Interviste
M&A e AI: quando la finanza straordinaria diventa infrastruttura digitale

Intervista ad Augusto Vecchi, Head of Strategic Communication di Maind Capital Il mondo delle fusioni e acquisizioni sta entrando in…

Intervista ad Augusto Vecchi, Head of Strategic Communication di Maind Capital

Il mondo delle fusioni e acquisizioni sta entrando in una fase di trasformazione profonda: più dati disponibili, maggiore complessità operativa e nuovi strumenti tecnologici che stanno cambiando i processi tradizionali della finanza straordinaria.

In questo contesto si inserisce Maind Capital Digitized Finance piattaforma fintech che utilizza sistemi di intelligenza artificiale per supportare e accelerare i processi di deal origination. A guidarne la comunicazione strategica è Augusto Vecchi, figura di riferimento nel panorama fintech italiano, ideatore dei FinTech Awards Italia e da anni attivo nel dialogo istituzionale sull’innovazione tecnologica.

Cosa ti ha convinto ad accettare la sfida Maind Capital?

Mi hanno convinto innanzitutto l’amicizia e la stima che nutro per i fondatori Andrea Orsi e Massimo Giacomino, che conosco da anni anche come partner dei FinTech Awards Italia.

Ma soprattutto il timing del progetto e la struttura della piattaforma. Il mercato M&A sta entrando in una fase di trasformazione significativa: maggiore complessità, più dati disponibili, più operatori, ma anche una crescente frammentazione.

Ho visto in Maind Capital Digitized Finance un’infrastruttura AI-native costruita non come semplice “vetrina digitale”, ma come motore strutturato di deal origination.

Inoltre l’appartenenza all’ecosistema Mazal Capital garantisce solidità industriale e visione di lungo periodo. Non si tratta solo di una piattaforma, ma di un progetto tecnologico che può incidere concretamente sui processi della finanza straordinaria.

Come si comunica una piattaforma che opera in un settore riservato come l’M&A?

La sfida è trovare l’equilibrio tra autorevolezza e discrezione.

Nel mondo delle operazioni straordinarie non si comunica il singolo deal, ma il metodo che rende possibile generarlo. Non si racconta l’operazione, ma l’infrastruttura che la rende possibile.

La comunicazione deve essere istituzionale, credibile e tecnica ma allo stesso tempo comprensibile. Non storytelling superficiale, ma narrazione di processo, affidabilità e visione.

Cosa significa concretamente applicare l’AI ai processi di M&A?

Significa trasformare un processo tradizionalmente manuale in un sistema data-driven.

Parliamo di strumenti come:

  • matching predittivo tra profili industriali e finanziari
  • scoring qualitativo delle opportunità
  • analisi comparativa di settori e multipli
  • accelerazione della fase di deal origination

La vera innovazione non è l’automazione in sé, ma la capacità di ridurre il tempo tra opportunità e connessioni dirette tra operatori.

La piattaforma sta raggiungendo circa 50.000 utenti, tutti professionisti qualificati, molti dei quali con profili dettagliati e personalizzati.

L’intelligenza artificiale è un facilitatore o rischia di disintermediare il fattore umano?

È un amplificatore del capitale umano.

Nel mio percorso ho sempre creduto che la tecnologia debba potenziare le relazioni, non sostituirle. L’AI elimina il rumore, filtra le informazioni, struttura i dati e accelera i processi.

Ma la decisione finale resta sempre umana. L’M&A, così come il fintech, è basato sulla fiducia. E la fiducia non è algoritmica.

Quale posizionamento vuoi costruire per Maind Capital?

Un posizionamento chiaro: piattaforma AI-native di riferimento per la finanza straordinaria digitale in Italia, con una prospettiva europea.

Grazie alla mia esperienza nelle edizioni dei FinTech Awards Italia e nel dialogo istituzionale sull’intelligenza artificiale, voglio contribuire a costruire un’identità solida, autorevole e innovativa per la piattaforma.

Perché la comunicazione strategica è centrale anche per realtà tecnologiche?

