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Paddy Power ironizza sulla “Kane-dipendenza” dell’Inghilterra

Paddy Power ironizza sulla dipendenza dell’Inghilterra da Harry Kane con una finta dichiarazione d’indipendenza a Trafalgar Square.

Paddy Power celebra la “Kane-dipendenza” dell’Inghilterra con una finta dichiarazione d’indipendenza

In occasione del 4 luglio, Paddy Power ha deciso di rendere ufficiale ciò che i tifosi inglesi sanno da tempo: la nazionale dipende, ancora e sempre, da Harry Kane. Il celebre bookmaker britannico, mai timido nel prendere in giro le fragilità psicologiche dell’Inghilterra nei grandi tornei, ha ideato uno stunt che definisce senza mezzi termini “Declaration of Kane-Dependence”, giocando con il tema dell’Independence Day americano.

Una finta cerimonia costituzionale a Trafalgar Square

L’iniziativa, creata dall’agenzia Officer and Gentleman con base a Madrid, ha preso vita a Trafalgar Square, ai piedi della statua di George Washington. Il timing non è casuale: l’evento è stato organizzato per coincidere con il 250esimo anniversario dell’Independence Day statunitense, e a ridosso della vittoria dell’Inghilterra contro il Messico, arrivata ancora una volta grazie a una prestazione decisiva del suo capitano.

Nella finta cerimonia, un banditore ha letto ad alta voce una proclamazione scritta imitando lo stile della Dichiarazione d’Indipendenza americana del 1776, dichiarando ufficialmente la dipendenza della nazionale inglese da Harry Kane. A siglare simbolicamente il documento è stato chiamato Tim Sherwood, ex calciatore della nazionale inglese e allenatore che diede a Kane il suo primo esordio da titolare in Premier League.

Il commento di Paddy Power

Un portavoce di Paddy Power ha spiegato il senso dell’operazione con parole dirette: “Ogni torneo, l’Inghilterra si convince di aver finalmente smesso di dipendere da Harry Kane. Poi Harry Kane inevitabilmente li salva.”

Una battuta che sintetizza perfettamente il rapporto tra i tifosi inglesi e il proprio capitano, protagonista puntuale delle rimonte e delle vittorie sofferte della nazionale britannica, tanto da meritarsi ora anche una propria, ironica, “dichiarazione d’indipendenza”.

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