Spettrometro NMR 800 MHz in funzione a Milano al Ronzoni
A Milano entra in funzione il primo NMR da 800 MHz del settore privato italiano: più sensibilità per studiare proteine, farmaci e malattie rare.
Il nuovo spettrometro NMR da 800 MHz è entrato in funzione a Milano. Si tratta del Bruker Avance NEO, acquisito nell’ambito di BioSpecNet (Biophysical Spectroscopy Network), il consorzio scientifico costituito da Italfarmaco S.p.A. e dall’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni” dopo oltre vent’anni di collaborazione nella ricerca strutturale e biochimica.
Lo strumento è installato presso la sede milanese dell’Istituto G. Ronzoni. È il primo di questa potenza nel settore privato italiano e il primo operativo nel Nord del Paese. In Italia esistono oggi soltanto altri tre sistemi NMR da 800 MHz, tutti in contesti universitari pubblici, mentre in Europa se ne contano poco più di sessanta.
Un parco strumenti che si amplia
Con il nuovo spettrometro, l’Istituto G. Ronzoni rafforza una dotazione che comprende già due sistemi da 500 MHz e uno da 600 MHz. L’obiettivo è studiare con maggiore dettaglio la struttura di proteine, polisaccaridi e altre biomolecole complesse, accelerando la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie.
Per Italfarmaco, l’introduzione dell’NMR 800 MHz testimonia l’impegno dell’azienda nella ricerca attiva nell’ambito delle malattie rare.
Come funziona la risonanza magnetica nucleare
La risonanza magnetica nucleare è una delle tecniche più potenti a disposizione della scienza per osservare le molecole senza distruggerle. Il campione viene posizionato in un campo magnetico omogeneo e irradiato con onde radio. Da questo processo si ottengono informazioni dettagliate sulla struttura delle molecole e sul modo in cui interagiscono tra loro.
Il metodo permette di ricostruire con precisione la struttura di una proteina e di capire come un farmaco riconosce e si lega al suo bersaglio biologico.
La tecnologia CryoProbe e la sensibilità fino a cinque volte superiore
Il sistema è equipaggiato con tecnologia CryoProbe, una sonda raffreddata a temperature estremamente basse (20 gradi Kelvin, circa -253 °C). In questo modo lo strumento può “ascoltare” il segnale delle molecole con un disturbo di fondo molto più basso. La sensibilità può moltiplicarsi fino a cinque volte rispetto a una sonda tradizionale.
Significa poter analizzare campioni a concentrazioni molto basse, una differenza cruciale quando si lavora con proteine disponibili solo in quantità minime, come spesso accade nello studio delle malattie rare.
Una piattaforma aperta a università, centri di ricerca e aziende
Coerentemente con il modello del consorzio BioSpecNet, il nuovo NMR non sarà riservato all’uso interno. Sarà accessibile anche a università, centri di ricerca e aziende esterne, su base di collaborazione scientifica o servizio specialistico.
Gli ambiti di applicazione
Le possibilità di utilizzo del nuovo strumento riguardano diversi campi:
- Drug discovery: l’NMR permette di osservare come un farmaco sperimentale si aggancia al proprio bersaglio biologico.
- Biologia strutturale: lo strumento consente di ricostruire l’architettura tridimensionale di proteine complesse.
- Metabolomica: permette di analizzare simultaneamente centinaia di piccole molecole presenti in un fluido biologico.
- Chimica dei carboidrati: la maggiore risoluzione apre a una caratterizzazione più fine di polisaccaridi complessi.
Le dichiarazioni di Istituto Ronzoni e Italfarmaco
«L’entrata in funzione dell’NMR da 800 MHz rappresenta un passaggio strategico per l’Istituto G. Ronzoni e per il sistema della ricerca italiana. Disporre di una piattaforma di questo livello significa poter studiare biomolecole e interazioni farmaco-proteina con un grado di dettaglio che fino a oggi non era disponibile nella nostra struttura», dichiara Marco Guerrini, Direttore dell’Istituto G. Ronzoni.
«Il nuovo NMR da 800 MHz è un esempio concreto di come la collaborazione tra industria e ricerca possa generare un valore che va oltre i singoli enti coinvolti. La partnership tra Italfarmaco e Istituto G. Ronzoni, costruita in oltre vent’anni di collaborazione scientifica, ci ha permesso di mettere a disposizione della ricerca una tecnologia di frontiera, con applicazioni importanti nelle malattie rare, in oncologia e nella drug discovery», conclude Christian Steinkuhler, Chief Scientific Officer di Italfarmaco.