Spesa online, e-commerce e food delivery possono costare oltre 360 euro l’anno solo in consegne. Scopri come questi piccoli costi si accumulano nel bilancio familiare.
La comodità di ricevere acquisti a domicilio ha un prezzo che, spesso, gli italiani tendono a sottovalutare. Secondo uno studio della fintech Bravo, specializzata nella gestione, ristrutturazione e prevenzione del sovraindebitamento, sommando i costi di consegna di food delivery, e-commerce e spesa online, un consumatore può arrivare a spendere oltre 360 euro all’anno — in alcuni casi sfiorando i 400 — soltanto in oneri di trasporto.
La “tassa sulla comodità”: tre voci di spesa che pesano sul bilancio familiare
La ricerca condotta da Bravo ha analizzato tre categorie principali di acquisto ricorrente: la spesa a domicilio, gli acquisti su e-commerce e i servizi di food delivery. Sono spese piccole, spesso quasi invisibili nel quotidiano, ma che nel tempo producono un impatto concreto sul bilancio delle famiglie italiane.
Il problema, secondo gli esperti della fintech, è che si tratta di costi frammentati e frequenti, che proprio per questa ragione passano facilmente inosservati. Eppure, la loro somma racconta una storia ben diversa.
Spesa a domicilio: 54 euro l’anno solo per il trasporto
L’abitudine di ordinare la spesa online — decollata durante la pandemia e oggi consolidata tra il 25% dei consumatori italiani — ha un costo preciso. Gli italiani effettuano in media 8 ordini di spesa online all’anno, con un costo medio di consegna di 6,80 euro a transazione. Il risultato è una spesa aggiuntiva che può arrivare fino a 54,40 euro annui solo per il trasporto, indipendentemente dal valore della merce acquistata.
E-commerce: 73 euro in più ogni anno per la praticità del click
In Italia sono 35,2 milioni gli utenti abituali degli acquisti digitali, e di questi 25,9 milioni comprano online almeno una volta al mese. Abbigliamento, elettronica, libri e molto altro vengono ordinati con un costo medio di consegna di 6,12 euro. Chi acquista con regolarità può così accumulare fino a 73,44 euro annui in soli costi di spedizione, al di là del prezzo dei prodotti.
Food delivery: 234 euro l’anno per pizza, sushi e poke bowl
È il food delivery la voce che pesa di più. Utilizzato da oltre il 41% degli italiani, con una frequenza media di 1,5 ordini a settimana, questo servizio genera un costo annuale che può raggiungere i 234 euro. Il calcolo è semplice: con un costo medio di consegna di 3 euro e circa 78 ordini nell’arco di 52 settimane, la cifra finale sorprende chi non ha mai fatto questo tipo di conteggio.
Abbonamenti premium o pay per delivery: quale conviene?
Per contenere questi costi, molte piattaforme propongono pacchetti e abbonamenti “premium” in grado di ammortizzare le spese delle singole consegne. Tuttavia, molti italiani continuano a optare per la formula pay per delivery, che risulta essere la più onerosa nel lungo periodo.
Come sottolinea Santiago Oñate Verduzco, Country Manager Operations di Bravo Italia: “La comodità dei servizi digitali ha trasformato profondamente le abitudini di acquisto. Tuttavia, anche costi apparentemente piccoli, se ricorrenti nel tempo, possono incidere sul bilancio familiare. Per questo è importante mantenere una buona consapevolezza delle proprie spese, soprattutto quando si tratta di acquisti frequenti e facilmente accessibili tramite piattaforme online.”
Bravo Italia è già intervenuta in supporto di oltre 20.000 tra individui e famiglie nel nostro Paese, gestendo un portafoglio di debiti che supera i 148 milioni di euro. Un contesto che rende ancora più rilevante l’invito a tenere sotto controllo anche le spese apparentemente marginali.