Keepit nomina Luca Maiocchi Country Manager Italia per accelerare la crescita locale, mentre il 73% delle PMI italiane è ancora privo di un piano di disaster recovery.
Keepit rafforza la propria presenza in Italia con la nomina di Luca Maiocchi come Country Manager Italia. Il manager, con alle spalle oltre vent’anni di esperienza nel settore tecnologico, avrà il compito di sviluppare le opportunità commerciali sul territorio nazionale e di consolidare l’ecosistema di partner locali. Keepit è l’unico fornitore indipendente e cloud-native specializzato in soluzioni di protezione e ripristino dei dati.
Il mercato cloud italiano cresce, ma la sovranità digitale resta un cantiere aperto
Il contesto in cui si inserisce questa nomina è quello di un mercato cloud italiano in decisa espansione. Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, nel 2025 il settore ha raggiunto un valore di 8,13 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. A guidare questa dinamica sono l’adozione dell’intelligenza artificiale e una domanda sempre più marcata di controllo sui dati, che si riflette in un aumento del 23% nell’adozione del private cloud.
Le grandi imprese italiane stanno abbandonando il modello “cloud first” puro in favore di approcci ibridi e selettivi, già adottati dal 46% delle grandi organizzazioni. Anche nella gestione dei dati destinati all’AI emerge una tendenza analoga: solo il 30% delle aziende sceglie di affidarli interamente al public cloud, mentre la maggioranza preferisce soluzioni miste, dove controllo, sicurezza e conformità normativa diventano fattori decisivi.
È proprio in questo scenario che si colloca la visione di Maiocchi: “La sovranità digitale in Italia è una necessità percepita e crescente, ma il mercato sconta ancora un divario significativo tra dichiarazioni strategiche e implementazione pratica”, ha dichiarato il manager. “Questo apre nuove e interessanti opportunità per chi come Keepit offre soluzioni per loro natura sovrane, che permettono un controllo totale sui dati e sulle applicazioni messe in cloud.”
Le PMI italiane ancora impreparate sul disaster recovery
Accanto alla questione della sovranità digitale, emerge un problema strutturale legato alla resilienza delle imprese italiane. Un’indagine condotta da Aruba e BVA Doxa in occasione dell’European Cyber Security Month ha rivelato che il 73% delle PMI italiane non dispone di un piano di disaster recovery. Dato ancora più preoccupante: il 68% di queste non ha intenzione di dotarsene nemmeno nel lungo periodo.
Il Keepit Annual Data Report conferma e amplia questo quadro critico: il 73% delle PMI — aziende con meno di 1.000 dipendenti — non ha mai effettuato alcun ripristino dei propri dati di backup. Un gap di preparazione che espone un segmento cruciale dell’economia italiana a rischi significativi in caso di incidenti informatici o perdita di dati.
Chi è Keepit e il profilo di Luca Maiocchi
Fondata a Copenhagen, Keepit conta oggi oltre 20.000 aziende clienti e un team di 600 dipendenti a livello globale. La sua piattaforma SaaS di protezione dei dati è progettata nativamente per il cloud e si concentra sulla salvaguardia delle applicazioni aziendali critiche, sul rafforzamento della resilienza cyber e sulla protezione dei dati nel lungo periodo. L’azienda dispone di data center propri distribuiti in Europa, in linea con i principali standard normativi del continente, tra cui DORA e NIS2.
Luca Maiocchi è entrato in Keepit nell’aprile 2025, dopo una carriera costruita in ruoli commerciali e manageriali presso grandi multinazionali tecnologiche. Da ultimo ha ricoperto la carica di Country Manager di Proofpoint, azienda leader nei settori della compliance e della cybersecurity.