Aziende

Talent gap nella moda, quattro trend secondo Lectra

Lectra individua quattro trend sul talent gap nella moda: AI e tecnologia come alleate per preservare know-how e formare nuovi talenti.

Il talent gap nella moda: quattro trend secondo Lectra

Il settore della moda si trova ad affrontare una sfida che va oltre creatività e innovazione: preservare il patrimonio di competenze specialistiche accumulato nel tempo e, allo stesso momento, rispondere alle nuove aspettative delle giovani generazioni. In questo scenario, segnato da una crescente complessità operativa e da modelli di sviluppo sempre più rapidi, Lectra, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche di intelligenza industriale per il fashion, ha individuato quattro trend che stanno ridefinendo il rapporto tra talento, conoscenza e innovazione nell’industria della moda.

Il rischio di perdere il know-how insieme ai professionisti senior

Per decenni l’industria della moda si è fondata sull’esperienza di artigiani, designer e specialisti di prodotto, un patrimonio collettivo di competenze che ha permesso ai brand di trasformare la visione creativa in prodotti di qualità. Oggi questo modello è sotto pressione: dalla modellistica alla vestibilità, fino alla scelta dei materiali, lo sviluppo delle collezioni dipende ancora largamente dall’esperienza individuale, maturata sul campo in anni di pratica.

Si tratta di competenze sofisticate, difficili da codificare, documentare o trasferire. Quando i professionisti esperti vanno in pensione o cambiano lavoro, le aziende rischiano di perdere know-how prezioso, con conseguenze su coerenza decisionale e formazione dei più giovani. Molte organizzazioni si trovano così eccessivamente dipendenti da poche figure chiave, una situazione che richiede sistemi più resilienti per garantire continuità alla conoscenza aziendale.

Le nuove generazioni e il ruolo della tecnologia come ponte tra competenze

Con l’ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, i percorsi di apprendimento tradizionali devono evolversi. Ai talenti emergenti viene richiesto di acquisire rapidamente conoscenze approfondite, spesso muovendosi in sistemi frammentati e senza una formazione adeguata. Allo stesso tempo, i giovani professionisti cercano percorsi di carriera trasparenti, strumenti intuitivi e ambienti in cui l’apprendimento sia integrato nel lavoro quotidiano.

La tecnologia, pur non risolvendo da sola il talent gap, può contribuire concretamente ad affrontarlo. Le aziende del fashion possono rendere gli strumenti digitali accessibili ai nuovi dipendenti, valorizzando al contempo l’esperienza dei team consolidati. Quando i sistemi riflettono i flussi di lavoro reali e la logica decisionale dell’organizzazione, diventano un vero ponte tra generazioni, permettendo a professionisti junior e senior di collaborare in modo più efficace.

L’intelligenza artificiale come amplificatore delle competenze umane

In un contesto di crescente complessità operativa, l’intelligenza artificiale si sta affermando come fattore di trasformazione del lavoro. Non va intesa come sostituto delle competenze creative o tecniche, ma come strumento capace di amplificarne valore e impatto.

Le soluzioni basate sull’AI permettono di preservare il patrimonio di conoscenze aziendali, standardizzare le best practice e generare insight in tempo reale a supporto delle decisioni. Integrate nei processi di progettazione, sviluppo e produzione, riducono la dipendenza dall’esperienza individuale e favoriscono risultati più coerenti e scalabili.

L’AI può analizzare dati storici per supportare la selezione dei materiali, ottimizzare la vestibilità dei prodotti e individuare criticità produttive già nelle fasi iniziali. Questo consente ai team meno esperti di lavorare con maggiore autonomia, beneficiando del know-how dell’intera organizzazione, mentre i professionisti senior possono dedicare più tempo a innovazione, mentoring e pianificazione strategica. Un ruolo importante emerge anche nella formazione, dove processi digitalizzati e raccomandazioni intelligenti trasformano l’apprendimento in un percorso continuo. L’AI trova applicazione anche nella manutenzione predittiva e nell’ottimizzazione della produzione, riducendo i tempi di inattività e aumentando l’efficienza operativa.

Investire in competenze e tecnologia per restare competitivi

Investire contemporaneamente in competenze e tecnologia è oggi fondamentale per valorizzare il contributo umano: automatizzando le attività ripetitive, le persone possono concentrarsi su creatività, capacità decisionale e risoluzione dei problemi.

Secondo una ricerca di Business of Fashion e McKinsey & Company, entro il 2030 fino al 40% dei lavoratori delle economie avanzate dovrà acquisire nuove competenze o cambiare ruolo per adattarsi all’evoluzione tecnologica. Il settore della moda non fa eccezione: la capacità di promuovere formazione continua e riqualificazione lungo tutto l’arco della carriera rappresenta un fattore differenziante per attrarre talenti e mantenere la competitività nel lungo periodo.

Le dichiarazioni di Lectra sul talent gap nella moda

“La moda non rischia di perdere talento, ma la capacità di preservare e valorizzare il know-how, garantendo che artigianalità e creatività continuino a rappresentare il cuore del settore, anche in un futuro in cui la tecnologia sta trasformando profondamente il modo di lavorare e collaborare”, commenta Nicolas Favreau, Vice President, Offer Strategy di Lectra. “I brand che sapranno combinare competenze umane, trasferimento della conoscenza e innovazione saranno quelli in grado di accelerare l’innovazione, attrarre nuove generazioni di professionisti e restare competitivi nel lungo periodo. In questo percorso, l’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo decisivo, rendendo il patrimonio di conoscenze aziendali più accessibile, condivisibile e scalabile.”

Il talent gap che interessa le funzioni di sviluppo e produzione nel settore della moda è una realtà concreta. “Le aziende che sottovalutano questo fenomeno rischiano di perdere coerenza e capacità di risposta in un mercato sempre più competitivo e in rapida evoluzione”, conclude Capelli. “Al contrario, i brand che scelgono di investire sia nelle persone, sia nella tecnologia stanno creando le condizioni per una crescita più sostenibile e innovativa. Questo significa promuovere l’apprendimento continuo, digitalizzare la formazione e le attività amministrative e utilizzare l’AI e gli strumenti digitali come leve per valorizzare, e non sostituire, le competenze umane”.

Torna indietro