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Pasqua 2025 dolci e uova di cioccolato trend acquisti

Pasqua 2025: il 75% degli italiani compra dolci, ma quasi uno su cinque taglia la spesa per via dei prezzi. Ecco cosa rivela l’indagine DoveConviene.

Le abitudini di acquisto legate alla Pasqua 2025 mostrano un mercato in tensione tra tradizione e pressione sui prezzi. Secondo l’indagine dell’Osservatorio Shopping DoveConviene, indagine condotta da Shopfully, quasi tre italiani su quattro (75%) acquisteranno dolci pasquali, ma l’aumento dei prezzi sta già condizionando le scelte di quasi un consumatore su cinque.

Uova di cioccolato e colombe: cosa finisce nel carrello degli italiani

Le uova di cioccolato industriali con personaggi restano il prodotto più acquistato, scelto dal 54% dei consumatori. Seguono le uova artigianali (34%), la colomba artigianale (32%) e le colombe industriali (25%), con i dolci tipici locali che si attestano al 17%.

Otto italiani su dieci acquisteranno più di un uovo, con la fascia tra 2 e 4 unità che raccoglie il 62% delle preferenze. Tuttavia, quasi un italiano su cinque (19%) prevede di ridurre gli acquisti rispetto all’anno scorso, citando principalmente il caro prezzi come fattore determinante.

Sul fronte della spesa, circa un terzo dei consumatori (32%) è disposto a investire fino a 20 euro, un altro terzo (32%) si orienta tra 21 e 40 euro, mentre il 20% arriva a una spesa compresa tra 41 e 60 euro. Tra chi non acquisterà dolci pasquali — l’8% del campione — oltre la metà indica il prezzo elevato come principale motivazione.

La sorpresa conta: il 71% degli italiani ne valuta il contenuto prima di comprare

La sorpresa rimane un elemento centrale nella scelta dell’uovo di Pasqua: per il 71% degli italiani conta molto o abbastanza. Quasi un consumatore su due (45%) dichiara di aver assistito o messo in atto veri e propri stratagemmi — scuotere, manipolare o pesare l’uovo — per intuirne il contenuto prima dell’acquisto.

I bambini si confermano il motore principale delle decisioni di acquisto, incidendo in quasi la metà dei casi (47%). Il 58% degli acquirenti compra le uova per i propri figli, il 52% per i nipoti, mentre solo il 15% acquista per sé stesso.

Differenze di genere: le donne più sensibili ai prezzi, gli uomini più orientati all’artigianale

L’indagine evidenzia un divario nelle preferenze tra uomini e donne. Le donne acquistano più frequentemente uova industriali con personaggi (56% contro il 44% degli uomini) e il 57% indica il caro prezzi come principale freno all’acquisto, rispetto al 39% degli uomini.

Gli uomini, al contrario, mostrano una maggiore propensione verso i prodotti artigianali: il 32% sceglie uova di cioccolato artigianali, contro il 22% delle donne.

Supermercato dominante, online quasi assente

Il supermercato si conferma il canale d’acquisto privilegiato con l’84% delle preferenze. I canali tradizionali mantengono una presenza marginale, mentre l’online rimane al di sotto dell’1%. Il 63% degli acquirenti sceglie il giorno dell’acquisto in base alle promozioni disponibili, mentre il 17% si muove con largo anticipo e il 66% concentra gli acquisti nelle ultime due settimane prima della festività.

Le differenze territoriali: Sicilia e Puglia trainano, Terni e Oristano frenano

Sul piano geografico emergono dinamiche molto differenziate. In Sicilia, Messina si distingue per un’elevata propensione all’acquisto con livelli prossimi al 90%, mentre Palermo rientra tra le tre province italiane con la maggiore disponibilità alla spesa. Catania, invece, mostra segnali più marcati di prudenza rispetto al 2025.

Puglia e Sicilia si confermano le regioni con la più alta propensione all’acquisto, con province come Foggia e Messina vicine al 90%. Sul fronte opposto, Terni (30%), Oristano (28%) e Catania (26%) registrano le quote più elevate di consumatori che intendono acquistare meno uova rispetto all’anno precedente.

Per la spesa medio-alta, compresa tra 61 e 100 euro, spiccano Sassari (18%), Cagliari (17%) e Palermo (15%). In Sardegna e Puglia, province come Oristano (36%), Sassari (36%) e Taranto (35%) registrano oltre un terzo dei consumatori che prevede di acquistare tra 3 e 4 uova.

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