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QU.EEN torna a Villa della Regina con Anatomie della metamorfosi

Villa della Regina ospita “Anatomie della metamorfosi”: Nalbandian e Viale in due mostre su gesso, sapone e marmo, con musica e laboratori fino al 22 novembre.

QU.EEN torna a Villa della Regina con “Anatomie della metamorfosi”

Dal 22 settembre al 22 novembre, Villa della Regina a Torino ospita la seconda edizione autunnale di QU.EEN narrazioni d’arte e natura, rassegna curata da Roberto Mastroianni, Sara Lyla Mantica e Valeria Amalfitano, con il coordinamento scientifico di Filippo Masino. Il progetto espositivo Anatomie della metamorfosi mette in dialogo due mostre personali che esplorano il tema del mutamento della materia attraverso linguaggi artistici differenti.

Il filo conduttore della rassegna è la trasformazione, intesa come chiave di lettura della storia della residenza, delle sue stratificazioni architettoniche e artistiche e dei giardini storici, sistema vivente soggetto a cicli naturali e nuove interpretazioni.

Frédérique Nalbandian e “Contre-époque / Fuori dal tempo”

Nell’Appartamento del Re trova spazio Contre-époque / Fuori dal tempo, mostra personale di Frédérique Nalbandian che affronta i temi della memoria, dell’impermanenza e della fragilità della materia. Al centro del percorso l’opera che dà il titolo alla mostra, Contre-époque del 2020, una riflessione sul rapporto tra passato e presente e sulla possibilità di una temporalità non lineare.

La ricerca dell’artista si concentra su due materiali dalle caratteristiche opposte: il gesso di Parigi, che conserva nella forma la memoria del gesto scultoreo, e il sapone di Marsiglia, destinato a consumarsi sotto l’azione dell’acqua e del tempo. A Villa della Regina le opere entrano in relazione con l’apparato decorativo e con la statuaria dell’Esedra, ma anche con i temi del femminile, della cura e della corporeità. Nel giardino, un’opera in sapone viene lasciata esposta agli elementi atmosferici, in dialogo con il barocco “Teatro d’acque”.

Fabio Viale e la mimesi del marmo in “Living Mimesis”

Nell’Appartamento della Regina è invece allestita Living Mimesis di Fabio Viale, mostra che affronta la metamorfosi attraverso la capacità del marmo di assumere l’aspetto di materiali completamente diversi. La ricerca dell’artista parte dalla scultura classica per arrivare a un “classicismo postmoderno” che dialoga con l’immaginario contemporaneo.

Il centro dell’esposizione è una Nike in marmo che imita il polistirolo, collocata nel Salone d’Onore in dialogo con le decorazioni ispirate alle Metamorfosi di Ovidio. Il percorso si sviluppa attraverso opere in cui il marmo riproduce l’apparenza di materiali leggeri e poveri, dalla plastica al legno, interrogando la percezione della materia e il rapporto tra ciò che un oggetto è e ciò che sembra essere.

Le due mostre costruiscono così un contrappunto tra la solidità dell’architettura storica e l’apparente leggerezza delle opere contemporanee, rappresentando due direzioni complementari della metamorfosi: erosione e consumo da un lato, capacità di assumere forme diverse dall’altro.

La metamorfosi della Villa e il nuovo allestimento permanente

Il tema della trasformazione riguarda anche la storia di Villa della Regina, che è stata nel tempo luogo di loisir della corte sabauda, istituto scolastico e oggi museo aperto alle comunità. A questa dimensione si lega il nuovo allestimento permanente A scuola a Villa della Regina, inaugurato il 14 ottobre, che racconta la fase compresa tra il 1869 e il 1943, quando la residenza fu sede dell’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani.

Il percorso ricostruisce, attraverso documenti e oggetti, la vita quotidiana delle allieve di uno dei più prestigiosi collegi femminili dell’Italia postunitaria, dal modello educativo laico e innovativo. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Scuola Internazionale Europea Statale “Altiero Spinelli” di Torino, entra a far parte del nuovo allestimento della Guardaroba della Regina.

Musica, natura e performance nel programma di QU.EEN

Il programma si estende oltre le mostre con appuntamenti musicali, performativi ed educativi. La rassegna LINGOS. Dialoghi acustici a Villa della Regina, con la direzione artistica di Simone Garino, porta nel Salone d’Onore artisti dal jazz all’art-folk, sfruttando il riverbero naturale dello spazio come parte dell’esecuzione. In calendario il duo Eloisa Manera/Roberto Cecchetto il 2 ottobre, Lastanzadigreta il 30 ottobre, Byenow il 6 novembre e Stefano Risso il 21 novembre per il concerto di chiusura.

