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Fine della logomania: il lusso si basa sulla sostanza

Fine della logomania: per i luxury spender il logo non basta più. L’Osservatorio TNGP racconta il passaggio dallo status all’identità e alla sostanza.

La fine della logomania non coincide con la fine del lusso, ma con un diverso modo di desiderarlo. Una borsa riconoscibile a distanza, un marchio da esibire, un oggetto capace di dichiarare lo status di chi lo possiede: per una parte dei consumatori queste promesse hanno perso peso. A raccontarlo è TNGP – The Next Generation Platform, Gruppo di company specializzate in marketing e comunicazione, nell’ultimo numero dell’Osservatorio “SHAPES by TNGP – Desire under Revision”.

Dal logo alla sostanza: cosa orienta oggi il desiderio

A guidare le scelte sono sempre più la qualità di un materiale, la storia di una lavorazione, un’esperienza di benessere o un pezzo d’archivio difficile da trovare. Il lusso diventa una scelta più personale, chiamata a esprimere chi siamo e a dare valore al tempo e alle risorse che investiamo.

L’analisi si basa su dati di scenario e su interviste qualitative a professionisti del lusso con alto potere di spesa, attivi tra moda, automotive, PR e imprenditoria. L’obiettivo è capire come cambiano aspettative e comportamenti d’acquisto.

Francesca Sonzini, Strategy, Content & Marketing Director, sintetizza così il cambiamento: «Il lusso non ha perso fascino, ma è cambiato il modo in cui lo si giustifica. Oggi un marchio riconoscibile non è sufficiente: le persone vogliono capire che cosa comprano e che cosa quella scelta dice di loro. Per i brand significa smettere di affidarsi alla promessa e mostrare la sostanza: come nasce un prodotto, perché dura, che relazione costruisce nel tempo con chi lo sceglie.»

The Legitimacy Era: i brand devono dimostrare il proprio valore

La fine della logomania passa dalla messa in discussione dell’ostentazione come ragione sufficiente per acquistare. L’ascesa del quiet luxury, con la sua sobrietà e i suoi segni discreti, ha reso visibile questo cambiamento.

Nel percorso ricostruito dall’Osservatorio, all’eccesso e alla sovraesposizione dei marchi che hanno caratterizzato il passato sono seguite la ricerca di esclusività, l’espansione sui social e la stagione del quiet luxury. Oggi si apre quella che TNGP definisce “The Legitimacy Era”: una fase in cui i brand devono dimostrare il proprio valore e ritrovare credibilità.

Il dato più netto riguarda il rapporto tra prezzo e valore: il 41% dei luxury spender acquista meno lusso perché ritiene che i prodotti non offrano più un valore adeguato al costo.

Dallo status all’identità: il lusso come espressione di sé

Il desiderio si sposta dal possesso al significato e dallo status all’identità. Il 47% dei consumatori associa il lusso all’espressione di sé. In questa prospettiva, la sobrietà acquista senso quando corrisponde a una scelta consapevole: conoscere ciò che si compra, riconoscersi in un oggetto, apprezzarlo anche al di là della sua visibilità.

Materiali, competenze artigiane e trasparenza della filiera entrano così nella decisione d’acquisto. Le persone vogliono capire come nasce un prodotto e che cosa lo distingue, e il racconto della lavorazione acquista valore quando rende visibile la sostanza.

Anche l’esperienza in negozio cambia. Il 17% dei consumatori indica personalizzazione e servizi su misura come il primo elemento capace di renderla più gratificante.

Wellness, second hand e vintage: le nuove strade del lusso

Un’esperienza di benessere, un’occasione da condividere, un pezzo d’archivio da scovare: il desiderio si orienta verso scelte capaci di arricchire la vita e di raccontare l’identità personale. Il 35% dei consumatori ha ridotto la spesa in prodotti di lusso a favore del wellness, mentre un consumatore italiano su tre ha già acquistato lusso di seconda mano.

Viaggi, cura di sé e momenti di comunità affiancano così il possesso di beni materiali. Vintage e second hand, dal canto loro, restituiscono centralità alla durata, alla storia degli oggetti e al piacere della scoperta.

Cosa significa per i brand

Quando il logo non basta più a giustificare un acquisto, diventano decisive le ragioni per cui un prodotto o un’esperienza meritano di essere scelti. Qualità verificabile, filiere trasparenti, esperienze capaci di creare legami e oggetti pensati per durare nel tempo sono le direzioni che segnano la nuova frontiera del lusso.

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