Il progetto SNIF combatte la contraffazione degli aromi alimentari con NMR e metabolomica, creando un database pubblico per garantire autenticità e sostenibilità produttiva.
Il progetto SNIF – Safer and more Sustainable Natural Ingredients for Food Industry – punta a garantire l’autenticità degli aromi alimentari naturali e la sostenibilità dei processi produttivi nell’industria del cibo. Avviato a settembre 2025 e finanziato da Regione Lombardia e Unione Europea nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021–2027, il progetto mobilita un investimento complessivo di circa 4,8 milioni di euro per rispondere a una sfida sempre più urgente: proteggere consumatori e filiere dalla contraffazione degli ingredienti.
Un settore da miliardi di euro, esposto al rischio adulterazioni
Zafferano, vaniglia, menta: ingredienti dal forte valore simbolico ed economico che si trovano al centro di un mercato tanto redditizio quanto vulnerabile. Il mercato europeo dello zafferano è stato stimato in oltre 260 milioni di dollari nel 2024, con l’Italia che rappresenta una quota significativa del consumo regionale. Sul fronte della vaniglia naturale, le importazioni italiane sono più che triplicate in quattro anni, passando da 16 tonnellate nel 2020 a 51 tonnellate nel 2024.
Nel segmento dei prodotti di largo consumo e delle preparazioni alimentari industriali, il comparto italiano supera 1,1 milioni di tonnellate annue, per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Cifre che rendono evidente quanto il tema dell’autenticità e della sicurezza degli ingredienti sia strategico per l’intero sistema agroalimentare.
Il ruolo dell’Istituto G. Ronzoni e le tecniche analitiche avanzate
L’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni” è tra i partner scientifici di SNIF e lavora in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano e il CNR alle attività di caratterizzazione degli aromi. Le tecniche impiegate includono la NMR (Risonanza Magnetica Nucleare) e le analisi metabolomiche, strumenti che consentono di verificare l’origine botanica e geografica di un ingrediente, distinguendo un aroma autentico da uno contraffatto.
Uno degli elementi più rilevanti del progetto è la creazione di un database pubblico di riferimento, sviluppato dall’Istituto G. Ronzoni in coordinamento con gli altri partner scientifici. L’archivio viene costruito a partire da campioni autentici di aromi, raccolti e analizzati secondo procedure standardizzate e validate congiuntamente. Le aziende potranno così confrontare i propri aromi con profili certificati, disponendo di un parametro di riferimento oggettivo e trasparente.
Sostenibilità produttiva: meno processi termici, più biotecnologie
SNIF non si limita alla questione dell’autenticità, ma affronta anche la sostenibilità dei processi produttivi. L’Istituto Ronzoni contribuisce allo sviluppo di nuovi esaltatori di gusto per l’industria alimentare, analizzando e identificando le sequenze peptidiche responsabili della sapidità e delle caratteristiche organolettiche degli alimenti.
L’obiettivo è ridurre o sostituire i tradizionali processi termici con processi biotecnologici o fermentativi, capaci di replicare gli stessi profili di sapore e qualità in modo più efficiente e con un minore impatto ambientale. Un cambio di approccio che potrebbe incidere in modo significativo sulle pratiche produttive dell’intero settore.
Un partenariato pubblico-privato per cambiare le regole del mercato
SNIF si fonda su una collaborazione strutturata tra soggetti pubblici e privati. Al fianco dell’Istituto G. Ronzoni, del Politecnico di Milano e del CNR, partecipano aziende del settore alimentare e degli aromi come Sacmar, Fratelli Branca Distillerie e GB Foods. Il progetto ha una durata di 27 mesi e punta a incidere in modo strutturale sul mercato degli aromi e dei prodotti alimentari trasformati, promuovendo qualità, trasparenza e sostenibilità lungo tutta la filiera.