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Lago Film Fest sfida Kevin Bacon a Revine Lago

Lago Film Fest sfida i sei gradi di separazione con una lettera a Kevin Bacon. Dal 18 al 25 luglio, 100+ film da 33 Paesi a Revine Lago.

Lago Film Fest scrive a Kevin Bacon: la sfida ai sei gradi di separazione

Il Lago Film Fest torna a Revine Lago, in provincia di Treviso, dal 18 al 25 luglio 2026 con la sua ventiduesima edizione. Uno dei principali festival italiani dedicati al cinema indipendente lancia quest’anno una provocazione originale: una lettera indirizzata a Kevin Bacon, pubblicata e condivisa online per mettere alla prova la celebre teoria dei sei gradi di separazione. Non una semplice operazione di marketing, ma un esperimento collettivo pensato per costruire comunità attorno a un sogno condiviso.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori non è tanto quello di portare fisicamente l’attore americano sulle rive del lago trevigiano, quanto dimostrare che ogni grande progetto nasce da un’idea condivisa da molte persone.

Una campagna che ha già coinvolto centinaia di persone

A raccontare la genesi dell’iniziativa è Viviana Carlet, direttrice generale e fondatrice del festival: “È da questo spirito che è nata l’idea di invitare Kevin Bacon. Non perché ci servisse una star. Non perché pensassimo che un nome famoso potesse risolvere qualcosa. Ma perché avevamo bisogno di un sogno sufficientemente grande da raccogliere ancora una volta una comunità attorno a un’idea”.

Quando il catalogo del festival è andato in stampa, Kevin Bacon non aveva ancora risposto. Ma la rete di persone coinvolte sì: messaggi, suggerimenti, contatti improbabili e tentativi di ogni genere sono arrivati da festival internazionali, artisti, giornalisti, amici di amici e sconosciuti che hanno deciso di partecipare all’impresa.

“Hanno risposto centinaia di persone – prosegue Carlet – Tutti avevano capito la stessa cosa. Che il punto non è Kevin Bacon. Il punto è provarci”.

Carlo Migotto, co-direttore del festival insieme a Carlet e ideatore della campagna, aggiunge dettagli sullo stato dei tentativi: “Manca ormai pochissimo. Siamo riusciti ad arrivare fino a due gradi di separazione da Kevin Bacon e continuiamo a esplorare nuove strade. Per ora non possiamo svelare nulla, ma una cosa è certa: fino al 25 luglio, ultimo giorno di Lago Film Fest, la partita è ancora aperta. E noi continueremo a provarci. Sempre.”

Ventidue anni di storia costruita sul volontariato

Nato nel 2005 sulle rive del Lago di Revine, il festival arriva alla sua ventiduesima edizione forte di una storia costruita nel tempo grazie al volontariato e alla partecipazione di migliaia di persone. Per Viviana Carlet il vero patrimonio dell’iniziativa non risiede nei numeri: “Lago Film Fest è nato dall’investimento più prezioso: quello del tempo. Se oggi esiste, è perché migliaia di persone hanno deciso di regalarne un pezzetto. Il patrimonio più grande che abbiamo costruito non sono i numeri. Sono le persone”.

È questa convinzione ad aver ispirato la campagna dedicata ai sei gradi di separazione, nata per raccontare come la distanza tra le persone sia soprattutto culturale e non geografica: “Abbiamo cercato di dimostrare che il centro del mondo può essere ovunque ci siano persone disposte a incontrarsi”.

Il programma: oltre cento film da 33 Paesi

La direttrice artistica Federica Pugliese spiega la filosofia che guida la selezione di quest’anno: “Il programma di quest’anno riflette profondamente ciò che Lago Film Fest è da sempre: uno spazio in cui il cinema diventa occasione di incontro e costruzione collettiva. Abbiamo privilegiato la dimensione collettiva rispetto al peso dei singoli nomi, sottolineando l’importanza del fare comunità in molti modi: nella campagna dedicata ai sei gradi di separazione, nei film selezionati, che raccontano relazioni, identità e trasformazioni condivise, e nei focus fuori concorso, che esplorano pratiche collaborative, nuove forme di immaginazione e dialogo tra discipline diverse”.

I film in concorso affrontano temi come identità, migrazioni, appartenenza, memoria, corpo, relazioni, ambiente, conflitti e trasformazioni sociali, alternando documentario, fiction, animazione, cinema sperimentale, videoarte e linguaggi ibridi. Molte opere utilizzano archivi familiari e materiali storici per interrogare il presente, mentre altre esplorano il fantastico, il sogno e il mito come strumenti per raccontare paure, desideri e cambiamenti. Il paesaggio, dalle montagne alle lagune, dalle isole ai piccoli villaggi, diventa protagonista delle narrazioni insieme al corpo, osservato nella sua dimensione politica, affettiva e identitaria.

La selezione comprende opere provenienti da 33 Paesi distribuiti su cinque continenti, confermando la vocazione internazionale della manifestazione. Oltre l’82% dei film arriva a Lago Film Fest in forma di première, con un’importante presenza di Italian Première, World Première, International Première ed European Première.

Focus, sezioni speciali e la nuova summer school

Accanto alle competizioni, il festival continua a costruire un’edizione diffusa che mette in dialogo cinema, musica, arti performative, formazione e comunità. Tra le principali sezioni fuori concorso spiccano Donna, Reporter, Testimone, focus dedicato alla reporter libanese Jocelyne Saab; Storie di Fantasmi per Adulti, dedicato al lavoro di Diego Marcon, tra i più importanti artisti contemporanei in Italia; Doppelgängers³ di Nelly Ben Hayoun, artista nota per le sue collaborazioni con la NASA e altre istituzioni globali d’eccellenza; Nuova Pelle, dedicata alle nuove voci del Sud-est asiatico; La Rivoluzione Balla e Moving Bodies, dove corpo e danza diventano linguaggi di resistenza; un focus sulle pratiche collaborative del collettivo Faire-Part; Princìpî Italiani, La terra dei cachi e le Proiezioni Speciali.

Il programma si completa con concerti, performance, videomapping, installazioni immersive, masterclass, Listening Room, Lago Live Music, il progetto Lago Original Soundtrack, incontri con autori, i Barefoot Industry Days dedicati al futuro del cinema indipendente e un ricco programma educativo. Debutta inoltre la Lago Cine Summer School, pensata per bambini e ragazzi, a conferma della volontà del festival di investire sulle nuove generazioni di spettatori e cineasti.

I cinquant’anni della Pro Loco di Revine Lago

L’edizione 2026 coincide anche con i cinquant’anni della Pro Loco di Revine Lago, la comunità che ha accompagnato la nascita e la crescita del festival fin dai suoi esordi. In un presente attraversato da guerre, crisi e profonde trasformazioni, Lago Film Fest rinnova così il proprio ruolo: non offrire risposte semplici, ma creare occasioni di incontro, ascolto e confronto attraverso il cinema.

Conclude Viviana Carlet: “Questa, più che la storia di un festival, è la storia di una comunità che ha creduto che i sogni, quando vengono condivisi, possano diventare luoghi reali”.

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