All’inizio del fintech si costruiva prima il prodotto tecnologico e solo dopo il brand.

Oggi il brand è parte integrante del prodotto: rappresenta garanzia, reputazione e affidabilità.

Nel settore M&A questo è ancora più evidente, perché si parla di operazioni strategiche, patrimonio, governance e equilibri societari. In questi ambiti la fiducia non è un elemento accessorio: è l’infrastruttura invisibile su cui si regge l’intero processo.

Quanto conta costruire un ecosistema integrato?

Conta moltissimo.

Una piattaforma verticale può funzionare, ma un ecosistema genera resilienza, dati, relazioni e competenze trasversali.

L’integrazione con Mazal Innovative AI e Mazal Capital consente a Maind Capital di non essere un semplice strumento digitale isolato, ma parte di un sistema tecnologico più ampio.

Come si costruisce una community qualificata nel mondo fintech?

Non con la quantità, ma con la selezione.

Servono profilazione accurata, onboarding qualitativo, contenuti ad alto valore e momenti di confronto verticale tra operatori del settore.

Non un marketplace aperto, ma un network strutturato. La qualità del deal flow dipende dalla qualità degli interlocutori.

È un approccio che ho adottato anche in Italy Crowd e K2 Capital, realtà che ho fondato e che operano da oltre undici anni valorizzando relazioni selezionate e capitale umano qualificato.

Che ruolo giocheranno le piattaforme AI-native nei prossimi anni?

Con la velocità con cui evolve l’intelligenza artificiale è difficile fare previsioni precise. Tuttavia è probabile che queste piattaforme diventino infrastrutture abilitanti.

Ridurranno il time-to-deal, miglioreranno la precisione del matching e aumenteranno la trasparenza dei processi preliminari.

Le piattaforme più evolute potrebbero mettere a disposizione avatar digitali dei professionisti registrati, capaci di effettuare una prima scrematura delle opportunità e gestire incontri preliminari strutturati.

Non per sostituire la relazione umana, ma per ottimizzare le prime fasi: raccolta delle informazioni, analisi degli obiettivi strategici e compatibilità industriale e finanziaria.

Le persone continueranno a gestire la negoziazione e la costruzione della fiducia, che restano elementi insostituibili nel mondo fintech e M&A.

Sei anche Direttore delle Relazioni Istituzionali dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale. A quale progetto tieni di più?

Recentemente l’E.N.I.A. è diventato Fondazione e, grazie al lavoro della Presidente Valeria Lazzaroli, stanno crescendo in modo significativo le Giurie di Comunità dell’AI.

Si tratta di gruppi deliberativi territoriali che coinvolgono cittadini, istituzioni locali, esperti indipendenti e stakeholder per discutere e orientare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle comunità locali.

È un progetto a cui tengo molto perché rappresenta una forma innovativa di comitato etico di prossimità, pensato per integrare valutazioni etiche, sociali e civiche nei processi decisionali legati all’AI nei comuni italiani.

Cosa ti entusiasma davvero oggi?

Dopo oltre trent’anni nell’editoria tradizionale, con libri per ragazzi pubblicati in 49 Paesi e tradotti in 29 lingue, dal 2014 mi sono appassionato alla finanza tecnologica, portando per primo in Svizzera e in Italia lo strumento del crowdfunding immobiliare.

Successivamente la mia naturale propensione alla creatività e alla costruzione di relazioni professionali e istituzionali ha portato alla nascita dei FinTech Awards Italia, oggi alla sesta edizione, che si terrà l’8 ottobre 2026 a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.

Oggi mi entusiasma contribuire, attraverso la comunicazione strategica, gli eventi e le relazioni istituzionali, allo sviluppo dell’ecosistema fintech e dell’M&A AI-native.

Ogni grande innovazione altera gli equilibri esistenti. Ma è nel periodo di passaggio, tra ciò che finisce e ciò che nasce, che si crea il vero valore. Ed è lì che serve guardare con coraggio e visione.

Torna indietro