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WeRoad sponsor del Mongol Rally, 16.000 km senza rete

WeRoad sponsorizza il Mongol Rally: 4 Coordinatori, una Suzuki Ignis e 16.000 km senza assistenza verso il Kazakistan.

WeRoad sponsor del Mongol Rally 2026: un’auto, quattro Coordinatori, 16.000 chilometri senza rete

WeRoad porta il suo In Real Life Marketing oltre i confini abituali della comunicazione fisica: per la prima volta, il brand diventa sponsor ufficiale del Mongol Rally, la storica corsa non competitiva organizzata da The Adventurists dal 2004. A bordo di una Suzuki Ignis del 2003, quattro Coordinatori WeRoad affrontano un percorso di circa 16.000 chilometri attraverso Europa, Caucaso e Asia Centrale, senza assistenza tecnica, medica o logistica.

Una strategia di marketing costruita sull’esperienza reale

In un panorama in cui la maggior parte dei brand punta tutto sul digitale, WeRoad ha scelto una strada diversa, fatta di campagne OOH nelle metropolitane, collaborazioni come quella con Pechino Express, festival e attivazioni sul territorio insieme alla propria community. Il Mongol Rally rappresenta ora l’estensione più radicale di questa filosofia: un’esperienza fisica, imprevedibile e priva di rete di sicurezza.

L’edizione 2026 del rally è partita il 12 luglio da Praga e si concluderà nella zona di Öskemen, nel Kazakistan orientale. Le regole del Mongol Rally sono note per la loro essenzialità e durezza: auto con motore non superiore a 1.3 litri, nessun percorso obbligatorio da seguire, nessun supporto esterno di alcun tipo. Storicamente, solo una vettura su tre riesce a tagliare il traguardo.

Il team “Gengis can’t” e la Suzuki Baracca

A guidare la Suzuki Ignis del 2003, ribattezzata “Suzuki Baracca”, è il team “Gengis can’t”, composto da quattro Coordinatori WeRoad. Al momento la squadra si trova in Turchia, in piena avventura lungo il tragitto verso l’Asia Centrale.

L’equipaggio è formato da Stefano Pampuri, 44 anni, di Milano, consulente e docente di economia con 102 Paesi visitati e ideatore della spedizione; Mattia D’Antoni, 33 anni, milanese, content creator seguito da 222.000 follower e già stato in 80 Paesi; Costanza Nocentini, 35 anni, di Bologna, Agile Coach che vive in van e ha visitato 50 Paesi, unica donna del team; ed Emanuele Bertazzoli, 37 anni, di Cernusco sul Naviglio, ingegnere dei materiali attualmente in anno sabbatico, con 85 Paesi visitati e un giro del mondo completato alle spalle.

Perché il Mongol Rally rispecchia il ruolo del Coordinatore WeRoad

La scelta di sponsorizzare il Mongol Rally non risponde a una semplice logica di visibilità, ma a una coerenza precisa con l’attività quotidiana dei Coordinatori WeRoad. Nel loro lavoro, questi professionisti guidano gruppi di sconosciuti in giro per il mondo, gestendo imprevisti in tempo reale e adattandosi a situazioni in continua evoluzione.

Il Mongol Rally chiede le stesse competenze, portate al limite: nessun itinerario prestabilito, nessun supporto esterno, decisioni da prendere ogni giorno in condizioni imprevedibili. La differenza sostanziale è che, in questo caso, i Coordinatori non hanno un gruppo da gestire ma devono coordinare se stessi.

Un progetto nato dalla community, non dal marketing

Il secondo elemento che rende questa partnership significativa per WeRoad riguarda la sua origine. L’idea è nata da Stefano Pampuri, Coordinatore WeRoad dal 2018, che ha coinvolto altri tre Coordinatori della rete per costruire il team. WeRoad ha successivamente scelto di sostenere l’iniziativa diventandone sponsor ufficiale, in un caso in cui è la community stessa a generare il contenuto, mentre il brand si limita a supportarla concretamente.

L’avventura viene raccontata in tempo reale sul profilo Instagram di WeRoad e su quello del team “Gengis can’t”, permettendo di seguire giorno per giorno l’evoluzione del percorso verso il Kazakistan.

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