Nelle PMI italiane, il 79% dei decisori usa già l’IA e risparmia in media 5,2 ore a settimana. Ecco cosa frena ancora l’adozione strutturata.
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI italiane sta producendo risultati misurabili: chi utilizza strumenti di IA risparmia in media 5,2 ore a settimana, equivalenti a oltre 270 ore l’anno. È quanto emerge dalla nuova ricerca presentata da OpenAI in occasione di un evento a Milano, organizzato insieme a Confartigianato Imprese e Booking.com, con il supporto di Cognita Reply. L’indagine, condotta su un campione di 1.000 decisori di piccole e medie imprese in Italia, fotografa un ecosistema in movimento, ma ancora disomogeneo.
Il 79% dei decisori usa già l’IA, ma il divario tra grandi e piccole realtà rimane
La ricerca evidenzia come l’intelligenza artificiale sia già entrata nelle attività quotidiane di una larga parte delle imprese italiane. Il 79% dei decisori dichiara di utilizzare strumenti di IA in ambito professionale, con una frequenza sempre più regolare: il 76% degli utenti vi ricorre almeno una volta a settimana.
Tuttavia, l’adozione non è uniforme. Nelle imprese di medie dimensioni la percentuale sale al 91%, mentre tra i lavoratori autonomi scende al 68%. Un divario strutturale che riflette la difficoltà delle realtà più piccole di trovare tempo e risorse per integrare la tecnologia su larga scala.
Gli utilizzi più comuni riguardano la ricerca e sintesi di informazioni (43%), la redazione di comunicazioni (31%) e la preparazione di proposte o contenuti di marketing (29%). Segnali chiari che l’IA non è più relegata alla fase sperimentale, ma si sta affermando come strumento operativo concreto.
Produttività in crescita: il tempo risparmiato viene reinvestito in attività strategiche
Tra chi già adotta l’IA, i benefici sono tangibili. Il 96% degli utenti dichiara di risparmiare tempo, con una media di 5,2 ore settimanali. Quello che colpisce, però, è come questo tempo venga impiegato: il 38% lo dedica al miglioramento di prodotti e servizi, il 26% al pensiero creativo e il 25% alla pianificazione strategica.
L’impatto si misura anche in termini di efficacia percepita: il 61% dei decisori afferma che l’IA li rende più efficaci nel proprio ruolo. Per i team di dimensioni ridotte, questo si traduce nella capacità di gestire attività più complesse e rispondere con maggiore rapidità alle esigenze aziendali.
Formazione, privacy e tempo: i principali ostacoli all’adozione strutturata
Nonostante lo slancio — il 46% delle PMI prevede di ampliare l’utilizzo dell’IA nei prossimi 90 giorni — la strada verso un’adozione matura è ancora lunga. Le barriere più frequentemente citate sono il divario in termini di formazione e competenze (27%), le preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza (27%) e la mancanza di tempo (18%).
A questo si aggiunge un basso livello di maturità organizzativa: solo il 37% delle PMI dispone di una policy formale sull’utilizzo dell’IA. In molte realtà, i dipendenti ricorrono agli strumenti in autonomia, senza un quadro di riferimento condiviso. La sfida, per la maggior parte delle imprese, non è più accedere alla tecnologia, ma integrarla efficacemente nei flussi di lavoro quotidiani.
Lo SME AI Accelerator: formazione pratica per il tessuto produttivo italiano
L’Italia rappresenta un banco di prova particolarmente significativo per questa transizione. La sua economia è caratterizzata da un elevato numero di piccole e microimprese, radicate sul territorio e diversificate per settore. Molte stanno già sperimentando l’IA, ma necessitano di un supporto concreto per passare da un utilizzo occasionale a flussi di lavoro strutturati e replicabili.
Per rispondere a questa esigenza, OpenAI ha sviluppato lo SME AI Accelerator, lanciato in collaborazione con Confartigianato Imprese e Booking.com. Il programma, erogato sia in presenza sia attraverso l’OpenAI Academy, combina formazione pratica, linee guida operative e casi d’uso concreti, senza richiedere competenze tecniche pregresse.
Il ruolo di Confartigianato Imprese — la principale organizzazione italiana per artigiani e piccole imprese, con circa 700.000 aziende associate attraverso una rete di 104 associazioni provinciali e oltre 1.200 sedi territoriali — è centrale per radicare l’iniziativa nella realtà del tessuto imprenditoriale locale. L’evento milanese ha già registrato centinaia di candidature da parte di PMI italiane in poche settimane dal lancio.
La voce di OpenAI: “Non si tratta di sostituire, ma di ridurre gli attriti”
Rino Mura, EMEA Partnerships di OpenAI, ha commentato i risultati della ricerca con una visione precisa sul ruolo dell’IA per le piccole imprese italiane:
“Oggi l’Italia rappresenta uno degli esempi più chiari sia delle opportunità sia delle sfide legate all’adozione dell’IA. Le piccole e microimprese sono il cuore dell’economia e molte stanno già sperimentando l’intelligenza artificiale, ma trasformare queste iniziative in un utilizzo costante e scalabile resta un ostacolo concreto. Per le realtà più piccole, in particolare, non si tratta solo di accedere alla tecnologia: è fondamentale avere tempo, competenze e chiarezza su come applicarla in maniera coerente con le attività quotidiane. È proprio qui che formazione pratica e casi d’uso concreti possono fare la differenza. L’opportunità reale per le PMI non è quindi sostituire ciò che le rende uniche, ma ridurre gli attriti: semplificare le attività di routine, supportare il processo decisionale e liberare tempo da dedicare alle aree in cui contano di più le competenze specifiche e il rapporto con i clienti.”