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SHAPES TNGP lancia l’Osservatorio sul valore digitale

TNGP lancia SHAPES, il suo Osservatorio su trasformazioni digitali e culturali: dalla saturazione dei social alla nuova Personal Value Economy per i brand.

Con la prima edizione di SHAPES by TNGP: Return on Value, The Next Generation Platform lancia il proprio Osservatorio dedicato alle trasformazioni culturali e digitali. L’obiettivo è offrire a brand e organizzazioni strumenti di lettura per orientarsi in un contesto sempre più complesso, segnato dal passaggio dalla logica dell’iper-consumo alla ricerca di valore autentico.

Un’analisi nata dalla saturazione digitale

TNGP — gruppo che riunisce le company Together, Mambo, ZooCom, Artena, Glint e FOAM, specializzate in strategia, creatività e tecnologia — aveva già introdotto Shaping Futures come proprio posizionamento strategico. Con SHAPES compie un ulteriore passo, consolidando il ruolo di piattaforma capace non solo di progettare il futuro, ma di interpretarne le dinamiche profonde.

Il primo capitolo dell’Osservatorio si apre con il nuovo Quadrato semiotico dei social, realizzato da SQUADRATI, società di ricerche e tendenze di mercato basata sulla semiotica. Lo strumento fotografa lo stato dei social network nel 2026 e il loro fermento.

Daniele Dodaro, semiologo, fondatore e direttore di ricerca di SQUADRATI, descrive così il quadro attuale: “Un fermento trainato in primis dall’iper-visibilità da Palcoscenico di TikTok — emulata da Instagram (Reel) e YouTube (Shorts) — ma anche da una nuova tendenza alla intimità pervasiva, che si concretizza nel mettersi a nudo non solo negli spazi propriamente intimi (WhatsApp, Telegram), ma anche in quelli aperti, come dimostra la crescita di Substack e la sua nuova vita come diario intimo ma aperto.”

Le quattro ere dei social media: dalla connessione all’iper-saturazione

L’Osservatorio ricostruisce l’evoluzione dei social media attraverso quattro fasi storiche distinte. La Prima Era (2009-2015), definita “Connection”, vede le piattaforme nascere come strumenti per coltivare relazioni reali nel mondo virtuale, con i primi utilizzi di Facebook e MySpace. La Seconda Era (2016-2021), “Following/Attention Economy”, segna l’affermarsi della creator economy e il consolidarsi di dinamiche di relazione unilaterale tra utenti e creator, tipiche di Instagram e YouTube.

La Terza Era (2022-oggi), “Consumption/Iper-saturazione”, trasforma i social in ambienti di intrattenimento puro, dominati da fruizione passiva e fenomeni come il doomscrolling. Gli effetti sono misurabili: il 70% della Gen Z dichiara impatti negativi sulla propria salute mentale, mentre oltre il 60% degli utenti su Instagram si comporta ormai come consumatore passivo.

Oggi si apre una Quarta Era, denominata “The Structural Break”, che inaugura la Personal Value Economy. Saturi del rumore digitale, gli utenti iniziano a privilegiare la qualità rispetto alla quantità, cercando spazi più intimi e selettivi — conversazioni private, profili secondari — e superando definitivamente la dicotomia tra online e offline, che si fondono in un unico continuum esperienziale.

Le cinque dimensioni della nuova economia del valore

All’interno di questa trasformazione, la relazione tra utenti e piattaforme si articola in cinque dimensioni chiave. L’Hybrid Value descrive un digitale che non sostituisce la realtà ma la amplifica, rendendo l’esperienza online funzionale ad arricchire i momenti fisici. L’Attention Value segna il ritorno dei contenuti di approfondimento — newsletter, podcast — dove conta la qualità e la densità emotiva più che la quantità.

L’Exclusivity Value ridefinisce l’accesso: pagare per contenuti o spazi senza pubblicità diventa una scelta identitaria. Il Fandom Value trasforma le passioni in identità collettive, con gli utenti che diventano co-creatori attivi. Infine, lo Human Value valorizza autenticità e imperfezione umana come risposta diretta all’avanzare dell’intelligenza artificiale.

Dal ROI al Return on Intention: cosa cambia per i brand

Questa trasformazione ridefinisce radicalmente anche il ruolo dei brand. Non è più sufficiente presidiare i canali o massimizzare la visibilità: diventa centrale la capacità di generare significato. TNGP introduce così il concetto di “Return on Intention”, un’evoluzione del tradizionale ritorno sull’investimento che misura l’impatto culturale e la coerenza delle azioni nel tempo.

Francesca Sonzini, Strategy, Content & Marketing Director di TNGP, inquadra la sfida per i brand: “Stiamo assistendo a un cambiamento culturale: le persone non cercano solo contenuti da consumare, ma significato e valore tangibile. Questo impone ai brand una responsabilità nuova: contribuire con contenuti qualitativamente rilevanti, co-creati e ad alta densità di senso.”

Le aziende sono quindi chiamate a costruire rilevanza autentica, diventando parte delle esperienze delle persone e contribuendo alla creazione di valore condiviso. SHAPES si configura così non solo come Osservatorio, ma come bussola strategica per chi vuole navigare consapevolmente la complessità del presente.

 

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