Intelligenza Artificiale
AI Visibility, Seed lancia le classifiche italiane per LLM

Seed lancia le prime classifiche italiane sull’AI Visibility: scopri come i brand vengono citati da ChatGPT, Gemini e Perplexity con Sprout.

L’AI Visibility si afferma come uno dei temi centrali del marketing digitale contemporaneo, spesso avvolto da entusiasmi prematuri ma destinato a diventare il parametro di riferimento per misurare la presenza online dei brand nell’era dei motori conversazionali. Seed, agenzia specializzata in SEO e digital strategy, risponde a questa trasformazione con il lancio delle prime classifiche italiane dedicate alla visibilità dei brand sui sistemi basati su intelligenza artificiale.

Dalla SERP agli LLM: come cambia la visibilità dei brand

Il concetto stesso di visibilità online sta attraversando una profonda trasformazione. Ranking e traffico organico non bastano più a descrivere la presenza di un brand nel panorama digitale attuale.

«Con l’avvento di AI Overview e dei motori conversazionali, la presenza di un brand non si misura più solo in ranking e traffico, ma nella capacità di essere citato, raccomandato e utilizzato come fonte all’interno delle risposte generate dagli LLM» spiega Pasquale Gangemi, Co-Founder e CEO di Seed, nonché esperto SEO di lunga esperienza.

In questo contesto, essere presenti nelle risposte di ChatGPT, Gemini, Perplexity e altri sistemi conversazionali rappresenta una nuova frontiera competitiva che le aziende non possono più ignorare.

Sprout: il tool proprietario per misurare l’AI Visibility

Per rispondere a questa esigenza, Seed ha investito in ricerca e sviluppo lavorando all’evoluzione di Sprout, il proprio tool dedicato all’analisi della visibilità nei sistemi generativi e alle dinamiche competitive che li caratterizzano.

Il progetto si concretizza oggi con il rilascio delle prime classifiche dei brand più visibili sui motori conversazionali, costruite attorno a un Visibility Score proprietario. La metrica combina diversi fattori: frequenza delle menzioni, diversità dei modelli AI che citano il sito, recency delle citazioni e qualità del sentiment associato.

L’analisi si fonda su un lavoro di elaborazione imponente: oltre 100.000 prompt e più di 1.000.000 di menzioni, su un campione che copre 21 settori scansionati settimanalmente. Un approccio metodologico che punta a garantire oggettività e comparabilità dei dati nel tempo.

Classifiche mensili e focus verticali settimanali per 21 settori

Le classifiche non saranno una pubblicazione una tantum, ma un osservatorio continuativo sul mercato. Seed ha strutturato una doppia cadenza editoriale: un’overview generale con aggiornamento mensile e focus verticali settimanali dedicati ai singoli comparti.

I settori monitorati spaziano dal Fashion alle Assicurazioni, dall’Arredo al Food, dal Pharma al Luxury, con l’obiettivo di analizzare dinamiche competitive, variazioni di posizionamento e opportunità emergenti per i brand attivi in ciascun mercato.

«Con questo progetto, Seed punta a fare ordine in un ambito ancora poco standardizzato, introducendo KPI chiari e replicabili e offrendo alle aziende uno strumento concreto per comprendere e migliorare la propria visibilità nei motori generativi» conclude Pasquale Gangemi.

Per informazioni, richiedere una demo o un’analisi dedicata è possibile visitare il sito ufficiale di Seed: seed.digital/sprout.

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