Eventi

PizzaUp 2026 a Venezia: la Generazione Z e la pizzeria

PizzaUp 2026 a Venezia, dal 2 al 4 novembre: come far evolvere la pizzeria di famiglia per conquistare la Generazione Z, tra radar, panel e laboratori.

PizzaUp 2026 mette la Generazione Z al centro del dibattito sul futuro della pizzeria. Dal 2 al 4 novembre 2026, a Venezia, a Ca’ Giustinian (San Marco 1364/A), va in scena la ventunesima edizione del simposio internazionale sulla pizza italiana contemporanea, ideato da Chiara Quaglia e Piero Gabrieli e organizzato da Petra Molino Quaglia.

L’azienda di Santa Caterina d’Este, in provincia di Padova, è una realtà familiare storica ed è stata la prima in Italia a ottenere la certificazione di sostenibilità EQUIPLANET. A condurre i lavori sarà Guido Meda, giornalista, conduttore televisivo e voce storica della MotoGP su Sky Sport.

Un format rinnovato, che parte dall’identità delle pizzerie

Quest’anno il simposio cambia impostazione e si concentra sulle nuove generazioni. Il punto di partenza è la storia che ogni pizzeria ha già costruito, accompagnata in un’evoluzione concreta. Nuovi strumenti, nuovi linguaggi e un modo diverso di leggere il mercato servono a entrare in sintonia con i consumatori più giovani e con i giovani collaboratori, la cui crescita è sempre più influenzata dalla tecnologia.

Il progetto nasce da un’indagine commissionata in esclusiva per PizzaUp a SiamoZeta, gruppo di content creator attivo sui canali social frequentati dalla Generazione Z.

I due radar: la pizzeria ideale e la pizzeria reale

Il cuore dell’edizione è la sovrapposizione di due grafici radar. Il primo descrive la pizzeria ideale secondo la Generazione Z, costruita sulle risposte a un sondaggio rivolto direttamente ai giovani. Il secondo mostra la pizzeria vista da chi la gestisce, ricavata dalle risposte di pizzaioli italiani ed esteri alle stesse domande, adattate al loro punto di vista.

Il confronto permette di capire dove le due letture coincidono e dove si allontanano. Se i profili si sovrappongono, pizzeria e nuovi clienti danno importanza agli stessi aspetti. Se si separano, bisogna chiedersi se l’impresa non abbia ancora intercettato un bisogno oppure se il giovane non riconosca il valore di ciò che la pizzeria già offre.

Una domanda guida per tre giornate di lavori

I risultati diventano la base degli interventi, organizzati attorno a una domanda: come deve evolvere la pizzeria di famiglia per conquistare la Generazione Z, sia come cliente sia come collaboratore? Il programma alterna panel, lavori a squadre e cooking show. Si parte dal rapporto con il cliente, dalla comunicazione al valore percepito, dalla filiera all’esperienza nel locale. Si passa poi all’organizzazione del servizio e al ruolo delle persone, fino al tema di come attrarre, motivare e trattenere i giovani che lavorano nell’impresa.

Lunedì 2 novembre: consumi, valore percepito e nuove proposte

Il simposio si apre con Chiara Quaglia e Piero Gabrieli, che rifletteranno su come sta cambiando il rapporto tra le nuove generazioni e la pizzeria, tra consumi, aspettative, percezione del valore e nuove modalità di fruizione.

Le sessioni di Pizza in scena della giornata sono firmate dai pizzaioli Francesco Capece (Confine, Milano) e Patrick Zanoni (Rock 1978, Bione), che guideranno i partecipanti tra assaggi dal vivo e racconto delle proprie scelte tecniche e d’ispirazione. Nel mezzo, la content creator Ludovica Luciano (SiamoZeta) analizzerà il rapporto tra prezzo, qualità e percezione del valore per la Generazione Z.

La prima giornata si chiude con il laboratorio tecnico coordinato da Luca Giannino, esperto di impasti, e dallo chef Pier Giorgio Parini, dedicato allo sviluppo di nuove proposte da servire in pizzeria, da asporto o in delivery.

