Golin Ketchum nasce dalla fusione tra Golin e Ketchum
Golin e Ketchum si fondono in Golin Ketchum: una nuova agenzia PR globale guidata da Matt Neale, con oltre 960 milioni di dollari di fatturato combinato.
Golin Ketchum è ufficialmente nata: la fusione tra Golin e Ketchum si è concretizzata in un nuovo soggetto che ambisce a diventare, nelle parole del CEO Matt Neale, “l’agenzia che definirà questo decennio”. Il lancio del brand combinato segna il completamento di un processo di integrazione avviato in seguito all’acquisizione di Interpublic Group da parte di Omnicom, che ha riunito i portafogli PR dei due gruppi sotto la struttura unificata Omnicom PR, guidata dal CEO Chris Foster.
Il nuovo nome e la strategia di brand
La scelta di mantenere entrambi i nomi storici non è stata casuale. Neale ha spiegato che nei sei mesi precedenti al lancio le agenzie hanno condotto conversazioni approfondite con dipendenti e clienti, analizzato dati e realizzato attività di social listening per valutare il valore dei due brand sui mercati globali. Il risultato ha confermato l'”incredibile valore” che Golin e Ketchum possiedono in differenti settori e geografie.
“Alla fine, la scelta più forte è stata quella più ovvia”, ha dichiarato Neale. L’azienda punta a posizionarsi come una “potenza della comunicazione con una creatività senza pari e una competenza di categoria impareggiabile al servizio dei clienti”.
Vale la pena ricordare il peso storico dei due brand: Ketchum, fondata nel 1923, supera il secolo di attività, mentre Golin è stata fondata nel 1965 da Al Golin, considerato uno dei padri fondatori delle relazioni pubbliche moderne. L’azienda ha precisato di non voler essere identificata con l’acronimo “GK”, preferendo valorizzare la convivenza dei due nomi per intero.
Il team di leadership: una meritocrazia del talento
La struttura di comando della nuova organizzazione è stata definita seguendo il principio di una “meritocrazia del talento”, valutando migliaia di professionisti provenienti da entrambe le agenzie. “Ci siamo chiesti, indipendentemente dall’agenzia di provenienza, chi fosse la persona migliore in grado di incarnare la nostra cultura e guidare la nostra visione per servire al meglio i clienti”, ha spiegato Neale.
Tamara Norman, già CEO di Ketchum U.S., ha assunto il ruolo di presidente globale, affiancando Neale nella guida dell’agenzia. Completano il vertice Brian Beck come CFO e Ellen Ryan Mardiks nel ruolo di chairman. Gary Rudnick, presidente globale e COO di Golin, ha lasciato l’agenzia a metà aprile dopo 30 anni di carriera: la nuova struttura non prevede la figura del COO.
Per il Nord America, Dawn Langeland di Golin mantiene il ruolo di presidente, mentre Jamey Peters di Ketchum sarà presidente delle operations e managing director di Golin Ketchum South negli Stati Uniti. Le practice dell’agenzia saranno guidate da John Bradbury di Ketchum come managing director corporate affairs, Michele Peterson Murray come managing director food, agriculture and nutrition, e Samantha Schwarz come managing director health, affiancata da Jaimee Reggio, già managing director healthcare di Golin negli Stati Uniti.
La leadership globale delle specializzazioni
Tra i responsabili globali delle specializzazioni figurano nomi provenienti da entrambe le agenzie. Da Golin arrivano Jonny Bentwood come chief data and analytics officer, Jeff Beringer come chief AI officer, George Bryant come chief creative officer, Paul Parton come chief strategy officer e Carrie von der Sitt come chief growth and brand officer.
Da Ketchum provengono invece Rob Bernstein come chief innovation officer e Maxine Enciso come EVP inclusion and impact. La nomina di Beringer a chief AI officer risale a due anni fa, a conferma di un orientamento tecnologico già consolidato: oggi il 90% dei dipendenti globali utilizza quotidianamente la suite di strumenti di intelligenza artificiale dell’agenzia.
“Abbiamo una visione molto chiara del giusto equilibrio tra l’ingegno umano e la creatività che alimentano il nostro lavoro, sostenuti dai dati e dalla tecnologia che Omnicom mette a disposizione”, ha dichiarato Neale. “Si tratta di trovare il giusto equilibrio, rispettare entrambe le componenti e investire in entrambe.”
Nessun licenziamento, ma tagli già avvenuti
Ora che la fusione è completata, Neale ha escluso nuovi licenziamenti. Le attività richieste nell’ambito dell’acquisizione di IPG da parte di Omnicom erano già state completate tra la fine dell’anno precedente e l’inizio del 2026. All’inizio dell’anno si erano registrati tagli di personale nelle agenzie di Omnicom PR, in seguito alle riduzioni annunciate dal CEO di Omnicom John Wren a dicembre, proseguiti nel primo trimestre.
Da allora, tuttavia, l’agenzia ha avviato una fase di assunzioni, in particolare in Nord America, Regno Unito e APAC. La fusione non ha avuto impatti sui sub-brand delle due agenzie, tra cui The Brooklyn Brothers, Daggerwing Group, DeVries Global e Virgo Health.
I conflitti tra clienti: meno problemi del previsto
Tra le sfide più delicate della fusione figurava la gestione dei potenziali conflitti tra clienti, in particolare la storica collaborazione di Golin con McDonald’s e quella di Ketchum con Wendy’s. Neale ha confermato che McDonald’s continuerà a essere cliente di Golin Ketchum, rifiutandosi però di commentare la situazione di Wendy’s e di altri clienti che potrebbero aver scelto percorsi differenti.
I conflitti si sono rivelati meno numerosi del previsto: circa una mezza dozzina di casi da gestire. “Tutti i potenziali conflitti legati alla nuova agenzia sono stati risolti”, ha confermato Neale, precisando che sono state individuate soluzioni differenti a seconda dei clienti coinvolti. Nel portafoglio figurano anche TaxAct, Colombia Avocado Board e Nissin Foods USA.
I numeri e le prospettive di crescita
Sul fronte economico, nel 2025 Golin ha registrato una crescita dell’8% dei ricavi globali, raggiungendo 435 milioni di dollari, e del 9% negli Stati Uniti, arrivando a 275 milioni. Ketchum ha invece registrato una flessione dell’8%, attestandosi a 530 milioni di dollari a livello globale e 330 milioni negli Stati Uniti.
Guardando al futuro, Neale ha parlato di “venti favorevoli straordinari” e di un obiettivo chiaro: proseguire il percorso di crescita per tutto il resto del decennio. La nuova entità potrebbe collocarsi tra le prime cinque agenzie al mondo per dimensioni e fatturato, anche se Neale ha precisato che il posizionamento in classifica non rappresenta il fine ultimo.
“Viviamo un momento turbolento per il settore e, come tutti, non siamo immuni da queste dinamiche. Ma tutto il lavoro di integrazione e consolidamento è terminato”, ha concluso Neale. “Questo è il nostro nuovo brand, questa è la nostra proposta di valore e questa è la nostra chiara aspirazione: diventare l’agenzia che definirà questo decennio.”
La nuova identità visiva
A completare il rilancio, Golin Ketchum ha adottato una nuova identità visiva caratterizzata da una palette cromatica che include il colore distintivo “flare”, una tonalità rosso-arancio, e da un logo astratto che combina le lettere G e K. Un segno grafico che vuole sintetizzare visivamente la fusione di due eredità centenarie in un unico progetto di lungo periodo.