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AI sul cloud pubblico i 6 costi nascosti nei budget

Sei costi nascosti che fanno saltare i budget AI sul cloud pubblico: dall’inferenza in produzione alla compliance, ecco cosa pianificare prima di avviare il progetto.

AI sul cloud pubblico: i sei costi nascosti che fanno saltare i budget aziendali

Adottare l’intelligenza artificiale sul cloud pubblico può riservare sorprese molto costose. Secondo le stime di Gartner, entro il 2028 almeno il 50% dei progetti GenAI supererà il budget iniziale, in larga parte a causa delle scelte architetturali sottostanti. A pesare non sono i listini ufficiali dei provider, ma una serie di voci di costo che raramente compaiono nei forecast aziendali. A fare il punto è Sergio Ajani, Services & Solutions Design Director di Innovaway, che ha identificato sei aree critiche spesso trascurate nella pianificazione finanziaria dei progetti AI.

Il cloud pubblico domina, ma i costi reali restano nell’ombra

I dati del Politecnico di Milano confermano che il cloud pubblico è l’infrastruttura dominante nell’adozione dell’AI nelle imprese italiane, in linea con i trend globali. Tuttavia, il modello di pricing di queste piattaforme rende trasparenti solo alcune voci di spesa, lasciandone altre fuori dalla visibilità aziendale.

Come sottolinea Ajani, «le sorprese non arrivano dai listini, ma da ciò che i listini non mostrano». Mappare queste voci prima dell’avvio non è un esercizio di prudenza contabile, ma la condizione necessaria per costruire un business case solido, capace di reggere all’impatto con la produzione reale.

I sei costi che mettono a rischio i progetti AI

1. Il costo dell’inferenza in produzione

Durante la fase sperimentale i workload sono limitati, ma il passaggio al regime operativo cambia radicalmente la prospettiva. L’inferenza in produzione ha volumi e frequenze completamente diversi, e i costi non crescono in modo lineare: le architetture di calcolo distribuito su cloud pubblico amplificano la spesa in modo non intuitivo all’aumentare dell’intensità d’uso.

Le analisi dei principali cloud provider stimano che l’inferenza rappresenti fino all’80-90% dei costi totali di un modello AI nel suo intero ciclo di vita operativo. Un impatto che spinge anche le grandi aziende a rivalutare la sostenibilità del modello, nonostante le proprie capacità di spesa.

2. L’egress dei dati

Il traffico dati in uscita ha un costo che, nelle architetture RAG intensive o nelle pipeline di elaborazione documentale, diventa tutt’altro che marginale. In un’architettura RAG, ogni interrogazione attiva il recupero di frammenti dalla knowledge base, il loro invio al modello e la restituzione di una risposta strutturata. Moltiplicato per decine di migliaia di chiamate quotidiane, il costo di egress cresce rapidamente.

L’annuale State of the Cloud Report di Flexera conferma che le spese di rete e di data egress sono tra le voci impreviste più insidiose, arrivando a pesare per il 10-15% del totale della fattura cloud in architetture ad alta movimentazione di dati.

3. Il costo dell’integrazione con i sistemi legacy

Le soluzioni AI su cloud pubblico vengono spesso presentate come plug-and-play, ma la realtà è ben diversa. L’adattamento a sistemi esistenti — gestionali, CRM, archivi documentali, sistemi di autenticazione — richiede progettazione e sviluppo con costi che, secondo MuleSoft, arrivano a coprire circa il 35% del budget complessivo.

Paradossalmente, un’architettura di Private AI risulta spesso più semplice da integrare, perché i punti di connessione con i sistemi aziendali possono essere progettati senza i vincoli delle API di un provider terzo.

4. Il time-to-value mal calcolato

Sul cloud pubblico, ogni settimana aggiuntiva tra l’avvio e la messa in produzione è una settimana in cui si paga l’infrastruttura senza generare ritorno. Il modello a consumo amplifica questo effetto, perché i costi di sviluppo e test si accumulano sulle stesse voci che poi alimenteranno il sistema operativo.

Un’indagine di IDC ha evidenziato che le organizzazioni impiegano in media dai 5 ai 6 mesi per portare un modello dal proof-of-concept alla messa in produzione su larga scala. Chi non pianifica la traiettoria di scaling fin dall’inizio si trova a sostenere picchi di spesa non previsti proprio quando il sistema inizia a funzionare.

5. La compliance che si scopre in corsa

Per banche, sanità e pubblica amministrazione la compliance è un vincolo architetturale esplicito: certi dati non possono uscire dal perimetro aziendale. Ma il problema emerge anche in altri contesti, spesso quando si è già in produzione, rendendo necessarie modifiche significative a sistemi già attivi.

Retro-progettare la compliance ha un costo fino a sei volte superiore rispetto a quello sostenuto integrandola nativamente nella prima fase di design architetturale. Un dato che dovrebbe far riflettere chiunque pianifichi un progetto AI senza considerare fin dall’inizio i vincoli normativi.

6. Il rischio sulla proprietà intellettuale

Quando un’azienda effettua fine-tuning su dati interni — documentazione tecnica proprietaria, dati storici di produzione, know-how di processo — il modello risultante incorpora un patrimonio con valore strategico reale. Mantenerlo su infrastruttura condivisa, anche con adeguate garanzie contrattuali, introduce un profilo di rischio che cresce proporzionalmente alla qualità e specificità dei dati utilizzati.

Secondo l’Executive Survey di Gartner, oltre il 57% dei leader IT e dei CISO considera la protezione della proprietà intellettuale la preoccupazione principale legata all’uso dell’AI su cloud pubblico. Una governance efficace richiede scelte architetturali esplicite — inclusa la valutazione di un’infrastruttura dedicata — da prendere prima che il sistema sia già addestrato, non dopo.

Un approccio maturo all’Application Development

Governare correttamente queste variabili prima dell’avvio della produzione è, secondo Ajani, la cifra distintiva di un approccio maturo all’Application Development. In un mercato dove la distanza tra un proof of concept e un sistema operativo AI-powered efficace si misura spesso in budget bruciati e aspettative disattese, la pianificazione anticipata di questi costi non è un optional, ma una condizione di sostenibilità del progetto.

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