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Mudra cresce del 10% e punta agli asset intangibili

Mudra chiude il 2025 con una crescita del 10% e punta al 2026: più collaboratori, nuovi strumenti e asset intangibili al centro della strategia.

Mudra chiude il 2025 con una crescita organica del 10% e si prepara ad affrontare il 2026 con ambizioni ancora più solide. L’advisory company specializzata nella valorizzazione degli asset intangibili archivia un anno significativo: stabilizzazione dei flussi di cassa operativi, completamento del percorso di startup e un aumento del 58% del numero di collaboratori negli ultimi due anni. Un risultato che segna il passaggio a una nuova fase di maturità strutturale.

Un mercato globale in espansione, con l’Italia in crescita

Il contesto in cui Mudra opera è in forte evoluzione. Secondo il World Intangible Investment Highlights 2025 della World Intellectual Property Organization, gli investimenti globali in asset intangibili hanno raggiunto i 7.600 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita del 143% rispetto al 1995. Dal 2008, il tasso annuo composto di crescita si attesta al 4,1%, mentre la quota degli intangibili sul PIL mondiale è salita dal 10% al 14% nello stesso arco temporale.

Anche l’Italia segue questa tendenza: nell’ultimo decennio, gli investimenti in asset intangibili nel nostro Paese sono cresciuti a un ritmo compreso tra il 3% e il 4,5% annuo. Un segnale che conferma la rilevanza crescente di questo segmento anche per le imprese italiane.

Il modello proprietario e il concetto di interaction field company

Dal 2021, Mudra affianca le aziende nei settori manifatturiero, tecnologico e dei servizi con un modello di business fondato su ricavi caratteristici da advisory. Al centro della proposta c’è il concetto proprietario di interaction field company: la capacità di creare ecosistemi collaborativi in cui il valore emerge dall’interazione tra tutti i soggetti coinvolti.

L’obiettivo dichiarato è tradurre il valore degli asset intangibili in profittabilità concreta e misurabile, offrendo alle imprese strumenti per comprendere e sfruttare risorse spesso difficili da quantificare ma determinanti per il vantaggio competitivo.

Le prospettive per il 2026: crescita organica e nuovi strumenti proprietari

Per il 2026, Mudra prevede una crescita organica superiore al 10%, sostenuta dall’ulteriore sviluppo del modello proprietario e dal lancio di nuovi strumenti pensati per supportare le imprese nella gestione e nel monitoraggio degli asset intangibili. La traiettoria di sviluppo punta a consolidare la posizione dell’azienda come punto di riferimento nel settore.

«Il 2026 si apre con una prospettiva chiara e con numeri che non nascono dal caso, ma da una struttura costruita con metodo e dalla capacità di tenere insieme solidità finanziaria e visione sul lungo periodo», dichiara Diego Barbisan, Co-CEO e Head of Revenues di Mudra. «Ma ciò che davvero sostiene questa crescita è la convinzione che chi ha costruito Mudra crede nel suo futuro e sceglie di investirci in prima persona. È qui che il fattore umano smette di essere un principio e diventa un asset strategico verificabile.»

«Stiamo anche lavorando per portare sul mercato nuovi strumenti proprietari pensati per supportare le imprese nella gestione e nel monitoraggio dei propri asset intangibili», aggiunge Carlotta Silvestrini, fondatrice e Co-CEO di Mudra. «Perché il vantaggio competitivo più difficile da analizzare e da replicare sta nelle persone che scelgono di costruire qualcosa insieme.»

Il fattore umano come leva strategica

Al di là delle cifre, il filo conduttore del bilancio di Mudra è la centralità delle persone. La crescita del team — +58% in due anni — non è presentata come un dato accessorio, ma come la dimostrazione tangibile di un approccio in cui il capitale umano rappresenta la vera infrastruttura dell’azienda. Una posizione che Mudra intende mantenere anche nella prossima fase di sviluppo, in un mercato globale dove gli asset intangibili continuano ad acquisire peso specifico nelle strategie d’impresa.

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