Domenica 27 settembre i Giovani Cantori di Torino, 70 ragazzi dai 14 ai 21 anni diretti da Carlo Pavese, danno vita alla performance site specific Reincanto nei Giardini della Villa. Sabato 10 ottobre Suoni e natura a Villa della Regina mette in dialogo le vibrazioni delle piante con le atmosfere jazz della Zigola Jazz & Plant Music, nell’ambito del progetto Musei verdi. Il 3 ottobre il Turin Baroque Music Festival dell’Accademia del Santo Spirito propone Paesaggi barocchi: un viaggio per violoncello e tiorba, mentre il 14 novembre LINFA, concerto cameristico di Lirica Tamagno, attraversa epoche e linguaggi da Mozart a Brahms.

Attività educative e partecipative nei giardini storici

I giardini sono protagonisti dell’attività per le scuole Il giardino non sta mai fermo, curata dai Servizi Educativi di Villa della Regina in collaborazione con la Villa medicea della Petraia di Firenze. Su scala più ampia si sviluppa Giardini in movimento, progetto di confronto tra ville fiorentine e residenze sabaude sul tema del giardino storico come patrimonio vivente, con appuntamenti il 13 novembre a Villa della Regina e il 19 novembre alla Villa Medicea di Poggio a Caiano.

Il ciclo di laboratori Gli artisti dei Solinghi, curato da PassepART-out, propone tecniche diverse, dalla stampa a puntasecca al monotipo, nelle date del 4 e 18 ottobre, 1 e 15 novembre. Le famiglie sono coinvolte con L’arte di cambiare forma, nell’ambito di Gioca in Buntu, l’11 ottobre alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e il 14 novembre a Villa della Regina.

Il corpo come materia di trasformazione è al centro di Musei in ballo. Mutazioni danzanti, a cura di Fondazione Contrada Torino nell’ambito di BallaTorino Social Dance, venerdì 23 ottobre. Il 7 novembre, in collaborazione con Scuola Holden, Ludovica Blu Balducci e Giulia Weyler curano il reading Crisalidi, dedicato alle diverse forme del corpo che cambia.

Il programma comprende anche momenti di approfondimento culturale, come l’incontro Trasformazioni (kafkiane) del 24 ottobre, a cura della Fondazione Circolo dei lettori con Paolo Di Paolo, e il progetto Le storie che abitiamo, realizzato dai Servizi educativi delle Residenze reali sabaude in collaborazione con RSA Alchemica – Cooperativa Frassati.

Chi sono Frédérique Nalbandian e Fabio Viale

Frédérique Nalbandian si è diplomata a Villa Arson di Nizza nel 1996 e vive e lavora tra Mentone e Ventimiglia. Da quasi trent’anni sviluppa una ricerca attraverso sculture, installazioni e disegni concentrandosi sulle proprietà fisiche della materia. Ha esposto in istituzioni come il MAMAC di Nizza, il Musée Cocteau di Mentone e la Cité des sciences di Parigi, oltre a diverse città italiane tra cui Venezia, Napoli, Milano, Firenze e Torino. È rappresentata dalle gallerie Umberto Benappi di Torino e NP Art-lab di Milano in Italia, e da Eva Vautier di Nizza e Kamila Regent di Saignon in Francia.

Fabio Viale, nato a Cuneo nel 1975, è uno scultore italiano affermatosi sulla scena internazionale con opere in marmo diventate veri eventi pubblici. Nel 2002 ha realizzato Ahgalla, una barca di marmo realmente galleggiante presentata in città come Carrara, Torino, Roma, Milano, Venezia, San Pietroburgo e Mosca. Tra i suoi riconoscimenti figurano il Premio Cairo nel 2014 e il Premio internazionale Le Muse nel 2017. Ha esposto al Museo del Novecento di Milano, al Garage Museum di Mosca e alla Glyptothek di Monaco, partecipando anche alla 58esima Biennale di Venezia. Tra le mostre personali più recenti, In Between ai Musei Reali di Torino, AURUM ad Arezzo, MONUMENTUM alla Porta di Milano al Terminal 1 di Malpensa e MACRO presso l’Istituto Italiano di Cultura di Miami.

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