ESET e Cyberating riuniscono esperti di diritto, risk management e tecnologia a Milano il 10 marzo 2026 per discutere Digital Repatriation e sovranità digitale europea.
La Digital Repatriation entra al centro del dibattito sulla cybersecurity europea con un evento di alto livello organizzato a Milano da ESET e Cyberating. L’appuntamento è fissato per il 10 marzo 2026 presso l’Hotel Gallia, dove esperti di diritto, risk management e tecnologia si confronteranno sul ruolo delle tecnologie cyber europee tra strategia e geopolitica.
Un tema che ridefinisce le priorità delle organizzazioni
L’evento nasce in un momento in cui il quadro normativo europeo in materia di cybersecurity e data protection si sta consolidando rapidamente. Dalla NIS2 al DORA, passando per il Cyber Resilience Act e le nuove disposizioni sulla supply chain, le organizzazioni sono chiamate a ripensare in profondità la propria postura digitale.
Il concetto di Digital Repatriation si inserisce in questo scenario come risposta strutturata: si tratta del processo attraverso cui dati, infrastrutture digitali e servizi critici vengono riportati sotto il controllo diretto di entità europee. Non è una semplice questione tecnica o di compliance, ma una decisione che incide sulla sovranità digitale, sulla gestione del rischio e sulla continuità operativa.
L’agenda della mattinata: geopolitica, supply chain e risposta operativa
La mattinata, in programma dalle 9:30 alle 15:00, sarà moderata dal giornalista e saggista Arturo Di Corinto e vedrà la partecipazione di tre relatori di profilo: Stefano Mele, avvocato e partner dello studio legale Gianni & Origoni, Stefano Fratepietro, CEO di Cyberating, e Samuele Zaniboni, Sales Engineering Manager di ESET Italia.
Il primo intervento affronterà la dimensione geopolitica della Digital Repatriation: rimpatriare dati e infrastrutture significa ridefinire dipendenze e alleanze, incidendo sull’autonomia strategica di Stati e organizzazioni. Nel campo della cybersecurity, il controllo delle tecnologie coincide sempre più con il controllo del rischio.
Un secondo focus sarà dedicato alla gestione delle terze parti e della supply chain. In un ecosistema digitale complesso e interconnesso, la visibilità sui fornitori e la capacità di valutarne il profilo di rischio sono elementi chiave per garantire resilienza e conformità normativa.
Le voci dei protagonisti
Sul tema della supply chain, Stefano Fratepietro è netto: “La gestione del rischio cyber delle aziende necessita di una governance strutturata della supply chain. Le piattaforme di Third-Party Risk Management europee diventano strumenti fondamentali per valutare e monitorare i rischi lungo l’intero ecosistema dei fornitori. In uno scenario regolatorio sempre più esigente, dove il governo e l’imparzialità del dato cyber, insieme alla visibilità sulle terze parti, non è più un’opzione, ma un requisito strategico e mandatario per garantire resilienza, conformità e continuità operativa.”
Sul versante tecnologico, Fabio Buccigrossi, nella foto, Vice President of South West Europe Sales di ESET, sottolinea come la sovranità digitale non possa ridursi alla localizzazione dei dati: “La Digital Repatriation non può limitarsi alla localizzazione dei dati: deve tradursi in capacità concreta di controllo, monitoraggio e risposta. L’utilizzo avanzato della Threat Intelligence consente di anticipare rischi e minacce, mentre i servizi MDR di ESET supportano le organizzazioni nell’integrare sicurezza, compliance e incident response in un modello coerente con le nuove esigenze di sovranità digitale europea.”
Threat Intelligence e MDR al servizio della sovranità digitale
L’ultima parte dell’evento si concentrerà sul piano operativo, analizzando come tradurre la sovranità digitale in capacità concreta di prevenzione e risposta agli incidenti. In questo ambito, la Threat Intelligence e i servizi di Managed Detection & Response assumono un ruolo determinante nell’anticipare le minacce e rafforzare il controllo sugli ambienti digitali.
L’appuntamento del 10 marzo si propone come momento di riflessione qualificata per comprendere come la Digital Repatriation stia riconfigurando non solo le strategie di cybersecurity, ma anche gli equilibri economici e geopolitici del sistema europeo.