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Floridi a Pompei, lo Show-How su AI e società

Floridi a Pompei: l’AI come nuovo habitat da progettare. Da Orbits al Teatro Grande, filosofia e tecnologia per capire la società post-AI.

Il Teatro Grande di Pompei accoglie il trittico dello Show-How di Luciano Floridi

Oltre mille persone hanno partecipato giovedì 16 luglio al Teatro Grande degli Scavi di Pompei al primo atto della terza edizione di Orbits – Dialogues with Intelligence, la piattaforma di dialogo dedicata alla comprensione e al governo della trasformazione digitale. L’iniziativa, ideata da Action, è guidata dal filosofo Luciano Floridi e dalla CEO di Action Holding Manuela Ronchi.

In uno dei luoghi simbolo della memoria mediterranea, Floridi, Founding Director del Digital Ethics Center della Yale University, ha chiuso il trittico dello Show-How: un’esperienza immersiva che intreccia filosofia, tecnologia e cultura per offrire una chiave di lettura delle grandi trasformazioni contemporanee.

“Habitat”: il tema al centro della società post-AI

Al centro della riflessione il filo conduttore scelto per questa edizione, “Habitat. Disegnare la società post-AI”. Per Floridi l’intelligenza artificiale non è semplicemente una nuova tecnologia, ma il contesto stesso in cui siamo entrati: un ambiente che sta modificando il modo in cui lavoriamo, prendiamo decisioni, produciamo valore e costruiamo relazioni.

Il filosofo ha guidato il pubblico in un passaggio simbolico dalla modernità, fondata sulla ricerca di certezze e punti fermi, all’epoca digitale, caratterizzata da complessità e fluidità, dove diventa necessario orientarsi in un ambiente in continua trasformazione. Più che una riflessione sulla tecnologia in sé, lo Show-How ha proposto una riflessione sul modo in cui l’umanità può continuare a progettare il proprio futuro nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

“Ogni rivoluzione cambia il modo in cui abitiamo il mondo”, ha affermato Luciano Floridi. “L’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro habitat: il compito non è subirne gli effetti, ma progettare responsabilmente le regole, le direzioni e gli strumenti con cui vogliamo navigarlo”.

La navigazione come metafora dell’era digitale

La metafora della navigazione ha attraversato l’intero Show-How: se la modernità cercava fondamenti solidi, oggi viviamo immersi nell’Infosfera, un ambiente informazionale che assomiglia sempre più a un mare aperto. Un ambiente dove non è possibile tornare sulla terraferma, ma occorre imparare a costruire rotte, strumenti e capacità di orientamento.

Non a caso, ha osservato Floridi, anche il linguaggio del digitale è profondamente marittimo: navigare, cloud, phishing, piracy, data leak. In questo scenario la domanda non è più quale sia il fondamento del mondo digitale, ma quale direzione scegliere. Governare l’intelligenza artificiale significa progettare l’habitat nel quale viviamo già oggi, investendo prima di tutto sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di definire problemi, obiettivi e responsabilità. La tecnologia può aiutare a rispondere al “come”; la responsabilità di scegliere il “perché” rimane profondamente umana.

Da Pompei un ponte tra memoria e progetto futuro

Pompei racconta una civiltà che il tempo ha conservato, Orbits prova invece a immaginare quella che il tempo deve ancora costruire. È questo il significato simbolico dello Show-How di Floridi: utilizzare uno dei luoghi più rappresentativi della memoria collettiva per interrogarsi sul modo in cui persone, istituzioni e imprese possono progettare consapevolmente l’habitat della società post-AI.

Ad assistere all’evento erano presenti imprenditori, manager, rappresentanti delle istituzioni, professionisti, docenti universitari e studenti, chiamati a confrontarsi con una riflessione che ha posto al centro non soltanto l’evoluzione tecnologica, ma la responsabilità di progettare il futuro della società.

A Pietrarsa il confronto sulle applicazioni concrete dell’AI

La riflessione filosofica avviata a Pompei trova oggi una naturale prosecuzione al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Se lo Show-How ha delineato la cornice culturale della società post-AI, la seconda giornata di Orbits ne esplora le applicazioni concrete nei principali ecosistemi della contemporaneità: patrimonio culturale, produttività, salute, energia, supercomputing e infrastrutture digitali.

A confrontarsi sono rappresentanti delle istituzioni, delle imprese partner di Orbits e del mondo accademico. Tra i protagonisti figurano Andrea Acquaroni (E4 Computer Engineering), Raffaele Iollo (Q8 Italia), Elias Khalil (Lilly Italia), Matteo Lorito (Anvur), Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli), Massimiliano Molese (imprenditore) e Patrick Oungre (A2A Life Ventures).

Presenti anche Mons. Vincenzo Paglia (Pontificia Accademia per la Vita), Alessandra Poggiani (Cineca), Oreste Pollicino (Pollicino Aidvisory), Annalisa Reale (Chiomenti), Walter Renna (Fastweb + Vodafone), Mario Tartaglia (Gruppo FS) e Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Pompei). Il ministro della Salute Orazio Schillaci interverrà con un videomessaggio istituzionale sugli impatti della trasformazione digitale su salute e longevità.

Il coordinamento editoriale della giornata è affidato a Giuseppe De Bellis, Executive Vice President di Sky Italia. A moderare i panel sono, oltre a De Bellis, Tonia Cartolano e Raffaella Cesaroni, giornaliste di Sky Tg24, e Federico Ferrazza, direttore di Italian Tech.

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