Carriere
JAKALA, Matteo Nisi guida l’AI for Activation & Media

JAKALA rafforza Data & AI con Matteo Nisi alla guida della nuova area AI for Activation & Media Intelligence, per collegare dati, tecnologia e investimenti media.

JAKALA potenzia la propria offerta in ambito Data & AI e Digital Activation con l’ingresso di Matteo Nisi, che assume la guida della nuova area strategica AI for Activation & Media Intelligence. La mossa consolida il posizionamento del Gruppo come player europeo di riferimento nella performance data-driven e AI-powered, con l’obiettivo di connettere in modo diretto dati, tecnologia e decisioni di investimento media.

Chi è Matteo Nisi: un profilo tra ingegneria, big data e martech

Laureato in Ingegneria Elettronica con una tesi sulle nascenti Reti Neurali, Matteo Nisi ha costruito nel tempo un percorso professionale che attraversa consulenza, tecnologia e marketing. Dopo una prima fase in ambito System Integrator, ha guidato team tecnici per l’analisi dei dati contribuendo a introdurre in Italia l’approccio dei big data.

Successivamente è entrato in Dentsu, dove ha trascorso dodici anni con ruoli di crescente responsabilità: Chief Data Officer di Dentsu, poi Chief Technology Officer di Merkle Italia — la società del gruppo specializzata in customer experience management — e infine Managing Director di Merkle Italia.

«Entrare oggi in JAKALA significa far parte di un contesto con una visione chiara, in cui dati, tecnologia e attivazione convivono nello stesso modello operativo», dichiara Nisi. «Il tema non è più solo raccogliere dati o sviluppare modelli, ma riuscire a collegarli direttamente alle decisioni di investimento media. In molti contesti questo passaggio è ancora frammentato: dati, media e business parlano linguaggi diversi. L’area AI for Activation & Media Intelligence nasce per chiudere questo gap».

L’AI Factory: il modello operativo di JAKALA

La nuova area si inserisce all’interno di un percorso di evoluzione già avviato da JAKALA con il modello dell’AI Factory: un ecosistema che integra agenti intelligenti e competenze umane in un unico framework, pensato per rendere l’intelligenza artificiale concretamente applicabile ai processi aziendali e capace di generare impatto misurabile.

La divisione Data & AI del Gruppo riunisce Data Expert, Insight Specialist, Data Scientist e Data Engineer con l’obiettivo di valorizzare il capitale informativo delle aziende e tradurlo in leve di performance. La nuova area AI for Activation & Media Intelligence nasce dalla collaborazione tra questa divisione e la business line JAKALA Digital & Media.

«Negli ultimi anni abbiamo costruito competenze molto forti su dati e AI portandole dentro i processi decisionali dei clienti e nelle campagne di attivazione digital e media, creando delle intellectual properties proprietarie», spiega Marco Di Dio Roccazzella, Global Data & AI Leader di JAKALA. «La nuova area, guidata da Matteo, si inserisce nel modello di AI Factory con questo obiettivo: trasformare il dato in azione, misurazione, attivazione media e valore di business. Perché l’AI diventa un fattore competitivo solo quando viene integrata nei processi aziendali».

J-Hexagon: quando gli agenti AI lavorano fianco a fianco con i team

Un elemento centrale di questa visione è J-Hexagon, l’architettura proprietaria di JAKALA in cui dati, modelli e agenti AI collaborano con le persone lungo l’intero ciclo di attivazione: dalla pianificazione alla misurazione, passando per l’ottimizzazione in tempo reale.

«Ogni giorno gestiamo campagne che devono performare, adattarsi e dimostrare risultati, spesso in tempo reale, su mercati e audience che cambiano continuamente», afferma Amedeo Guffanti, Global Digital & Media & Managing Director di JAKALA. «Con l’area AI for Activation & Media Intelligence facciamo un salto qualitativo: non si tratta solo di portare dati e modelli dentro le decisioni operative, ma di far lavorare agenti intelligenti fianco a fianco con i nostri team su decisioni concrete — quali canali attivare, quanto investire, quando intervenire, come ottimizzare in corso d’opera».

Guffanti conclude: «Con Matteo portiamo questa visione dentro l’operatività quotidiana dei clienti, dove l’AI smette di essere un tema di roadmap e diventa un fattore di risultato misurabile».

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