Paolo Berro di Accessiway nominato Ufficiale OMRI: vent’anni di impegno per l’accessibilità digitale riconosciuti con decreto del Presidente della Repubblica.
L’accessibilità digitale conquista un posto di rilievo nell’agenda istituzionale italiana. Paolo Berro, Vice President of Accessibility in Accessiway, realtà europea impegnata nella promozione dell’accessibilità digitale, è stato insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) con decreto del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento che arriva esattamente vent’anni dopo la nomina di Berro a Cavaliere OMRI nel 2006, e che sancisce un’evoluzione significativa nella percezione sociale e politica dell’inclusione digitale.
Un riconoscimento che pesa, in un momento cruciale per l’accessibilità
La nomina giunge in un contesto tutt’altro che simbolico: in Italia, milioni di persone incontrano ancora barriere nell’accesso ai servizi digitali. L’accessibilità non è più soltanto un principio etico, ma una necessità concreta — e sempre più urgente, a meno di un anno dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act. Il riconoscimento a Berro segna, in questo senso, quanto il tema stia guadagnando peso nell’agenda delle istituzioni.
La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà il 2 giugno, quando l’onorificenza verrà consegnata formalmente presso la Prefettura di Treviso alla presenza del sindaco Mario Conte.
Venticinque anni di impegno tra tecnologia e istituzioni
Il percorso di Paolo Berro verso l’inclusione digitale affonda le radici in una storia personale profonda. Dall’età di ventun anni, Berro convive con una grave tetraplegia, conseguenza di un incidente stradale che ha segnato uno spartiacque nella sua vita. Da quella difficoltà è nata una scelta precisa: trasformare l’esperienza vissuta in motore di cambiamento, usando la tecnologia come strumento di autonomia e inclusione.
Formatosi come ingegnere meccanico e logistico, Berro è stato coinvolto in progetti di ricerca di rilievo, tra cui una sperimentazione del Politecnico di Torino sulle tecnologie per la formazione a distanza e l’inserimento lavorativo di persone con gravi disabilità. Nel corso degli anni ha ideato e brevettato diversi ausili tecnologici, operando su più fronti: dalla ricerca applicata alla collaborazione istituzionale.
Nei primi anni 2000, in un’epoca in cui il digitale era ancora un territorio in gran parte inesplorato, Berro è diventato membro della commissione interministeriale per l’innovazione e le nuove tecnologie, partecipando attivamente ai lavori tecnici legati alla Legge Stanca per la definizione degli standard di accessibilità in Italia e in Europa. Un contributo pionieristico, in un momento in cui pochissime organizzazioni consideravano l’accessibilità una vera priorità.
Il ruolo in Accessiway e il contributo istituzionale attuale
Oggi, nel suo ruolo in Accessiway, Berro coordina le strategie istituzionali affinché l’inclusione si traduca in azioni e politiche concrete. Ha contribuito alla redazione del Report di Sostenibilità dell’azienda e negli ultimi anni ha intensificato il proprio impegno attraverso il lavoro con l’Intergruppo Parlamentare sull’Accessibilità Digitale.
Un’attività che attraversa i confini tra mondo privato e sfera pubblica, con l’obiettivo di portare l’accessibilità fuori dal perimetro degli specialisti e trasformarla in un diritto effettivamente esercitabile.
Le parole di Paolo Berro: “Una responsabilità che si rinnova”
«Non considero questa nomina come un traguardo, ma come una responsabilità che si rinnova» ha dichiarato Paolo Berro. «È un invito a non abbassare la guardia. In vent’anni il mondo è cambiato, ma la direzione resta la stessa: lavorare affinché il digitale appartenga davvero a tutti. L’accessibilità non può restare una conversazione tra addetti ai lavori: deve essere un diritto esercitabile, supportato da dati e proposte concrete.»
«Questo secondo riconoscimento della Repubblica dimostra che la direzione è quella giusta e che il lavoro che facciamo ogni giorno dentro e fuori dalle istituzioni conta» ha aggiunto Berro.