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Shakespeare in mostra al Castello Carlo V di Lecce

Al Castello Carlo V di Lecce, sette installazioni immersive tra teatro, arte e tecnologia raccontano l’universo di Shakespeare fino al 10 gennaio 2027.

Un viaggio immersivo nell’universo shakespeariano al Castello Carlo V di Lecce

Dal 17 luglio 2026 al 10 gennaio 2027 il Castello Carlo V di Lecce, la più grande opera fortificata di Puglia, ospita “La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare”, un progetto interdisciplinare e internazionale che trasforma i sotterranei del castello in un percorso immersivo dedicato all’universo di William Shakespeare. L’iniziativa è promossa da Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, a cura di Peter Bottazzi e Silvia Rigon, con la consulenza scientifica di Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute.

Il progetto intreccia teatro, arti visive, installazioni e ricerca storica per restituire l’opera del drammaturgo inglese attraverso tecnologie e linguaggi contemporanei, in una chiave accessibile, inclusiva e innovativa. Tutti gli elementi creativi, dalle installazioni alle sculture, dalle opere video alle musiche originali, sono stati ideati e realizzati da Peter Bottazzi e Silvia Rigon in dialogo con l’impianto scientifico elaborato dallo Shakespeare Institute.

Perché il Castello Carlo V di Lecce

La scelta della location non è casuale. La forte tradizione teatrale della città, dall’anfiteatro romano fino ai teatri moderni sorti accanto alle mura del castello, rende i sotterranei di questo luogo, ancora poco conosciuti al grande pubblico, il contesto ideale per l’esperienza proposta dalla mostra.

Le installazioni trasformano gli spazi monumentali in ambienti sensoriali e culturali capaci di mettere in relazione passato e presente. A rafforzare il legame tra l’esposizione e la città contribuisce anche un dettaglio simbolico: Shakespeare visse proprio negli anni in cui fu costruita l’attuale configurazione del castello, nell’ambito del piano di ristrutturazione difensiva voluto dall’imperatore Carlo V.

Sette installazioni per entrare nell’opera del Bardo

L’esposizione si sviluppa attraverso sette grandi installazioni, ciascuna pensata come una diversa porta d’accesso alla ricchezza dell’opera shakespeariana. Poesia, dialogo, monologo e canto diventano strumenti per restituire la complessità della produzione del drammaturgo in un ambiente multidisciplinare.

Ad accogliere il pubblico è La Barca di Prospero, installazione ispirata al protagonista de La Tempesta e composta simbolicamente da tutte le opere di Shakespeare. Attraversandola, i visitatori sono immersi in un paesaggio sonoro costruito da versi poetici letti in numerose lingue, a testimonianza della dimensione universale della sua eredità letteraria.

Con Tra le Crepe del Potere, il percorso affronta uno dei temi centrali del teatro shakespeariano: il potere e le sue fratture. Sculture luminose, installazioni sonore e proiezioni costruiscono un ambiente sospeso in cui dialoghi tratti dalle opere restituiscono la tensione drammatica di congiure, conflitti e tradimenti.

Il Laboratorio Shakespeare accompagna il visitatore attraverso documenti, immagini e contenuti digitali dedicati alla biografia del drammaturgo, al contesto storico e all’analisi delle opere, con un impianto scientifico sviluppato sotto la direzione dello Shakespeare Institute di Stratford-upon-Avon.

Con Soliloquio, la mostra esplora la dimensione più intima del teatro shakespeariano attraverso il celebre monologo di Amleto, To be or not to be, trasformato in un ambiente multisensoriale che invita il pubblico a confrontarsi con i grandi interrogativi dell’esistenza.

Il Fantastico apre invece uno spazio in cui videomapping e canzoni tratte da La Tempesta, Macbeth, Sogno di una notte di mezza estate e Amleto danno vita a un ambiente attraversabile, dove la parola si trasforma in esperienza visiva e musicale.

Radio Shakespeare invita il pubblico ad ascoltare alcuni dei più celebri monologhi e dialoghi del teatro shakespeariano, tra voci, traduzioni e immagini scenografiche in continua trasformazione. Con Attraverso le Parole, infine, pagine, lettere e versi si dissolvono nella luce e attraversano le pareti del castello, trasformando il libro in un’esperienza che racconta come l’opera di Shakespeare continui a vivere attraverso la lettura e la voce.

