Intervista a Carlo De Giorgio, CEO & Founder di Elemaca Nel Martech si parla spesso di strumenti, automazioni e piattaforme….
Intervista a Carlo De Giorgio, CEO & Founder di Elemaca
Nel Martech si parla spesso di strumenti, automazioni e piattaforme.
Molto meno di come sta cambiando davvero la visibilità online con l’arrivo dell’AI search.
Ne abbiamo parlato con Carlo De Giorgio, CEO & Founder di Elemaca, realtà specializzata in SEO, contenuti e distribuzione digitale, che negli anni ha sviluppato un approccio proprietario per integrare tecnologia e strategia.
Cosa significa oggi Martech per la vostra azienda e che ruolo ha nella strategia complessiva di crescita?
Per noi Martech non è una parola di moda, ma qualcosa che fa parte del DNA di Elemaca fin dall’inizio.
Siamo una realtà relativamente piccola ma molto focalizzata sull’innovazione, e abbiamo capito presto che qualità del servizio ed efficientamento dei processi devono andare di pari passo.
Nel nostro caso parliamo di attività come SEO copywriting, link building e distribuzione di contenuti su testate online: processi che, se gestiti solo manualmente, diventano poco scalabili.
Per questo abbiamo sviluppato una piattaforma proprietaria e strumenti interni che ci permettono di organizzare il lavoro in modo efficiente, mantenendo un forte controllo sulla qualità.
La tecnologia è quindi alla base della nostra visione: un modo per unire efficienza operativa e know-how umano, senza sacrificare la componente strategica.
Quali aree del marketing e del customer journey sono oggi maggiormente guidate dalla tecnologia e dai dati?
Uno degli ambiti in cui vediamo il cambiamento più forte è la fase di ricerca delle informazioni.
Con l’evoluzione dell’AI search e delle risposte generative, il customer journey sta cambiando profondamente. Non esiste più solo la SERP tradizionale: sempre più spesso l’utente riceve una risposta sintetica generata dall’intelligenza artificiale che integra diverse fonti.
Per chi si occupa di SEO e contenuti questo significa monitorare non solo il posizionamento organico, ma anche come e dove i brand vengono citati nelle risposte generate dagli LLM.
Capire queste dinamiche, analizzare i dati e adattare la strategia diventa fondamentale per mantenere visibilità e autorevolezza.
Che ruolo gioca l’intelligenza artificiale nella vostra visione Martech: supporto operativo o leva competitiva?
Entrambe le cose, ma con una distinzione importante.
L’intelligenza artificiale è un grande supporto operativo: velocizza attività, organizza i dati e migliora i processi.
La vera leva competitiva, però, resta la comprensione delle logiche dei motori di ricerca e dei modelli generativi. E questa comprensione è necessariamente umana.
Noi utilizziamo una piattaforma proprietaria per gestire molte attività, ma alla base c’è sempre il lavoro del team: interpretare gli algoritmi, costruire strategie e produrre contenuti realmente efficaci.
Scrivere in modo credibile e ottimizzato, spesso in settori molto diversi tra loro, richiede competenza che va oltre l’uso della tecnologia.
Guardando al mercato, qual è l’errore più frequente che vedete fare alle aziende quando parlano di Martech?
Spesso le aziende associano il Martech semplicemente all’adozione di nuovi strumenti: più tool, più dashboard, più piattaforme.
Ma la tecnologia, da sola, non risolve i problemi.
Il Martech dovrebbe essere inteso come integrazione tra tecnologia e competenza strategica. Senza una visione chiara, anche il miglior stack rischia di restare sottoutilizzato o, al contrario, di essere sovradimensionato e inefficace.
L’innovazione nasce quando strumenti e competenze lavorano insieme. È lì che la tecnologia diventa un vero moltiplicatore di valore.
Guardando ai prossimi 12–24 mesi, su quali direttrici state investendo di più e perché?
La prima direttrice riguarda la comprensione delle nuove regole della visibilità online.
L’evoluzione della ricerca, tra motori tradizionali, AI generativa e nuovi modelli di discovery dei contenuti, richiede un aggiornamento continuo di competenze e strumenti di analisi.
La seconda riguarda l’automazione intelligente dei processi.
L’obiettivo non è sostituire il lavoro delle persone, ma eliminare le attività a basso valore aggiunto per permettere al team di concentrarsi su strategia, contenuti e relazioni.
In altre parole, usare la tecnologia per liberare tempo da dedicare alle attività che fanno davvero la differenza.
Parallelamente, stiamo lavorando a nuove piattaforme per ampliare i servizi e rendere la nostra offerta sempre più completa.
Questa intervista mette a fuoco un punto chiave che spesso sfugge nel dibattito sul Martech:
la visibilità non è più solo una questione di posizionamento, ma di presenza nei sistemi che generano le risposte.
L’AI non sta semplicemente cambiando gli strumenti.
Sta cambiando il modo in cui le informazioni vengono selezionate, sintetizzate e restituite agli utenti.
In questo scenario, la differenza non la farà chi usa più tecnologia, ma chi capisce meglio come funziona il nuovo layer di intermediazione dell’informazione.
Ed è lì che il Martech smette di essere operativo e diventa strategico.