Interviste
Martech è il business: dati, pricing e automazione nel mondo e-commerce

Intervista a Danilo Longo, Co-Founder & General Manager di Yeppon e B2Vibe

Intervista a Danilo Longo, Co-Founder & General Manager di Yeppon e B2Vibe

Nel Martech si parla spesso di piattaforme e strumenti.
Molto meno di cosa succede davvero quando tecnologia, pricing e operazioni diventano un unico sistema.

Ne abbiamo parlato con Danilo Longo, Co-Founder & General Manager di Yeppon e B2Vibe, realtà e-commerce che gestisce un catalogo da oltre 150.000 SKU su marketplace e canali proprietari, dove il Martech non è una funzione di supporto, ma l’infrastruttura stessa del business.

Cosa significa oggi Martech per la vostra azienda e che ruolo ha nella strategia complessiva di crescita?

Per noi Martech è l’infrastruttura che tiene insieme un catalogo da oltre 150.000 SKU con i canali su cui vendiamo. Non è una funzione separata dal business: è il business stesso.

Quando gestisci pricing dinamico su più di 12 marketplace e contemporaneamente uno store Shopify Plus, la tecnologia non supporta la strategia, la rende possibile.

In Yeppon abbiamo recentemente completato la migrazione da un’architettura custom a Shopify Plus. È stata una decisione di crescita: ci permette di liberare risorse prima assorbite dalla manutenzione e di reinvestirle in automazione, dati e sviluppo dei canali.

Quali aree del marketing e del customer journey sono oggi maggiormente guidate dalla tecnologia e dai dati?

Due, principalmente.

La prima è il pricing. Ogni decisione passa da dati di mercato, margini reali per fornitore e posizionamento competitivo. Abbiamo workflow automatizzati che aggiornano quotidianamente la situazione su tutti i canali.

La seconda è il post-vendita e la retention. Con Klaviyo gestiamo flussi automatizzati lungo tutto il ciclo, dal welcome al browse abandonment fino ai price drop. Non ci interessa inviare più email, ma inviare quelle giuste al momento giusto, misurando l’impatto reale su conversioni e revenue.

Una terza area in forte crescita è il customer care: abbiamo implementato un bot AI sul sito che gestisce le richieste più frequenti, riducendo i tempi di risposta e liberando il team per i casi più complessi.

A monte di tutto c’è la protezione del traffico: abbiamo sviluppato un sistema multi-layer su Cloudflare con WAF custom e monitoraggio ASN automatizzato. Se i dati sono inquinati dai bot, tutte le decisioni a valle diventano sbagliate.

Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale nella vostra visione: supporto operativo o leva competitiva?

Oggi è soprattutto operativa, ma con un impatto competitivo concreto.

Utilizziamo API di modelli AI per attività che prima richiedevano ore: matching dei cataloghi competitor, classificazione prodotti, generazione di insight da dati.

Abbiamo sviluppato un bot interno su Slack che permette al team di interrogare il database prodotti in linguaggio naturale, oltre a un bot AI sul sito per il customer care.

Il vantaggio competitivo non è l’AI in sé, ma la velocità con cui riesci a prendere decisioni migliori. Un’analisi fornitori che prima richiedeva due giorni oggi si fa in venti minuti. Cambia la qualità e la frequenza delle decisioni.

Guardando al mercato, qual è l’errore più frequente che vedete fare alle aziende quando parlano di tecnologia?

Comprare soluzioni prima di aver capito il problema.

Vediamo aziende che adottano piattaforme enterprise molto costose e poi le utilizzano in minima parte, oppure che inseguono il tool del momento senza avere dati puliti per alimentarlo.

Anche noi abbiamo imparato: ci siamo trovati a pagare costi gonfiati da traffico bot che nessuno monitorava.

La tecnologia funziona quando risolve un collo di bottiglia reale e misurabile, non quando serve a riempire una slide.

Guardando ai prossimi 12–24 mesi, su quali direttrici tech state investendo di più e perché?

La prima priorità è la qualità del dato: server-side tracking, CAPI per Meta, Advanced Matching. Senza tracciamento corretto, si investe in advertising senza sapere cosa funziona.

Poi c’è l’automazione dei processi operativi: stiamo estendendo i nostri sistemi per coprire tutto il ciclo, dai report margini alla gestione resi fino al monitoraggio SEO automatizzato. L’obiettivo è che il team si concentri sulle decisioni, non sulla raccolta dati.

Infine, l’espansione del modello B2Vibe come servizio: offriamo a brand esterni la nostra infrastruttura su marketplace con servizi MOR. La tecnologia è ciò che ci consente di scalare mantenendo un team contenuto.

L’AI sarà sempre più integrata, ma come strumento all’interno di processi già definiti, non come progetto a sé.

Il Commento di CloseUp Media

Questa intervista chiarisce un punto spesso ignorato nel dibattito Martech:
la tecnologia non è un layer sopra il business, è il business quando diventa scalabile.

Nel modello e-commerce, il vantaggio non arriva da un singolo tool, ma da come dati, pricing, automazione e infrastruttura lavorano insieme.

E soprattutto, non vince chi ha più tecnologia, ma chi ha dati migliori e decisioni più veloci.

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