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Made in Italy: social media protagonisti dello shopping globale

I social media dominano la scoperta del Made in Italy nei mercati globali. Cina e USA mostrano massima disponibilità a pagare premium per prodotti italiani di lusso.

Il Made in Italy conquista i mercati globali attraverso i social media: la ricerca che svela le nuove dinamiche dello shopping natalizio

I social media si affermano come principale canale di scoperta per i prodotti Made in Italy

Una ricerca internazionale condotta da Pulse Advertising insieme a Eumetra su 2.500 consumatori distribuiti in cinque mercati chiave (Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Stati Uniti e Cina) ha analizzato le dinamiche di scoperta e acquisto dei prodotti italiani durante il periodo natalizio 2025.

I dati raccolti mostrano come i social media abbiano conquistato la leadership come canale di scoperta del Made in Italy in tutti i paesi analizzati, con percentuali che variano significativamente: il 56% in Cina, il 44% negli Stati Uniti e tra il 35% e il 38% nei mercati europei. Questi numeri superano nettamente quelli della televisione e della pubblicità tradizionale.

Disponibilità di spesa: i mercati asiatici e americani guidano il segmento premium

L’analisi evidenzia differenze sostanziali nella disponibilità a pagare un sovrapprezzo per i prodotti italiani. Il 61% dei consumatori cinesi si dichiara disposto a investire cifre superiori per acquistare articoli Made in Italy, seguito dal 40% degli americani. I mercati europei mostrano invece percentuali più contenute, comprese tra il 25% e il 35%.

Mentre i consumatori italiani prevedono una spesa media di 460 euro per gli acquisti natalizi, concentrandosi sulla ricerca di offerte vantaggiose secondo i dati Accenture, i mercati internazionali dimostrano un approccio diverso verso i prodotti di lusso italiani.

Paola Nannelli, Chief Sales Officer di Pulse Advertising, commenta: “I mercati dove si registra una maggiore disponibilità a pagare un premium per il Made in Italy mostrano dinamiche completamente diverse rispetto all’Europa. Il live-shopping in Cina rappresenta un settore da 4,5 miliardi di dollari nel 2024, con previsioni di crescita fino a 24 miliardi entro il 2030”.

Il ruolo degli influencer varia nei diversi mercati geografici

La ricerca mette in luce differenze significative nel livello di fiducia accordato agli influencer nei vari paesi. In Cina, il 56% dei consumatori ripone fiducia totale negli endorsement degli influencer, una percentuale che scende al 24% negli Stati Uniti e si attesta tra il 15% e il 20% nei mercati europei.

Il mercato cinese mostra inoltre che il 58% dei consumatori conosce il Made in Italy attraverso i creator che segue, una percentuale superiore a quella dei profili brand ufficiali (54%). Figure come Papi Jiang, Li Ziqi, Yimengling e Li Jiaqi hanno sviluppato modelli di business basati sul social commerce integrato, dove il contenuto porta direttamente all’acquisto.

Il comportamento degli utenti social: dalla creazione al consumo passivo

Lo studio rivela una trasformazione nel comportamento degli utenti: oltre il 70% utilizza i social media principalmente come fonte di informazione e intrattenimento, senza produrre attivamente contenuti. Chi crea prevalentemente contenuti rappresenta minoranze ristrette: 14% in Francia, 23,9% negli Stati Uniti, 13% in Germania, 12% nel Regno Unito e 14,25% in Cina.

Alberto Stracuzzi, Market Research Director di Eumetra, osserva: “I social stanno diventando un media maturo dove i brand comunicano e il consumatore ascolta, valuta e seleziona, ma produce sempre meno contenuti propri”.

Settori trainanti e percezioni del Made in Italy

Il settore moda e abbigliamento si conferma il principale traino del Made in Italy, con percentuali tra il 40% e il 50% in tutti i paesi analizzati. Seguono il food, particolarmente apprezzato in Germania con il 40%, e il Wine & Beverage (Germania 38%, USA 36%). In Cina emerge un interesse specifico per gioielli e orologi (36%).

Armani e Ferrari mantengono lo status di ambasciatori globali del lusso italiano, mentre Barilla conquista una posizione rilevante specificamente nel mercato cinese. Le percezioni associate al Made in Italy risultano universalmente positive: stile ed eleganza dominano in tutti i mercati, con l’artigianalità che raggiunge il dato più alto in Cina (31%), seguita dal design (27%).

Le sfide per l’export italiano

L’interscambio commerciale tra Italia e Cina vale 66 miliardi di euro, con 4,4 miliardi nel settore fashion. L’export verso gli Stati Uniti supera i 12 miliardi nel segmento luxury. Tuttavia, l’export italiano di fashion verso la Cina mostra una flessione dell’11,1% nei primi otto mesi del 2025.

Claudio Burchi, Managing Director di Pulse Advertising Italia, conclude: “Il Made in Italy rappresenta un patrimonio di valore straordinario a livello globale, ma per valorizzarne il potenziale commerciale serve un investimento nei social media. I dati mostrano una leadership della discovery via social in tutti i mercati: i brand che agiscono tempestivamente si assicurano vantaggi competitivi destinati a moltiplicarsi negli anni”.

La ricerca “Made in Italy in the Social Media Age” fornisce indicazioni strategiche per le aziende italiane che intendono rafforzare la propria presenza nei mercati internazionali più redditizi, evidenziando l’importanza di adattare le strategie di comunicazione alle specificità di ciascun mercato geografico.

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