporto al settore. Per fare un buon lavoro, però, la politica deve ascoltare tutte le parti a tempo debito e in maniera costante, così da raggiungere un risultato che sia condiviso e portare a norme realmente utili per le imprese del brassicolo.”

Christian Garavaglia, Consigliere Regionale per Regione Lombardia, ha invece messo in luce il valore delle certificazioni di qualità: “La propensione dei consumatori a spendere di più per la qualità certificata alimenta la DOP Economy, che dà un forte impulso al Made in Italy.” Garavaglia ha ricordato che la Lombardia è la terza regione italiana per prodotti certificati e la prima per superficie agricola, con investimenti costanti nella valorizzazione della produzione di qualità e nella ricerca scientifica.

Il contributo del mondo della ricerca: orzo, malto e luppolo

Ombretta Marconi, Direttrice del CERB all’Università di Perugia, ha delineato il ruolo strategico della ricerca applicata alle materie prime: “La ricerca su orzo e malto è strategica dal punto di vista della sostenibilità, ma anche per il Made in Italy: bisogna studiare le varietà che ben si adattano ai nostri territori, al nostro clima, in ottica di trasformazione. Per fare questo serve un’integrazione tra ricerca, industria, territorio e quindi con le istituzioni.”

Katya Carbone, Primo Ricercatore al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), ha invece approfondito il tema del luppolo italiano: “La ricerca è il motore della sostenibilità, che si alimenta di conoscenze e sperimentazione. A proposito del luppolo coltivato in Italia, la connessione tra campo e post-raccolta è fondamentale: la qualità del luppolo dipende infatti da una filiera che deve essere virtuosa in ogni suo passaggio.”

La prospettiva danese e la moderazione del talk

Francesca Zaccarelli, AgriFood Senior Expert dell’Ambasciata di Danimarca, ha portato al confronto la visione del Paese d’origine di Carlsberg, sottolineando come innovazione e ricerca possano trasformare i settori agroalimentari e come per la Danimarca sia strategico affiancare le eccellenze del Made in Italy, creando scambi orientati a una produzione birraria sempre più sostenibile ed etica.

A moderare il talk è stata Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia, che ha chiuso i lavori con una riflessione sul futuro del settore: “Oggi innovare significa ripensare l’intera filiera, dall’agricoltura al prodotto finale che arriva al consumatore. In un contesto globale sempre più sfidante, la capacità di integrare ricerca, competenze e collaborazione tra diverse realtà diventa un fattore chiave per creare un valore duraturo e per tracciare il futuro dell’industria birraria italiana.”

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