Transilienza il saggio di Riccarda Zezza su vita e lavoro
Riccarda Zezza spiega come trasferire competenze tra vita privata e lavoro grazie alla transilienza, meta-competenza studiata su oltre 70.000 persone.
La transilienza è il concetto al centro del nuovo saggio di Riccarda Zezza, Il potere della transilienza, edito da Franco Angeli. Un libro che sfida uno dei luoghi comuni più radicati nel mondo del lavoro: l’idea che vita privata e carriera professionale siano due sfere separate e in competizione tra loro. Con oltre dieci anni di ricerca e dati raccolti coinvolgendo più di 70.000 persone, Zezza dimostra che questa separazione non è solo falsa, ma attivamente dannosa.
Un saggio che nasce da anni di ricerca sul campo
Il volume è strutturato in cinque capitoli e accompagna i lettori attraverso un percorso che unisce solide basi scientifiche e neurobiologiche a strumenti operativi immediatamente applicabili. Tra questi, le Role Map e le Life Map, concepite per aiutare ciascuno a mappare i propri ruoli quotidiani e a scoprire talenti spesso rimasti nascosti.
A dare concretezza alla teoria sono decine di storie, dati e casi reali raccolti dall’Osservatorio Lifeed, la realtà fondata dalla stessa Zezza. I contesti esplorati sono estremamente eterogenei: dalle aule di formazione aziendale al volontariato, dalle donne del carcere di Rebibbia alle madri di bambini neurodivergenti, dalle professioniste over 50 alle giovani con disturbi alimentari.
Il saggio porta inoltre la firma autorevole di una prefazione di Tomas Chamorro-Premuzic, professore di psicologia organizzativa alla UCL e alla Columbia University.
Che cosa significa essere “transilienti”
Il termine transilienza è stato accolto come neologismo nell’Enciclopedia Treccani nel 2023 e indica “la meta-competenza che consente di trasferire intenzionalmente risorse — competenze, comportamenti, significati, energie — tra i propri ruoli”. Un concetto che parte da un dato concreto: ogni adulto gestisce in media 5,4 ruoli attivi ogni giorno, tra relazioni familiari, amicali, sociali e professionali.
Il lavoro occupa una parte consistente del tempo, ma pesa solo per il 42% sull’identità totale di una persona. Il restante 58% vive altrove: nelle relazioni, nelle passioni, nelle appartenenze. La transilienza insegna che non è necessario acquisire nuove competenze dall’esterno, ma riconoscere e redistribuire quelle già possedute.
Un genitore che gestisce priorità multiple sviluppa capacità di negoziazione. Chi assiste un familiare anziano allena la gestione dell’incertezza. Un volontario affina doti di leadership. Sono queste, sostiene Zezza, le competenze più strategiche e richieste nei contesti complessi di oggi.
Oltre la resilienza: trasformarsi, non solo resistere
Uno dei passaggi più significativi del libro riguarda il superamento del concetto di resilienza. Se quest’ultima punta a resistere e a “tornare come prima” dopo un urto, le sfide contemporanee richiedono qualcosa di più: la capacità di trasformarsi. La transilienza permette di portare le risorse apprese nelle grandi transizioni di vita — una malattia, una separazione, un trasloco — a beneficio di tutti gli altri ruoli, lavoro compreso.
Come spiega la stessa Riccarda Zezza: “Non si può tornare a vedere la complessità come un peso una volta che si è capito che è una risorsa. Non si può tornare a vivere ‘a pezzi’ una volta che ci si è visti interi. La libertà che la transilienza rende possibile non è fare tutto o essere ovunque: è non sentirsi definiti da un solo ruolo, da una sola versione di sé stessi. Mostrare con fiducia, a noi stessi e al mondo, tutte le parti di noi non è l’espressione di un grande ego, non è un atto di vanità: è una presa di responsabilità rispetto a tutto ciò che possiamo essere e fare.”
Chi è Riccarda Zezza
Riccarda Zezza è ideatrice del metodo del Life Based Learning e co-fondatrice e Chief Science Officer di Lifeed, l’unica piattaforma di apprendimento al mondo che valorizza e trasferisce sul lavoro le competenze sviluppate nelle dimensioni di vita delle persone. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali: nominata Most Influential and Innovative Woman da Fortune, figura tra le 40 donne che stanno trasformando l’innovazione di genere secondo la Citi Foundation, è Fellow di Ashoka, membro onorario del Cesvi e parte del Network Europeo del Weizmann Institute.
È autrice dei libri Cura (Franco Angeli) e Cuore Business. Per una nuova storia d’amore tra persone e lavoro (Il Sole 24 Ore); co-autrice di Maam – La maternità è un master (Bur Rizzoli). Ha due master — Marta e Luca — che, come ama ricordare, le danno l’energia e la motivazione per continuare a contaminare con la cura la società e il mondo del lavoro.