Il 36% dei consumatori globali paga di più per il cibo italiano, vicino al 44% del lusso. In Cina il dato sale al 93%. I dati della ricerca Pulse Advertising.
Il food Made in Italy si avvicina al lusso nella percezione dei consumatori globali: secondo la ricerca “Made In Italy in the social media age”, commissionata da Pulse Advertising a Eumetra su oltre 2.500 consumatori in USA, UK, Germania, Francia e Cina, il 36% degli acquirenti mondiali è disposto a pagare di più per prodotti alimentari italiani, un dato che si avvicina sensibilmente al 44% registrato per il fashion e il luxury.
Il cibo italiano vale quanto il lusso: la willingness to pay
La ricerca, prima indagine internazionale dedicata alla penetrazione del Made in Italy attraverso i social network, fotografa una tendenza significativa: il food tricolore ha conquistato un pricing power paragonabile a quello dei grandi brand del lusso. In Germania il dato raggiunge il 43%, negli USA il 40%, con punte che arrivano al 41% considerando la media globale dei mercati analizzati.
Il mercato tedesco si conferma tra i più ricettivi: il 70% dei tedeschi pagherebbe di più per un prodotto Made in Italy in generale, mentre quasi la metà è disposta a farlo specificamente per il cibo italiano. Un segnale che racconta quanto il posizionamento premium dell’alimentare italiano sia ormai consolidato anche oltre le aspettative.
La Cina: il mercato più entusiasta del Made in Italy
Il dato più sorprendente arriva dalla Cina, dove il 93% dei consumatori intervistati si dice disposto a pagare un premium per i prodotti italiani, food incluso, contro il 65-74% dei mercati occidentali. Un divario che riflette una percezione dell’italianità come sinonimo di qualità assoluta e aspirazionalità.
In Cina, un consumatore su due scopre nuovi brand del Made in Italy attraverso i social (46%), rispetto al 25% registrato in Germania. Il ruolo degli influencer è determinante: il 58% dei consumatori cinesi li considera più efficaci dei canali ufficiali dei brand, l’83% si fida dei loro consigli (contro il 56-57% in Occidente) e il 94% afferma che i contenuti dei creator influenzano direttamente le decisioni d’acquisto.
Barilla, Lavazza e Ferrero: i brand food più citati sui social
Barilla si posiziona nella top 3 dei marchi più citati in assoluto legati al Made in Italy in tutti i Paesi analizzati, risultando l’unico brand food a raggiungere questo posizionamento trasversale, con un boom particolarmente evidente in Cina. Insieme a Barilla, il panel delle aziende food include Lavazza — particolarmente forte in UK e Francia — e Ferrero.
Il food è il secondo settore più presente nei feed social degli utenti globali, con il 31% di presenza, dietro solo al fashion (48%). Un posizionamento che conferma come la cucina italiana sia diventata contenuto nativo dei social network, capace di generare ispirazione e spingere all’acquisto.
I tre codici con cui il mondo legge l’Italia
La ricerca identifica tre valori dominanti attraverso cui i consumatori internazionali interpretano il concetto di “Italia”: Style & Elegance (29-38% a seconda del mercato), Traditional Craftsmanship (15-31%, con punte in Cina al 31% e in Francia al 24%) e Quality Guarantee (15-27%, particolarmente forte in UK al 23% e in Cina al 27%).
Il Made in Italy viene associato in modo ricorrente al food dal 38% dei consumatori statunitensi, dal 33% di quelli cinesi e dal 32% di quelli britannici. Il 91% dei consumatori in Cina, il 64% negli USA, il 58% in Germania, il 58% nel Regno Unito e il 57% in Francia dichiarano inoltre che i social li hanno portati a scoprire, desiderare e acquistare prodotti italiani.
La ricerca è stata voluta da Pulse Advertising in collaborazione con Eumetra e rappresenta il primo studio internazionale strutturato sulla penetrazione del Made in Italy nell’era dei social media.
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