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Webboh e Studenti al Paranoia Festival, la ricerca sulla Gen Z

Webboh e Studenti al Paranoia Festival presentano una ricerca su 3.000 adolescenti: cosa chiedono davvero ai genitori tra ascolto e dialogo.

Webboh e Studenti al Paranoia Festival con la ricerca “Ascoltare le identità”

Webboh e Studenti, punto di riferimento della Gen Z in Italia il primo e leader nell’educational digitale il secondo, hanno portato sul palco del Paranoia Festival una ricerca dedicata al rapporto tra adolescenti e genitori. L’indagine è stata realizzata da Webboh Lab, il primo Osservatorio Permanente sulla Gen Z in Italia, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Sylla.

Le due community di Mondadori Digital, entrambe media partner del Festival, hanno coinvolto il proprio pubblico di giovanissimi trasformando parole e comportamenti delle nuove generazioni in insight concreti. Un lavoro utile a comprendere un cambiamento che riguarda non solo adolescenti e famiglie, ma anche scuole, istituzioni, media, brand e organizzazioni.

Una ricerca costruita su oltre 3.000 testimonianze

I risultati dell’indagine, che ha coinvolto oltre 3.000 ragazze e ragazzi under 19, sono stati presentati al BASE Milano nel talk “Ascoltare l’identità. Come Gen Alpha e Gen Z costruiscono oggi sé stessi”, nell’ambito della seconda giornata dell’appuntamento milanese del Paranoia Festival. Più di 2.300 giovani hanno scelto di lasciare anche un messaggio anonimo indirizzato ai propri genitori.

A intervenire nel corso dell’incontro sono stati Giulio Pasqui, Founder di Webboh, Furio Camillo, responsabile scientifico di Webboh Lab e dell’Istituto di Ricerca Sylla, i content creator Samara Tramontana e Klaus, e la psicologa Marzia Targhettini, Tesoriera dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

«Il Paranoia Festival, con la collaborazione delle Istituzioni, offre ai giovani luoghi fisici in cui possono incontrarsi, esprimersi ed essere ascoltati. Noi sentiamo la responsabilità di fare lo stesso nell’ambiente digitale, attraverso Webboh e Studenti. Perciò, con questa ricerca, abbiamo dato loro uno spazio per raccontarsi: oltre 3.000 ragazze e ragazzi hanno risposto presente e ben 2.300 hanno scelto di affidare a noi un messaggio anonimo rivolto ai propri genitori. Un gesto di fiducia tutt’altro che scontato», ha commentato Daniela Cerrato, Chief Marketing Officer di Mondadori Digital.

«Ciò dimostra che Webboh e Studenti sono due realtà editoriali con cui le nuove generazioni hanno facilità a interloquire e in cui riescono ad aprirsi facilmente per portare alla luce le loro istanze. È qui che si inserisce il prezioso lavoro di Webboh Lab e dell’Istituto di Ricerca Sylla che ha permesso di elaborare queste testimonianze in dati utili per comprendere il punto di vista dei più giovani», ha concluso Cerrato.

Il rapporto tra adolescenti e genitori: nessuna fuga dalla famiglia

I dati emersi dalla ricerca condotta sulle community di Webboh e Studenti smentiscono i cliché sugli adolescenti isolati o disinteressati al rapporto con gli adulti. La grande maggioranza dei giovani cerca una connessione autentica con i propri genitori e desidera parlare di futuro personale (77,4%), propria sfera emotiva (71,8%), gestione del tempo e delle proprie passioni (71,8%) e amicizie (70,4%).

Scivolano invece in fondo alla classifica argomenti tradizionalmente associati dagli adulti alla vita adolescenziale, come l’affettività e la sessualità (42,2%) e i social media e la vita online (33,1%).

Più ascolto e meno giudizio: cosa chiedono i ragazzi

Dall’analisi qualitativa di oltre 2.300 messaggi anonimi emerge che a fare la differenza è soprattutto il “come” dialogare. I ragazzi chiedono innanzitutto più ascolto (24,6%) e meno giudizio (23,6%).

Se da un lato il 42,6% dichiara “Mi vogliono bene ma non mi capiscono”, ben il 39,5% delle risposte aperte ribadisce la necessità di “parlare di più e meglio”, confermando che anche nei momenti di conflitto il legame affettivo con la famiglia resta solido (27,4%).

La survey completa è disponibile al link: webboh-lab.it

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