Martedì 3 novembre: format flessibili, comunicazione e gestione dei talenti

La mattinata si apre con Piero Gabrieli, che parlerà di come far evolvere i format tradizionali verso spazi flessibili e digitalizzati, adatti alla Generazione Z. Interverrà anche il pasticciere Corrado Assenza, che collega qualità del prodotto, responsabilità negli acquisti e capacità della pizzeria di rendere comprensibile il valore delle proprie scelte.

Gli appuntamenti Pizza in scena sono guidati da Pierangelo Chifari (Archestrato di Gela, Palermo) e Lello Ravagnan (Grigoris, Mestre). Nel pomeriggio la cuoca e content creator Aurora Cavallo, nota come Cooker Girl, affronterà il modo in cui contenuti, immagini, ritmo, linguaggio e autenticità influenzano la capacità di attirare l’attenzione e costruire una relazione con il pubblico. Seguirà l’assaggio d’autore di Riccardo Nasti (Da Nasti, Bergamo).

La giornata prosegue con il panel dedicato alle dinamiche di sala e alla gestione dei giovani talenti, la proclamazione dei Petra Selected Partner 2027 e il secondo laboratorio pratico a squadre, guidato da Luca Giannino e Pier Giorgio Parini.

Lo speech di Guido Meda

Guido Meda accompagna gli interventi e il confronto tra relatori, pizzaioli e imprenditori per tutti e tre i giorni. Nella seconda giornata terrà anche uno speech sulla comunicazione come strumento per creare appartenenza. Collegherà la propria esperienza nel mondo dello sport alla capacità di un imprenditore di coinvolgere i collaboratori negli obiettivi dell’attività, stimolandoli a trasformare i singoli clienti in una community affezionata alla pizzeria.

Mercoledì 4 novembre: il confronto tra i radar e il lavoro visto dalla GenZ

L’ultima giornata si apre con l’analisi di Piero Gabrieli, che metterà a confronto diretto il radar delle aspettative della Generazione Z, emerso dai sondaggi social, con la percezione reale dei pizzaioli presenti in sala, evidenziando distanze e priorità d’intervento. Seguirà la sessione Pizza in scena con l’interpretazione del pizzaiolo Roberto Davanzo (BOB Alchimia a Spicchi, Montepaone, CZ).

A chiudere il simposio sarà un talk con la content creator Fabiana Andreani, conosciuta sui social come «fabianamanager», e Paolo Gubitta, professore ordinario di Organizzazione Aziendale all’Università di Padova. Il tema è l’evoluzione del lavoro vista dalla GenZ, con l’obiettivo di dare agli imprenditori chiavi di lettura concrete per attrarre, comprendere e valorizzare i nuovi talenti in pizzeria. Poi la consegna degli attestati.

Le parole degli ideatori

«Con PizzaUp 2026 vogliamo aiutare le pizzerie di famiglia a capire come stanno cambiando i loro clienti e i giovani che vi lavorano, senza perdere ciò che le rende riconoscibili», spiegano Chiara Quaglia e Piero Gabrieli, ideatori del simposio. «Il confronto tra i due radar ci permetterà di distinguere i bisogni che le pizzerie non hanno ancora intercettato dal valore che già offrono, ma che i giovani non riescono a riconoscere. Partiremo da queste differenze per ragionare insieme su scelte concrete: dal prodotto al servizio, dalla comunicazione all’organizzazione del lavoro. Perché conquistare la Generazione Z significa anche costruire una pizzeria capace di crescere insieme alle persone che la scelgono e che ci lavorano».

Strumenti concreti per colmare la distanza tra offerta e domanda

Al centro dei lavori c’è il confronto tra l’identità percepita dalle pizzerie di oggi e le reali aspettative della Generazione Z, tracciato attraverso i due radar. Dagli interventi ai laboratori, l’obiettivo è offrire agli operatori strumenti per ridurre la distanza tra offerta e domanda, puntando su una comunicazione più efficace, sulla valorizzazione delle materie prime e sull’integrazione del digitale in sala.

Il dibattito si concentrerà anche sulla gestione del capitale umano. La sfida per la pizzeria del futuro sta nella capacità di attrarre, formare e trattenere i giovani talenti, adattando i modelli organizzativi interni alle evoluzioni del mercato.

Iscrizioni aperte

Le iscrizioni a PizzaUp 2026 sono ufficialmente aperte. Il programma dettagliato e le modalità per presentare la propria candidatura sono disponibili sul sito ufficiale www.pizzaup.it

Torna indietro