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Data center urbani Deerns al Data Center Nation Milano

Deerns Italia al Data Center Nation di Milano: come i data center stanno diventando nodi attivi del sistema energetico e urbano.

Il ruolo dei data center è in profonda trasformazione: da infrastrutture energivore e isolate a nodi attivi del sistema energetico e urbano. È questo il tema al centro della partecipazione di Deerns Italia al Data Center Nation, l’appuntamento in programma il 27 maggio a Milano, dove la società di ingegneria porterà il proprio punto di vista su uno dei cambiamenti più significativi nel panorama digitale ed energetico.

Deerns Italia al Data Center Nation: il data center come infrastruttura strategica

Deerns Italia è una società di ingegneria specializzata nei building services, parte di un gruppo internazionale presente in oltre 60 Paesi, con all’attivo oltre 400 progetti di data center realizzati in Italia e nel mondo. La sua partecipazione all’evento milanese si inserisce in un percorso consolidato di presenza nel dibattito sulle infrastrutture digitali sostenibili.

Durante l’evento, Christopher Leahy, Sector Director Data Centres del gruppo, prenderà parte al panel organizzato da Deerns dedicato all’evoluzione del ruolo dei data center nel contesto della transizione energetica e urbana. Mauro Rigo, Business Developer Data Centres Italia, sarà invece presente nel corso della manifestazione per confrontarsi con stakeholder e professionisti sui principali trend e sulle sfide che stanno trasformando il settore.

Dalla periferia alle città: il data center si avvicina ai luoghi dove i dati nascono

Per anni il modello dominante è stato quello degli hyperscale data center: grandi infrastrutture centralizzate e lontane dai centri urbani. Oggi, la diffusione di applicazioni in tempo reale — dalla sanità avanzata alla mobilità autonoma, fino all’automazione industriale — impone un cambio di approccio radicale. I dati devono essere elaborati il più vicino possibile al luogo in cui vengono generati.

Nasce così una nuova generazione di data center distribuiti, sempre più integrati nel tessuto urbano e produttivo. La gestione locale del dato diventa un tema strategico, legato alla sovranità digitale e alla protezione delle informazioni sensibili. Ma questa “urbanizzazione” rende anche più urgente un ripensamento del loro ruolo sociale: se entrano nelle città, i data center devono restituire valore visibile ai cittadini, superando la logica delle infrastrutture chiuse e marginali.

Da consumatori a produttori: il salto energetico dei data center

La trasformazione più profonda riguarda il rapporto con l’energia. Grazie all’integrazione con smart grid, sistemi di accumulo avanzati e software basati sull’intelligenza artificiale, i data center potranno contribuire attivamente alla stabilizzazione della rete elettrica. Un’infrastruttura contemporanea è già in grado di assorbire energia rinnovabile in eccesso nei momenti di picco, restituirla alla rete nei momenti di maggiore domanda e funzionare come sistema di accumulo distribuito.

A rafforzare questo scenario contribuisce anche il recupero del calore generato dai server, riutilizzabile per il teleriscaldamento urbano o per applicazioni industriali locali. Un passaggio che segna anche un cambiamento culturale: dal fenomeno NIMBY (Not In My Back Yard) a risorsa desiderabile per il territorio, secondo la logica PIMBY (Please In My Back Yard).

Nuove tecnologie e nuova architettura: il data center dialoga con la città

Dietro questa evoluzione c’è un salto tecnologico profondo. L’aumento della densità computazionale sta accelerando l’adozione del liquid cooling, più efficiente rispetto ai sistemi tradizionali, mentre strumenti come i digital twin permettono di simulare e ottimizzare i flussi energetici in tempo reale.

Parallelamente emergono nuove frontiere progettuali: l’integrazione di sistemi BESS basati su batterie di seconda vita dell’automotive, soluzioni di carbon capture e direct air capture, facciate attive con materiali fotocatalitici per l’assorbimento della CO₂, coperture verdi e spazi urbani restituiti alla collettività. Il data center evolve così anche dal punto di vista architettonico, diventando un’infrastruttura capace di dialogare con la città e contribuire alla qualità dello spazio urbano.

Verso un modello predittivo: il data center come regista dell’equilibrio energetico

Guardando al futuro, il ruolo dei data center è destinato a evolversi ulteriormente verso modelli sempre più avanzati e predittivi. L’integrazione di sistemi di calcolo avanzato consentirà di anticipare la domanda energetica, ottimizzare i consumi e coordinare in modo intelligente reti, accumuli e fonti rinnovabili. Il risultato sarà un’infrastruttura capace di dialogare con comunità energetiche locali e sistemi distribuiti, agendo come elemento di equilibrio dell’intero sistema.

«Il data center non è più un’infrastruttura passiva, ma una piattaforma attiva, capace di generare valore per l’energia, le città e il sistema economico», commenta Mauro Rigo. «La sfida oggi è accompagnare questa trasformazione, rendendola comprensibile, accettata e integrata nei territori».

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