Le parole dei curatori e dello Shakespeare Institute

«Più che raccontare Shakespeare, abbiamo cercato di restituirne la straordinaria capacità di generare, ancora oggi, nuove domande, nuove interpretazioni e nuove forme di immaginazione», spiegano i curatori Peter Bottazzi e Silvia Rigon. «Le installazioni mettono in dialogo teatro, arti visive, ricerca e sound design, trasformando i sotterranei del Castello Carlo V in un luogo dove parole, immagini e voci continuano a risuonare».

«È stato entusiasmante contribuire a ideare un’installazione che traduce il ricco, metaforico e polifonico universo del teatro di Shakespeare non sulla scena, ma in un luogo: per permettere a Shakespeare di infestare e abitare un castello con tutta la forza visionaria dei sogni della sua immaginazione», sottolinea Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute.

Un progetto tra didattica, ricerca e valorizzazione del patrimonio

L’obiettivo dell’iniziativa è trasformare la visita in un’esperienza emozionale ma anche didattica e formativa, dove rigore scientifico e creatività artistica si incontrano. Tutte le opere in mostra sono creazioni originali di Peter Bottazzi e Silvia Rigon, che ne hanno curato ideazione, progettazione e realizzazione in ogni componente, dall’architettura installativa alle sculture, dalle opere video ai paesaggi sonori.

Durante il periodo di apertura, la mostra ospiterà workshop, incontri con artisti e studiosi, attività dedicate alle scuole, performance e un approfondimento sul making of del progetto, trasformando il Castello Carlo V in un laboratorio permanente di ricerca e creazione culturale.

«Con La materia dei sogni prosegue il nostro impegno nella promozione di progetti capaci di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e linguaggi contemporanei, costruendo occasioni di dialogo tra istituzioni culturali, mondo della ricerca e comunità», dichiara la direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, Anita Guarnieri. «La collaborazione con lo Shakespeare Institute e il carattere interdisciplinare dell’iniziativa testimoniano la volontà di sviluppare proposte di respiro internazionale. È particolarmente significativo che il progetto venga presentato il prossimo 21 luglio al congresso internazionale shakespeariano di Verona, un importante riconoscimento del valore scientifico e culturale della mostra e un’occasione per promuovere il patrimonio culturale della Puglia e il lavoro dei Musei nazionali».

«Con questa mostra rilanciamo il Carlo V di Lecce come luogo che, oltre alle attività previste nel progetto Open Castle, si propone di ospitare grandi appuntamenti di richiamo nazionale e internazionale», aggiunge il direttore del Castello, Pietro Copani. «In questo caso coniugando il nome più celebre del teatro mondiale riletto attraverso l’arte contemporanea e le declinazioni rese possibili dalle nuove tecnologie, in un racconto articolato in cui la storia e le opere di Shakespeare dialogano con i sotterranei dell’opera fortificata più grande di Puglia».

Il commento del sindaco di Lecce

«Siamo particolarmente felici che Lecce accolga La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare. Non è semplicemente una mostra dedicata a un grande autore. È un invito a entrare in un universo che continua a generare domande, emozioni, curiosità», dichiara il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone.

«Ospitare Shakespeare significa offrire ai giovani un’occasione di scoperta, agli studiosi nuovi spunti di riflessione, ai visitatori un’esperienza culturale di respiro internazionale. Significa dire che Lecce vuole essere una città che non smette di interrogarsi e di confrontarsi con le grandi voci della civiltà europea. E poi c’è un legame che sentiamo particolarmente nostro: è anche grazie a figure come Carmelo Bene se comprendiamo quanto Shakespeare non sia un monumento da contemplare, ma un autore che continua a provocare, a dividere, a ispirare», prosegue il sindaco.

«Questa mostra è un’opportunità preziosa. E il titolo ci consegna forse la definizione più bella. Shakespeare scriveva che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni. È una frase che continua a emozionare perché ci ricorda che la cultura, l’arte e il teatro nascono proprio da quella materia invisibile che alimenta l’immaginazione, la libertà e persino il futuro di una comunità», conclude Poli Bortone.

La mostra è stata inaugurata venerdì 17 luglio e resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027.

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