Fondazione Telethon sceglie Eye-Able per rendere i propri canali digitali accessibili a tutti, in vista dell’European Accessibility Act in vigore dal 2025.
Fondazione Telethon ha scelto Eye-Able come partner tecnologico per l’accessibilità digitale, avviando un percorso strutturato per rendere i propri canali online fruibili da chiunque, senza barriere. La partnership punta a garantire una piena conformità agli standard normativi vigenti e a tradurre in pratica, anche nel digitale, il principio cardine dell’organizzazione: nessuno deve essere lasciato indietro.
Inclusione digitale come responsabilità, non come opzione
Da oltre 35 anni Fondazione Telethon sostiene la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. In un contesto in cui l’accesso ai servizi passa sempre più attraverso gli schermi, un sito inaccessibile rappresenterebbe una contraddizione con i valori stessi dell’ente, prima ancora che un problema di conformità normativa.
Il progetto si inserisce in un quadro regolatorio in evoluzione: dal 28 giugno 2025 entrerà in vigore l’European Accessibility Act (EAA), che si affianca alla Legge Stanca già in vigore per enti pubblici e grandi imprese. L’obiettivo è costruire un ecosistema digitale realmente inclusivo, misurabile e aggiornato nel tempo.
Come ha dichiarato Daniele Movarelli, Social Media & Web Fundraising Strategy Lead di Fondazione Telethon: “Oggi i canali online sono il punto d’incontro con donatori, volontari, pazienti e famiglie: renderli accessibili a tutti per la nostra organizzazione non è un’opzione, ma una responsabilità. Con Eye-Able abbiamo trovato un partner ideale, che ci sta accompagnando nei primi passi verso una trasformazione delle nostre piattaforme digitali nella direzione di renderle sempre più inclusive.”
Come funziona la piattaforma Eye-Able
Il percorso avviato da Fondazione Telethon prende le mosse da un’attività di audit tecnico: un’analisi puntuale delle singole pagine web per individuare barriere digitali e criticità di accessibilità. Grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, lo strumento non si limita a segnalare gli errori, ma ne spiega l’origine e suggerisce soluzioni tecniche alternative, semplificando il lavoro dei team di sviluppo.
A completare il quadro, una suite di tool di reportistica e analisi che offre un monitoraggio continuo della conformità agli standard EAA, con una visione chiara e aggiornata dei progressi nel tempo. Terminata la fase di analisi, entra in gioco la remediation automatica: Eye-Able è tra le pochissime realtà in Europa a disporre di una soluzione dedicata, capace di intervenire in modo concreto e strutturato sulle criticità rilevate.
Il pacchetto si completa con test guidati manuali, strumenti per la gestione dei PDF e un widget di accessibilità che consente agli utenti di personalizzare l’esperienza di navigazione. Il widget supporta persone con esigenze diverse, tra cui cecità, epilessia, daltonismo e difficoltà cognitive, rendendo i contenuti digitali più fruibili e comprensibili.
Eye-Able: dalla storia personale a 3.000 clienti in Europa
Eye-Able è una scale-up europea nata dall’esperienza diretta del suo fondatore, ispirato dalle difficoltà vissute da un amico con disabilità visiva. La missione dell’azienda è l’abbattimento delle barriere digitali attraverso un approccio che combina intelligenza artificiale e competenza umana, con servizi che spaziano dagli audit tecnici alle consulenze legali, fino ai workshop formativi.
Con 3.000 clienti e oltre sei sedi in Europa — Italia, Germania, Austria, Francia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Regno Unito e area nordica — la società è in costante espansione internazionale e si rivolge a enti pubblici, imprese e organizzazioni che vogliono integrare soluzioni scalabili e inclusive nei propri servizi digitali.
Lorenzo Scumaci, CEO di Eye-Able Italia, ha commentato: “Siamo estremamente orgogliosi di aver avviato questo progetto con Fondazione Telethon e crediamo possa essere il primo passo verso una collaborazione ancora più estesa. Oggi l’accessibilità digitale e la compliance normativa non sono più un nice-to-have e siamo entusiasti che aziende come Fondazione Telethon vogliano investire per rendere davvero internet accessibile a tutti, soprattutto in casi in cui il digitale è anche la via per supportare la ricerca.”