Aria pulita nelle città: la campagna per i bambini a Milano
Un bimbo chiede una sigaretta e nessuno gliela accende: il video di Cittadini per l’aria denuncia lo smog che respirano i bambini e chiede città più pulite.
Un bambino chiede ai passanti di accendergli una sigaretta. Nessuno lo fa. Poi mostra un cartello: «Mi aiutate a smettere?». Comincia così il video ideato da Gibbo&Lori e prodotto da The BigMama, con cui Cittadini per l’aria lancia un appello alle amministrazioni di oggi e di domani, a Milano e in tutta Italia: fare dell’aria pulita una priorità. Il messaggio è che nelle nostre città i bambini, di fatto, fumano tutti. Il primo intervento richiesto riguarda il traffico, che secondo Arpa Lombardia è la prima fonte di PM2,5, PM10 e NO2.
Smog a Milano: i valori prima dell’accensione dei riscaldamenti
La stazione ARPA di viale Marche, a Milano, ha registrato nei dieci giorni tra il 29 settembre e l’8 ottobre, quindi prima dell’accensione dei riscaldamenti, una media di PM2.5 di 24,2 μg/m3. Il valore è molto sopra il livello giornaliero che l’OMS raccomanda di non superare per più di 3-4 giorni all’anno (15 μg/m3).
In 4 di quei 10 giorni la concentrazione ha superato i 25 μg/m3, il limite giornaliero che la nuova direttiva europea renderà obbligatorio dal 2030, con un massimo di 18 superamenti l’anno. La domanda posta da Cittadini per l’aria è che cosa accadrà ora che i riscaldamenti sono accesi. A Milano sono stati attivati dal 15 ottobre, nonostante le temperature ancora tiepide, mentre in Emilia Romagna, per esempio, il limite è slittato proprio per il clima mite.
Il traffico è la prima fonte di emissioni dirette
Secondo l’inventario delle emissioni INEMAR di ARPA Lombardia (dati 2023), nel Comune di Milano il trasporto su strada è la prima fonte di emissioni dirette di ossidi di azoto (62%), di PM10 (39%) e di PM2.5 (31%).
Il problema non riguarda solo il capoluogo lombardo. Nel 2025 la stessa stazione di viale Marche ha superato il limite giornaliero di legge per il PM10 in 66 giorni, contro i 35 consentiti. Palermo ha fatto peggio, con 89 giorni. In tutto i capoluoghi oltre il limite sono stati 13, tra cui Napoli e Torino.
I bambini pagano il prezzo più alto
«I bambini respirano più velocemente degli adulti e vivono più vicini al suolo, dove alcuni inquinanti possono raggiungere le concentrazioni più alte, come ci ricorda l’OMS», spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria.
Gli stessi documenti OMS indicano i periodi di sviluppo del sistema nervoso e di quello immunitario come particolarmente sensibili all’esposizione ambientale, per i danni permanenti che questa può comportare.
Londra mostra che ridurre l’inquinamento è possibile
Il caso più recente è quello di Londra. Tra il 2019 e il 2024, con un insieme di misure tra cui la zona a emissioni ultra-basse (ULEZ), il biossido di azoto è diminuito del 41% e il PM2.5 del 28%. I decessi attribuibili all’inquinamento sono calati di circa il 40%, secondo un’analisi dell’Imperial College London diffusa poche settimane fa dal sindaco stesso, che rivendica il merito di scelte coraggiose e inizialmente impopolari.
Uno studio pubblicato ad agosto su The Lancet Public Health, condotto su oltre 3.400 bambini tra 6 e 9 anni, ha inoltre associato l’introduzione della ULEZ a una migliore crescita della funzione polmonare.
Il rinvio del divieto per i diesel Euro 5
In Italia, intanto, il 25 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che rinvia di un anno, al 1° ottobre 2027, il divieto di circolazione per i diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
«Una scelta assurda», commenta Anna Gerometta, «che per la terza volta rinvia il divieto di circolazione di questi veicoli risalenti al Dieselgate, che mediamente emettono concentrazioni di NOX pari ai diesel euro 2, proprio nelle aree più inquinate della Pianura Padana».
Volti noti, associazioni e pagine Instagram a sostegno della campagna
La campagna ha il sostegno di tantissimi volti noti e di politici convinti del valore della salute e della vita umana, tra cui Caterina Balivo, Flaminia Scarpigliati e Benedetta Scuderi.
Sono centinaia le pagine Instagram che hanno aderito. Tra queste le associazioni di pediatri ACP e SIP, Foodinsider, FridaysforFuture, Legambiente, CleanCities, BikeItalia, Ilaria in Bicicletta, Giu Giu in Bici, Greta Volpi e Giovanni Mori, Gianluca Gazzoli, Aliceful, CMCCClimate, Cicliste per Caso, Vai_gine, Criticalmass Milano, Genova, Brescia e Cremona, Ippolita Baldini, Genitori Circolari, Genitori Antismog, StreetsforKids e La Pimpa.
Cosa chiede Cittadini per l’aria a governo e sindaci
La richiesta è rivolta al governo, ai sindaci e alle amministrazioni attuali e future: un impegno più serio e mirato, a partire da misure più stringenti di quelle presenti nella bozza di recepimento della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881).
L’obiettivo è proteggere la popolazione e i bambini di tutto il Paese riducendo fortemente le auto in città, rendendo il trasporto pubblico efficiente e accessibile e le strade sicure per chi va a piedi e in bicicletta, con zone protette intorno alle scuole. Secondo l’associazione, è quanto tutta l’Europa Occidentale e buona parte del resto del mondo sta già facendo da anni, con risultati evidenti a tutti.