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Longevità in azienda, Ongaro spiega il nuovo mindset

Filippo Ongaro spiega perché la longevità diventa strategia aziendale: mindset, leadership e prevenzione del burnout per performance durature.

La longevità entra nelle strategie aziendali

La longevità sta diventando un tema centrale nelle strategie organizzative delle aziende, affiancandosi a concetti come benessere, produttività e qualità della leadership. A tracciare questa riflessione è il dott. Filippo Ongaro, medico degli astronauti per oltre sette anni presso l’Agenzia Spaziale Europea e oggi uno dei consulenti più riconosciuti a livello internazionale in tema di longevità.

“Il vero problema non è lo stress in quanto tale ma la sua cronicità. Il dover affrontarlo, senza sosta, senza recupero per anni”, osserva Ongaro, sintetizzando il punto di partenza di una riflessione che sta guadagnando spazio nel dibattito sul futuro del lavoro.

Fino a pochi anni fa argomento quasi esclusivo della medicina e della ricerca scientifica, la longevità viene oggi considerata da un numero crescente di aziende una variabile strategica. Non si tratta semplicemente di vivere più a lungo, ma di mantenere nel tempo energia, lucidità e motivazione, in un cambiamento di visione che coinvolge inevitabilmente anche l’ambito lavorativo.

Questo approccio è al centro del libro Il Mindset della longevità. I passi per cambiare mentalità e aggiungere vita agli anni, scritto da Ongaro ed edito da Vallardi. Alla base del volume c’è un’idea precisa: la longevità efficace non nasce da mode o promesse miracolistiche, ma da solide basi scientifiche e da un cambiamento profondo di mentalità.

Il rapporto tra tempo di lavoro e qualità della vita

Il tempo e l’energia dedicati all’attività professionale hanno un impatto diretto sulla salute fisica e mentale. Quando il lavoro assorbe completamente le energie senza lasciare spazio al recupero, lo stress rischia di diventare cronico, trasformandosi in un fattore di deterioramento della salute. Al contrario, contesti professionali che favoriscono equilibrio e benessere contribuiscono a migliorare anche la qualità delle relazioni e delle performance.

“Sappiamo che uno degli elementi principali per vivere meglio è il trovare tempo per prendersi cura di se stessi, tempo che, nella maggior parte dei casi, è eroso dal lavoro e dalle responsabilità lavorative”, osserva il dott. Ongaro. “È altrettanto risaputo che una comunità di lavoratori sana e in salute rende meglio, produce di più e crea maggiore empatia e stimoli costruttivi”.

Aziende multigenerazionali e capacità prestazionali

Il cambiamento demografico sta accelerando questa riflessione. L’allungamento della vita media e delle carriere rende le aziende sempre più multigenerazionali, con persone di età ed esperienze diverse che lavorano fianco a fianco. In questo contesto il tema non è l’età anagrafica in sé, ma la capacità di mantenere prestazioni, competenze e motivazione lungo l’arco della vita lavorativa.

“Le aziende sono multigenerazionali e quindi il tema si sposta necessariamente sulle capacità prestazionali dei singoli individui”, sottolinea il dott. Ongaro. “In tal senso il sessantenne che abbina esperienza a vigoria fisica è sicuramente una risorsa che genera valore”.

Il mindset come punto di partenza

Il punto di partenza, nella visione di Ongaro, è il mindset: il modo in cui una persona interpreta la realtà, affronta le sfide e gestisce le proprie emozioni. Questo sistema di convinzioni e atteggiamenti influenza ogni comportamento quotidiano, dalle abitudini legate alla salute fino alle decisioni professionali.

Sviluppare un mindset orientato alla longevità significa diventare leader più completi e imparare a prendere decisioni che favoriscono il benessere nel tempo. Un percorso tutt’altro che automatico, perché la mente umana tende naturalmente a privilegiare il piacere immediato rispetto ai benefici futuri. Per questo il cambiamento richiede consapevolezza, formazione e spesso percorsi di coaching strutturati, che nelle organizzazioni partono frequentemente dai vertici.

