Fulgar e WRÅD raccontano il futuro della moda tra innovazione e responsabilità Si conclude “Sulle tracce della moda del futuro”,…
Fulgar e WRÅD raccontano il futuro della moda tra innovazione e responsabilità
Si conclude “Sulle tracce della moda del futuro”, il progetto di edutainment ideato da Fulgar in collaborazione con WRÅD, pensato per promuovere una maggiore consapevolezza sui materiali e sull’evoluzione sostenibile della filiera tessile. Un percorso articolato in quattro video pillole, ora disponibili sui canali social di Fulgar, che esplora il ruolo della tecnologia nell’innovazione della poliammide come risorsa strategica per l’economia circolare.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere accessibili temi complessi come ricerca, sviluppo e sostenibilità dei materiali, parlando non solo agli addetti ai lavori ma anche a un pubblico più ampio e attento. Attraverso un linguaggio chiaro e un formato capace di coniugare informazione e intrattenimento, i contenuti raccontano come l’uso etico della tecnologia possa ridurre l’impatto ambientale dei materiali più diffusi, valorizzandone al contempo il potenziale lungo l’intera filiera.
Il progetto è stato realizzato insieme a WRÅD, studio creativo e agenzia di consulenza fondata da Matteo Ward, che ha portato in scena i contenuti attraverso il proprio team, contribuendo a costruire una narrazione capace di stimolare riflessione e dialogo sulla trasformazione del sistema moda.
Quattro tappe nel DNA sostenibile della moda
Il racconto si sviluppa in quattro episodi, ciascuno dedicato a un diverso capitolo dell’innovazione tessile. Il primo affronta la necessità di ripensare il sistema moda in modo integrato, superando la semplice scelta del materiale per abbracciare una visione più ampia che includa gestione delle risorse, impatto sociale e ambientale.
Il secondo episodio è dedicato al riciclo meccanico e alla fibra Q-NOVA®, il filato rigenerato di Fulgar che dimostra come la poliammide possa avere una seconda vita grazie all’utilizzo di materie prime rigenerate. Il terzo capitolo esplora invece il mondo dei biomateriali con EVO®, filato di poliammide 100% bio-based ottenuto da fonti rinnovabili come semi di ricino e mais industriale, dove ricerca scientifica e natura si incontrano.
A chiudere il percorso è il racconto del riciclo chimico attraverso Q-CYCLE®, filato innovativo realizzato sostituendo il 100% della materia prima vergine con olio di pirolisi derivato da pneumatici fuori uso. Un esempio concreto di come materiali apparentemente lontani dal mondo tessile possano essere trasformati in nuove risorse per l’abbigliamento.
Educazione come leva del cambiamento
Al centro del progetto emerge con forza il tema dell’educazione come motore di trasformazione del mercato. «Solo un consumatore informato può comprendere cosa si nasconde dietro un tessuto e diventare parte attiva della trasformazione», sottolinea Daniela Antunes, Marketing Manager di Fulgar.
A rafforzare questa visione è Alice Fortuna, Director of Communication di WRÅD, che evidenzia come la sostenibilità non possa esaurirsi nella scelta di un singolo materiale, ma debba tradursi in una ridefinizione olistica del ruolo dei prodotti immessi sul mercato, valorizzando un percorso continuo di innovazione consapevole.
Il ruolo di Fulgar nella filiera tessile sostenibile
Con questo progetto, Fulgar conferma il proprio posizionamento come pioniere nel settore dei filati man-made sostenibili. Fondata alla fine degli anni ’70 a Castel Goffredo, nel cuore del distretto della calza, l’azienda ha costruito una leadership internazionale investendo costantemente in Ricerca e Sviluppo, coniugando performance tecniche, tracciabilità e attenzione all’impatto ambientale.
Oggi Fulgar opera in tutti i principali segmenti tessili — dallo sportswear alla calzetteria — portando l’eccellenza del Made in Italy sui mercati globali. Progetti come “Sulle tracce della moda del futuro” rafforzano una visione industriale che non si limita alla produzione di filati innovativi, ma contribuisce attivamente a ridefinire il dialogo tra industria, creatività e responsabilità.