Intelligenza Artificiale
WhiteQube startup AI per la produzione audiovisiva

WhiteQube nasce dall’esperienza di Blackball: una startup ibrida che unisce produzione audiovisiva e AI generativa per brand, agenzie e aziende.

Nel panorama della comunicazione italiana nasce WhiteQube, una startup innovativa che unisce il know-how della produzione audiovisiva alle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa. La nuova realtà emerge dall’esperienza di BLACKBALL, casa di produzione consolidata, e si propone come punto di riferimento per brand, agenzie e aziende che vogliono esplorare nuovi linguaggi visivi attraverso l’AI.

Un progetto che nasce dall’esperienza produttiva

WhiteQube non è un semplice studio tecnologico: si presenta come una struttura ibrida, costruita attorno a un team di registi e tech leader con competenze sia creative che digitali. Tra i suoi asset distintivi figura il roster The AI Directors, una line up nazionale e internazionale di registi specializzati nell’AI generativa, già punto di riferimento in Sud America e in Europa.

A differenza di molte realtà che si affacciano al mercato dell’AI applicata alla comunicazione, WhiteQube ha scelto di affrontare anche il tema della governance normativa. La startup ha sviluppato una best practice legale pensata per guidare un utilizzo consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale, offrendo ai clienti un riferimento chiaro in un contesto regolatorio ancora in evoluzione.

Database di attori digitali e app proprietaria NOEMA

Sul fronte degli strumenti, WhiteQube ha costruito un database di attori digitali in AI con licenze esclusive di utilizzo, pensato per tutelare i clienti e garantire la tracciabilità della catena dei diritti. Un aspetto non secondario, considerato il dibattito aperto a livello internazionale sull’uso delle identità digitali in ambito pubblicitario e audiovisivo.

In fase di sviluppo c’è anche NOEMA, un’app proprietaria che trasforma un’idea scritta in immagini e video coerenti, mantenendo uno stile visivo riconoscibile e replicabile. Lo strumento è pensato per semplificare e accelerare i processi creativi, dalla fase di concept fino alla produzione.

Le aree di operazione: dall’advertising al brand entertainment

WhiteQube opera su più fronti: advertising, corporate narrative, eventi e brand experience. La startup sviluppa anche IP proprietarie e mantiene attivo un laboratorio interno di tooling, con l’obiettivo di innovare i processi creativi e produttivi applicati ad advertising, film, serie TV, format, branded content e contenuti corporate.

Un perimetro d’azione ampio, che riflette la volontà di posizionarsi non come fornitore di tecnologia, ma come partner creativo e strategico per chi vuole integrare l’AI nei propri processi di comunicazione.

Il team e la visione

A guidare la startup è Federico Salvi, CEO, che definisce così la filosofia di WhiteQube: «Per WhiteQube, l’intelligenza artificiale generativa deve servire a liberare la creatività e il talento umano per sperimentare nuovi linguaggi visivi, in maniera più efficace ed efficiente».

Il team comprende Leonardo Picollo come tech lead e coordinatore del reparto sviluppo AI, Daniele Zennaro alla direzione artistica, Luca Cattoretti nel ruolo di fotografo e syntographer e Giulia Negretto come creative producer. Tra i soci fondatori figurano Lorenzo Cefis, CEO di Blackball, e Lorenzo Caruso, con un background in comunicazione strategica d’impresa e relazioni istituzionali.

Una composizione del team che rispecchia la natura ibrida del progetto: creatività, tecnologia e competenze strategiche sotto lo stesso tetto, con l’ambizione di ridefinire il modo in cui brand e aziende producono e raccontano contenuti nell’era dell’AI generativa.

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