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Seed Connect 2ª edizione: la visibilità dei brand nell’AI Search

Seed Connect 2ª edizione a Milano: esperti e aziende come Telepass, InPost ed ESPN spiegano come cambia la visibilità dei brand nell’AI Search Era.

Come cambia la visibilità dei brand nell’era dell’intelligenza artificiale? È la domanda al centro della seconda edizione di Seed Connect, l’evento dedicato alla AI Search Era organizzato a Milano lo scorso 15 ottobre da Seed, agenzia specializzata in SEO, GEO, CRO, AI e Analytics. L’obiettivo era approfondire le trasformazioni della search e il loro impatto sulle strategie digitali delle aziende.

Da sempre attenta alla divulgazione e alla condivisione di competenze, Seed ha alternato gli interventi verticali dei propri esperti e di professionisti partner alle testimonianze dirette di imprese, che hanno portato sul palco esperienze concrete. Il confronto ha attraversato SEO, AI Discovery e customer experience, fino all’AI applicata a mobilità, logistica e processi, con l’intento di collegare l’evoluzione tecnologica alle sfide operative delle aziende.

UX e CRO: essere trovati non basta più

La giornata è stata aperta da Emanuele Urbani, Head of Operations di Seed, con un intervento su UX e CRO nell’era dell’AI e sul ruolo delle esperienze digitali nella conversione. Il punto di partenza è un cambio di prospettiva sul funnel.

“Oggi essere trovati non significa più necessariamente essere scelti: se sono propenso all’acquisto ma l’AI mi dirotta su un sito informativo, quello sarà un conversion killer. Siamo in grado di governare la nostra presenza digitale? E dobbiamo chiederci se la promessa di valore che l’AI dà all’utente in relazione al nostro marchio è coerente con i nostri valori di marca e con le aspettative dei consumatori”, ha spiegato Urbani.

Contenuti di qualità tra SEO e GEO: le esperienze di Telepass e InPost

Silvio Buccarello, SEO Manager & Content Management di Telepass, ha raccontato l’esperienza dell’azienda nel mondo della mobilità digitale, con i contenuti come veicolo di valore per l’utente. “Chi ha sempre lavorato bene sulla SEO ‘tradizionale’ oggi ha grandi vantaggi anche in ottica di AI Search. La sfida è mantenere autorevolezza e qualità agli occhi degli utenti, generando contenuti che siano appetibili e digeribili anche per i bot AI. La produzione di contenuti può essere veloce e massiva grazie alla tecnologia ma serve sempre il pensiero umano a monte, capace di progettare strategicamente quei contenuti”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea Michele Sangiorgi, Senior Digital Marketing & Customer Experience Manager di InPost Italy, che ha portato il punto di vista di un player della logistica deciso a investire in contenuti utili ed educativi per gli utenti. “Stiamo lavorando a un ricco piano editoriale, articoli di qualità che ci portano a raggiungere entrambi gli obiettivi, quelli della SEO e quelli della GEO: essere primi su Google ma anche essere nelle risposte degli LLM sui temi che ci riguardano”, ha affermato.

La strategia SEO per ESPN in vista dei Mondiali di calcio 2026

Pierluigi Tosto, Head of SEO di Seed, ha presentato la strategia sviluppata per ESPN in vista dei Mondiali di calcio 2026. Il focus era su come anticipare la domanda di ricerca e pianificare le attività in funzione delle diverse fasi di un grande evento.

“I grandi eventi non si inseguono, si preparano: è ciò che abbiamo fatto per anticipare i trend dei Mondiali 2026 grazie a un dataset di oltre 20K+ keyword storiche e ad un piano editoriale in fasi che è partito ben prima dell’inizio della manifestazione”, ha sottolineato Tosto.

Siti web per gli agenti AI e marketing senza costi di produzione

Il programma è proseguito con Fabio Santini, Senior Vice President EMEA di Expert.ai, che ha offerto una lettura al tempo stesso pragmatica e visionaria del rapporto con le macchine e dell’assetto del web come lo conosciamo oggi.

“I siti web diventeranno facoltativi? Oppure dovranno essere costruiti per gli agenti AI e non più per utenti? E se generare asset non è più un costo, come cambia il marketing? Siamo abituati a ragionare su campagne e A/B test ma oggi, potenzialmente, potremmo fare A/Z test e personalizzare i siti così da averne uno diverso per ogni utente”, si è chiesto Santini.

Paid media e performance: un journey sempre più frammentato

Con Gabriele Contilli, General Manager di ISPD Italia e Global Marketing Lead di ISPD Global, la riflessione si è spostata sul paid media e sulla performance advertising. Al centro, la difficoltà di leggere un percorso d’acquisto che non segue più una linea retta.

“Anche nell’esposizione alle ads non esiste più un percorso lineare, ci sono momenti che si sovrappongono e nuovi canali media da presidiare. In questo senso, l’attribuzione è sempre più complessa perché lo user journey è frammentato: serve esserci in modo coerente e creare un effetto ridondanza su più touchpoint”, ha osservato Contilli.

Sprout: misurare la visibilità dei brand nelle risposte degli LLM

A chiudere concettualmente la giornata è stato Pasquale Gangemi, CEO & Co-Founder di Seed, che ha affrontato il tema della misurazione della visibilità nei sistemi di intelligenza artificiale. Ha presentato Sprout, la piattaforma proprietaria sviluppata da Seed per monitorare la presenza dei brand nelle risposte generate dagli LLM e individuare opportunità di crescita.

Gangemi ha costruito un parallelo con l’esplorazione celeste, resa possibile prima dal cannocchiale e poi dal telescopio, e ha concluso: “Il punto non è quale strumento usi: è sapere dove guardare”.

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