Digital

IoT contro incendi boschivi, taglio del 50% area bruciata

Sensori IoT rilevano gli incendi boschivi in appena un minuto, riducendo del 50% l’area bruciata: la tecnologia che affianca i vigili del fuoco.

L’IoT come alleato nella lotta agli incendi boschivi

L’Internet of Things (IoT) può ridurre di oltre il 50% la superficie bruciata negli incendi boschivi, grazie alla capacità di rilevare le fiamme in una fase ultra-precoce, tra un minuto e un’ora dalla loro comparsa. È quanto emerge da un’analisi di 1NCE, azienda specializzata in tecnologia IoT presente in oltre 170 Paesi, che ha esaminato il ruolo di sensori e telecamere connesse nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi.

Il tema assume particolare rilevanza alla luce dei dati raccolti dal Dipartimento della Protezione Civile: nel 2025 in Italia il fuoco ha devastato quasi 100.000 ettari, distribuiti in oltre 1.900 episodi di grave crisi, secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS). Un dato che colloca l’anno scorso tra i peggiori della serie storica per la distruzione di boschi, macchia mediterranea e aree naturali aperte.

Un trend che non si arresta

Nei primi quattro mesi dell’anno in corso le fiamme hanno già bruciato circa 4.000 ettari, un dato che secondo 1NCE va letto con particolare attenzione considerando che l’85% degli incendi registrati lo scorso anno si è verificato in estate. La stagione più critica, quindi, è ancora da venire.

Di fronte a una tendenza negativa che si consolida anno dopo anno, la tecnologia si sta affermando come uno degli strumenti più efficaci per affrontare queste emergenze. Droni, intelligenza artificiale e, soprattutto, le soluzioni offerte dall’Internet of Things rappresentano un supporto concreto al lavoro dei vigili del fuoco forestali sul campo.

Sensori e telecamere per la rilevazione precoce

Il valore principale dell’IoT sta nella capacità di trasmettere informazioni in modo costante e in tempo reale. Nella fase iniziale di un incendio, questa caratteristica può risultare determinante per individuare segnali anomali anche nelle zone più inaccessibili, in un arco di tempo compreso tra un minuto e un’ora dalla comparsa delle fiamme.

Il monitoraggio si basa innanzitutto su sensori installati a livello del suolo, capaci di misurare in tempo reale temperatura e umidità dell’ambiente e del terreno. Secondo 1NCE si tratta di un aspetto chiave: quando questi parametri smettono di essere costanti o subiscono variazioni improvvise, i dispositivi fanno scattare l’allarme, dal momento che la secchezza dell’ambiente e del suolo rappresenta un importante indicatore di rischio.

A questi sensori si affiancano telecamere tradizionali o a infrarossi connesse alla rete IoT, che trasmettono informazioni in modo continuo. La combinazione tra sensori e telecamere costituisce uno strumento di efficacia comprovata nella prevenzione degli incendi boschivi.

Il supporto durante l’emergenza e nella fase successiva

L’utilità dell’Internet of Things non si esaurisce con la prevenzione e i primi avvisi. Quando l’incendio è già attivo, questa tecnologia può contribuire al monitoraggio dello stato dell’acqua dopo il contatto con braci, vegetazione bruciata e ceneri, così come al controllo della qualità dell’aria, quasi sempre compromessa dal fumo. In entrambi i casi la salute delle persone può essere messa a rischio, con conseguenze particolari per i residenti delle aree colpite e per le squadre impegnate nello spegnimento.

L’IoT si rivela decisivo anche nella gestione di uno degli elementi più aggressivi di questi eventi: il vento. In condizioni estreme, la sua velocità può contribuire alla distruzione di una superficie equivalente a cinque campi da calcio al minuto, un dato che rende evidente quanto sia importante monitorarne l’andamento in tempo reale.

Modelli previsionali per il futuro

Oltre alla gestione dei singoli episodi di crisi, i dispositivi connessi all’Internet of Things permettono di costruire modelli meteorologici confrontabili tra diverse stagioni. Questi dati possono essere utilizzati per definire schemi e previsioni riferiti agli stessi periodi in anni differenti, offrendo alle autorità uno strumento utile per la pianificazione della prevenzione a lungo termine.

Torna indietro