“L’obiettivo finale è aiutare le singole persone a fare uno step in avanti, accompagnandole in un percorso di cambiamento delle abitudini quotidiane”, spiega Ongaro.

Prevenire stress cronico e burnout

Uno dei terreni più concreti in cui il mindset della longevità può fare la differenza è la prevenzione dello stress cronico e del burnout, fenomeno molto diffuso ma spesso sottovalutato nelle organizzazioni. Lo stress in sé non è necessariamente negativo, e può essere anche uno stimolo alla crescita e alla performance: il problema nasce quando diventa costante e non lascia spazio al recupero.

“Di questi problemi soffre oltre la metà della popolazione aziendale in Italia ed è un tema che è stato purtroppo banalizzato”, commenta il dott. Ongaro. “Il vero problema non è dover affrontare lo stress ma governarlo, evitando la cronicità senza momenti di recupero e senza capacità di controllo”.

Salute e leadership: un legame diretto

Il lavoro manageriale si basa fortemente sulle capacità cognitive, sulla lucidità decisionale e sulla gestione delle relazioni, elementi che dipendono in modo diretto dallo stato di salute dell’organismo. Per questo, nella visione di Ongaro, la salute diventa una componente essenziale della leadership.

“Prendersi cura del proprio equilibrio psicofisico non è soltanto una scelta personale, ma una condizione che permette ai leader di guidare le organizzazioni con maggiore lucidità e continuità nel tempo”, continua il dott. Ongaro. “La longevità, quindi, non è solo una questione biologica. È una trasformazione culturale che riguarda il modo in cui le persone lavorano, guidano e costruiscono valore nel corso della propria vita professionale”.

Dalla sostenibilità alla longevità: nasce il Chief Longevity Officer

Il crescente interesse delle aziende per la longevità ricorda da vicino un altro grande cambiamento culturale degli ultimi anni: l’affermazione della sostenibilità. Se quest’ultima ha portato le imprese a interrogarsi sull’impatto ambientale e sociale delle proprie attività, la longevità introduce una riflessione simile sul capitale umano: non basta più ottenere risultati nel breve periodo, ma diventa importante creare condizioni che permettano alle persone di mantenere energia, salute e capacità cognitive nel tempo.

“In questo senso la longevità può essere interpretata come una nuova forma di sostenibilità del lavoro, che mette al centro la qualità della vita professionale lungo tutto il ciclo di carriera”, afferma il dott. Ongaro. “Se la longevità sta diventando una variabile strategica, è naturale che anche le organizzazioni inizino a interrogarsi su come gestirla in modo strutturato”.

In alcune realtà internazionali si sta iniziando a parlare della figura del Chief Longevity Officer, un ruolo che potrebbe integrare competenze legate alla salute, al benessere organizzativo, allo sviluppo delle persone e alla sostenibilità delle performance. L’obiettivo non sarebbe semplicemente promuovere iniziative di welfare aziendale, ma costruire una visione più ampia che colleghi benessere, cultura organizzativa e capacità di creare valore nel lungo periodo.

Chi è Filippo Ongaro

Filippo Ongaro, medico degli astronauti per oltre sette anni all’ESA (Agenzia Spaziale Europea), è il primo italiano a essersi certificato in medicina anti-aging e medicina funzionale negli USA. Fermamente convinto che il concetto di longevità debba fondarsi su solide basi scientifiche e non su mode del momento per essere efficace e funzionale, è oggi uno dei consulenti in tema longevità più importanti e riconosciuti del settore a livello internazionale.

È uno dei medici di lingua italiana più seguiti anche sui social, con un canale YouTube che conta centinaia di migliaia di iscritti e decine di milioni di visualizzazioni. Ha studiato problem solving e coaching strategico ed è autore di numerosi bestseller, tra cui Il Metodo Ongaro, Forte come l’acqua, Scelte e sfide e Missione Longevità, tutti pubblicati da Sperling & Kupfer.

È stato professore a contratto presso Tor Vergata, l’Università di Bologna e il King’s College di Londra. Oggi ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla consulenza, alla divulgazione e al coaching per aiutare più persone possibile a migliorare il proprio stile di vita, le proprie abitudini quotidiane e la gestione emotiva.

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